Litografo, disegnatore
e pittore francese, un significativo rappresentante della Belle Epoque e dell'
Art Nouveau.
Marie Jean Jules "Henri" Thiriet, nasce
ad Épinal nel 1873 figlio unico di Henry Thiriet, meccanico e chef
d'atelier e
di Anne Marie Céleste Cuny, impiegata di commercio. Nel 1903 sposa a Parigi,
Catherine Laxenaire, da cui ebbe una figlia, Suzanne.
Il nonno di Thiriet
Imprimeur Typographe possedeva a Remiremont una
tipografia che aveva rilevato dai fratelli Dubiez. Un fratello del padre, Georges
Maximilien Thiriet, era insegnante e professore di disegno e fu probabilmente
lui ad apprendere al giovane Thiriet i primi rudimenti del disegno e ad incoraggiarne
la carriera artistica.
La città di nascita di Thiriet, Épinal, é la
patria de L' Imagerie d'Épinal una stamperia fondata nel 1796
da Jean-Charles Pellerin, che pubblicava fogli illustrati a colori vivaci, rappresentanti
soggetti popolari della storia, la religione o la letteratura. Non é azzardato
pensare che Thiriet ne sia stato influenzato o che addirittura abbia fatto i
primi passi a l'Imagerie, poichè il poster — il medium
in cui eccelse — é un discendente molto stretto delle Images di
Pellerin.
Arrivato a Parigi agli inizi del secolo,
Thiriet visse a Montmartre dove frequentò l'ambiente del quartiere,
dominato dalla presenza di Toulouse-Lautrec.
Debuttò giovanisismo nell'illustrazione di libri con Contes
de Perrault: Le petit Poucet, Barbe Bleu, la belle au bois dormant, per
le Librairies-Imprimeries Réunies,
(la prima ed. di questo libro é datata da alcune fonti nel 1890 quando Thiriet
avrebe avuto 17 anni) e "Historique du 79e régiment
d'infanterie" del 1896.
Nonostante abbia lavorato costantemente
nell'illustrazione di libri, la sua notorietà deriva
dai numerosi manifesti pubblicitari che disegnò fra il 1890-1900 per la
Bottega di Affiches del mercante M. Pierrefort (12, rue Bonaparte a Parigi) un
giovane parigino fra i primi mercanti francesi di affiches alla fine del 19mo
secolo.
Nati per pubblicizzare i vari café-concerto
e music-halls della capitale i posters diventarono il mezzo pubblicitario preferito
da fabbricanti e commercianti, che ne realizzarono subito il potenziale mediatico,
specie quando con nuove tecniche di stampa introdotte dal padre dell'affiche Jules
Chéret, i posters si poterono stampare industrialmente.
Fra questi vi furono alcuni fabbricanti
di biciclette. Nella Parigi dell''ultimo decennio
del XIX secolo, la bicicletta era divenuta una maggiore attrazione. Impegnate
in una feroce concorrenza, varie marche di biciclette commissionarono a famosi
artisti dell'epoca come Henri Thiriet, Alfons Mucha, Toulouse Lautrec (che disegna
per Simpson Chains, 1896), Eugene Grasset, lo stesso Chéret e altri, una
serie di manifesti che, nati con intenti commerciali, finirono per diventare
oggetti d'arte.
Dopo la fine della grande epoca d'oro dell'affiche — che
ebbe il suo culmine fra 1890 e il 1900 — Thiriet continuò ad
illustrare libri e lavorò sopratutto con Tallandier.
Per Tallandier illustrò, fra l'altro,
le copertine di alcuni dei romanzi di Simenon pubblicati sotto pseudonimo (Simenon
usò decine di pseudonimi) fra il 1925 e il 1930 nella collezione Le
Livre National.
Si citano:
Christian Brulls: La Prêtresse
des Vaudoux, Novembre 1925
George Sim: Les Nains des cataractes, 1928, La
Panthère borgne. Avril 1929; LIle des Hommes roux, 3
juin 1929.
Visse gli ultimi anni della della sua vita a Créteil vicino alla figlia Suzanne,
Mme Paul Dandois, il cui marito era direttore dell'ospedale di Créteil.
Thiriet che fu anche pittore dedicò al
sobborgo parigino un piccolo quadro ad olio non datato Canal
et péniche à Créteil, di
50 x 65 cm.
Créteil gli ha dedicato una strada.
Thiriet lavorò regolarmente e costantemente
fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, la cui fine sopravisse soltanto
di un anno, morendo nel 1946.
I posters di Thiriet si trovano esposti in
molti musei francesi e particolarmente nel Museo Chéret di Nizza nella
Avenue des Baumettes.
Nella storia dell'Affiche per lungo tempo
hanno predominato i nomi di Chéret e Mucha, ma negli ultimi trenta anni il
lavoro di Thiriet è stato rivalutato, giudicato l'autore di "some of the
most vigorous Art
Nouveau compositions"
Thiriet
fu incluso nella mostra di artisti Art Nouveau francesi e belgi organizzata nel
1976 dall' Institute for the Arts, Rice University, Houston, and the Art Institute
of Chicago
Nel 2004 fu incluso nella mostra
Murs en fête: affiches de la Belle Epoque alla BIBLIOTHEQUE LOUIS NUCERA,
Nice.
Per la completa bibliografia
vedasi THIRIET in Marcus Osterwalder's DICTIONNAIRE DES ILLUSTRATEURS
***
(sources: masked)
OPERE ILLUSTRATE:
Per una BIBLIOGRAFIA completa vedi
MARCUS
OSTERWALDER
Capitaine Clerc
Léon-Jean-Baptiste: "Historique du
79e régiment d'infanterie",
Ill. de THIRIET. Paris-Nancy, BERGER-LEVRAULT ET Cie, 1896.
Le "Petit Poucet" scolaire" in: "Vocabulaire des petits,
album d'images en couleurs à l'usage des écoles maternelles, des
classes enfantines, des cours préparatoires des écoles primaires
et des lycées et collèges". Dessins de H. Thiriet, Paris,
Gedalge, 1912.
Charot, Médéric (1846-19..?): "Jacques Dumont, roman
d'un petit paysan", Avec un rapport de M. Léon Bourgeois et une préface
de George Sand, 1ma ed. Calmann Lévy, 1876, Paris,
Gedalge (s. d.), — Gedalge 1912 & 1927, Ill. de Henri THIRIET.
M. Fournier: "Journal d'un écolier". Ill. de H. Thiriet,,
Paris, Gedalge, 1921.
Professeur (Dr Rochard) Motus: "L' Offensive des microbes, Roman
d'une guerre future" Tallandier, Paris, 1923, couv. ill. H.Thiriet.
Questo libro profetico fu reclamizzato: "Sous la forme prenante d'un
roman un aperçu de ce que pourrait-être une nouvelle guerre......
Tout le monde doit le savoir"
Sir Walter SCOTT: "Ivanhoe" Adapté par Henri Bornecque,
ill. H. Thiriet, Gedalge, 1926.
Andersen, H. Christian: "Nouveaux contes danois, Le Camarade de voyage,
Sous le saule, Les Aventures du chardon, (ill. H. Thiriet), La Fille du roi de
la vase, Le Schilling d'argent, Le Vilain petit canard, La Petite sirène,
La Soupe à la brochette, etc., etc., etc. " Trad. de M. M. Grégoire
et Moland... Paris, Garnier frères, 1928.