Simonetta Vaccari fa parte del Club del Giallo. E una delle più esperte collezioniste italiane della Biblioteca dei Miei Ragazzi che ha cominciato a collezionare negli anni 70. Vive a Bologna dove é proprietaria di un negozio di libri antichi.
ll presente articolo, del quale si riporta solo il testo, è illustrato con immagini dei titoli discussi, ed è stato publicato in www.fogliogiallo.it no 27/1999, riprodotto per gentile concessione dell'autrice©1999
Prima di iniziare questo articolo vorrei confessare che la mia prima idea, forse un pò ambiziosa, era stata di fare una breve storia del "giallo" nei libri per ragazzi fino agli anni '50, idea che ho poi dovuto abbandonare data la difficoltà di reperire tutti i testi che sarebbero stati necessari per una valutazione completa dell'argomento. Ho ritenuto quindi più semplice e forse più interessante trattare dei libri di argomento "giallo" compresi in una sola collana, la "Biblioteca del Miei Ragazzi" pubblicata da Salani negli anni '30/'50. Cominciamo intanto con una breve descrizione dei volumi: si tratta.di volumetti in 16° grande (cm. 19 x 12,50) in cartonato con un'illustrazione a colori che continua sui due piatti, pagine variabili (intorno alle 150), illustrazioni in nero nel testo.
La collana fu pubblicata dal 1931 al 1955 ed era composta di 99 titoli + 8 volumi che furono sostituiti a quelli più "fascisti" nel dopoguerra, per un totale di 107 titolil. Altra particolarità del volumi era che 56 titoli, più della metà, derivavano da una collana di libri francesi, la "Bibliothéque de Suzette", della casa editrice Gautier Languereau, che raccoglievano in volume i romanzi pubblicati a puntate dalla rivista della stessa casa "La semaine de Suzette", una pubblicazione settimanale ricca di racconti e illustrazioni a colori del migliori disegnatori francesi dell'epoca, come Henri Morin, Maurice Berty, Manon Iessel. Parlando dei testi francesi della "Biblioteca" siamo già nell'argomento che ci interessa perchè il filone giallo risulta trattato quasi unicamente nei volumi di origine francese, salvo un caso di cui parleremo in seguito.
Sarà il caso a questo punto di precisare che quando si parla di libri "gialli" in questa coIlana, si deve sempre fare riferimento a un "giallo" molto particolare, nel quale non ci sono mai omicidi nè scene di violenza, ma che svolge storie in cui il mistero e I'indagine rappresentano una parte consistente della trama. Quindi non compaiono, tra i volumi qui citati, quelli, e non sono pochi, che trattano di scambi di persone, di ricerca di identità, di rapimenti, salvo che questi elementi non siano inseriti in una trama in cui la presenza di elementi gialli sia preponderante.
Caratteristiche principali di questo gruppo di volumi è la casualità dell'indagine, il fatto che il protagonista sia spesso una protagonista e il motivo ricorrente di misteri familiari. Spiccano nella collana i volumi che hanno a protagonista il signor Tito (nell'originale francese Sir Jerry) di H. Giraud, veri e propri romanzi gialli con tanto di detective ufficiale, ma questi Ii esamineremo successivamente.
Prendiamo prima in esame gli altri, cioè quelli che presentano una trama che sta fra il giallo e il feuilleton, naturalmente sempre in chiave per bambini. Si nota subito una differenza fra quelli pubblicati negli anni '20, più macchinosi e di lettura più difficile per noi, e quelli degli anni '30, molto più scorrevoli e con maggiori notazioni umoristiche, quindi ancora oggi molto leggibili. Esaminiamoli singolarmente in ordine di pubblicazione:
LA TORRE DELL'ALCHIMISTA di Arlette De Maillane (La tour de I'alchimiste, 1919), uscito in Italia nel 1933 (n.7 della collana), con la copertina di Nino e le illustrazioni di Raffin.
Storia di due cugini orfani allevati da uno zio, barone di Kervel. II maggiore, crudele e infido, ha continuato a vivere con Io zio, I'altro se ne è allontanato per dedicarsi alla pittura, suscitando I'ira dello zio. Dopo molti anni costui, che si è sposato ed ha una bambina di otto anni, torna al casteIlo dello zio per chiedere un aiuto economico per curare la bambina. Durante la sua presenza al casteIlo, mentre egli si è riconciliato con Io zio, viene rubato un prezioso collare in oro e rubini risalente alle prime Crociate. L'autore del furto è naturalmente il cugino malvagio, ma il barone viene indotto a credere colpevole I'altro nipote. Alia fine, dopo numerosi colpi di scena, la verità sara riconosciuta da tutti ed ogni cosa tornerà a posto: il nipote cattivo morirà in un'esplosione da lui stesso provocata e I'altro riavrà il casteIlo e I'eredita dello zio, morto nel frattempo.
LA TORRE DEL NORD di Margherita Goudereau (Le mystère du chateau d'Apre-Brise, 1922), pubblicato in Italia nel 1937 (n.38 della collana) con la copertina di F. Faorzi e le illustrazioni di R. De La Nézière.
Storia di un ragazzo dodicenne, Giacomo, che vive con la sola mamma e nel ricordo di un'amica scomparsa tre anni prima, la piccola Graziella, erede di una noblie famiglia. La bambina è annegata nel Iago Ii vicino, ma il corpo non è mai stato ritrovato e la madre è convinta che sia ancora viva, e ne aspetta sempre il titomo. All'inizio della storia Giacomo è in partenza per la Valle d'Aosta, dove vive una sua zia sposata ad un certo IIdebrandi, Iontano parente della piccola Graziella, che alla sua morte aveva ereditato una grande ricchezza, con parte della quale aveva restaurato il casteIlo di famiglia, Roccascoscesa.
Li si reca Giacomo e, dopo vicende awenturose e drammatiche, scopre che Graziella, ancora viva, vi è tenuta prigioniera e riesce a salvarla dopo una fuga rocambolesca. Egli riporterà la bambina alia madre, mentre Ildebrandi si pentirà delle sue colpe.
PER L'ONORE DI ROCCABRUNA di Margherita Bourcet (L'étoile de Navarre), in Italia nel 1935 (della copertina 1925), pubblicato (n.17collana) con la copertina di Faorzi e le illustrazioni di Raffin.
Storia di Maria Rosa di Roccabruna, che deve difendere I'onore della famiglia e salvare da un'accusa di omicidio, furto e tradimento il cugino Guido. Questi ha perfezionato un'invenzione per l'aviazione militare che sta per essere ceduta al Ministero della Guerra, ma il progetto viene rubato e i sospetti cadono sul cugino, che, avendo bisogno di denaro, potrebbe aver venduto il progetto al nemico. La bambina scopre per caso il vero colpevole
e, rinchiusa da questi in manicomio, riesce a liberarsi, a recuperare il progetto del cugino
ed a portarlo in tribunale dove si sta svolgendo il dibattito, proprio all'ultimo istante.
Cinque anni dopo i due si sposano.
IL CASTELLO DI GHIACCIO di Jean Rosmer (Le manoir de glace, 1927), pubblicato in Italia nel 1936 (n.25 della coIlana) con la copertina di M. A. Cavalieri e le illustrazioni di Raftin.
Storia di Jolanda, decenne erede di un cospicuo patrimonio che, accompagnando la ricchissima zia con cui vive nel casteIlo di famiglia che un giorno erediterà, entra in contrasto con un'altra lontana nipote della zia, Mercedes, di origine creola. II padre della bambina, con la sua complicità la rapisce e, nascondendola nei sotterranei del CasteIlo di Ghiaccio, un piccolo casteIlo prossimo a quello in cui vivono, cerca di ricattare la zia per farsi cedere la proprietà. Ma Jolanda, con I'aiuto di una sua protetta, riesce a liberarsi in tempo e i malvagi saranno scacciati.
Come si può notare dalla trama di questo primo gruppo di volumi, pubblicati in Francia negli anni '20, si tratta di storie in cui si rintracciano elementi di varia origine, soprattutto riferibili ai feuilleton (del quale conservavano anche I'origine, essendo stati pubblicati a puntate su un giornale), in particolare per la presenza di "vilains" crudeIi e, spesso, di origine straniera, che tramano vicende oscure e complicate, attinenti soprattutto ad eredità contese e conseguenti rapimenti (naturalmente non omicidi, dato il pubblico a cui erano destinati) e al romanzo gotico, con la presenza continua di ambientazioni tipiche di questo genere, casteIii, passaggi segreti, nascondigli, leggende paurose. Questa somiglianza è riscontrabile anche alla lettura del testo, troppo cupo e angosciante, privo di quegli elementi di alleggerimento umoristico, che sarà invece una caratteristica del testi degli anni '30, che iniziano con uno del libri più "gialli", soprattutto per il modo in cui è svolta I'indagine:
IL MISTERO DI MORANDE di Valdor (Le mystère de Morande, 1932), pubblicato in Italia nel 1936 (n.28 della collana), con le illustrazioni di Raffin.
Teresa, una fanciulla di 15 anni, vive in povertà a Parigi con la madre e due sorelie minori, benchè sia di noblie famiglia ed abbia ancora uno zio ricchissimo. II padre di Teresa, nipote di costui, aveva sposato contro la sua volontà un'inglese e Io zio I'aveva ripudiato. Alla sua morte precoce Io zio si era offerto di tenere con sè suo figIlo di quattro anni, Max, ma questi era annegato durante il viaggio al casteIlo e Io zio non si era più fatto vivo.
AIl'inizio della storia Teresa decide, per aiutare la madre, di impiegarsi come istitutrice, e mette un annuncio su un giornale. Viene assunta dai Morin, coppia di domestici con una figlia di sei anni, che sono alle dipendenze dello zio, al casteIlo di Morande. Qui scoprirà non solo che Io zio, molto ammalato, è virtualmente prigioniero del Morin, che non gli hanno mai consegnato le lettere della madre, ma che costoro hanno fatto credere morto il fratellino e lo tengono prigioniero nella torre del casteIlo. Alla fine i malvagi saranno assicurati alia giustizia e la famiglia si riunirà felicemente.
IL SEGRETO DELL'UOMO DI FERROdi Susanna Rivière (Le chateau du fou, 1934), pubblicato in Italia nel 1939 (n.55 della collana), con la copertina di F. Faorzi e le illustrazioni di Raffin.
Storia di due bambini, Gianni e Susetta (14 e 11 anni) che vanno a vivere in un casteIlo che il padre ha ereditato in Valle d'Aosta. II casteIlo nasconde un tesoro, celatovi nel medioevo da Oddone detto il Pazzo perchè era un alchimista. Gianni, a conoscenza delle difficoltà economiche della sua famiglia, decide di trovare il tesoro e intraprende con accanimento le ricerche. Troverà per caso il primo indizio e, risolvendo i vari indovinelli (per la precislone sciarade) che indicano il percorso da seguire, giungerà a trovare un ricco tesoro che consegnerà ai genitori.
II CASTELLO DELLE AVVENTURE di A. Brazil (Une école dans un manoir, 1936), pubblicato in Italia nel 1948 (n.78 della collana) con le illustrazioni di M. Berty.
Storia di due amiche dodicenni, Linda e Cecilia, che studiano in una scuola londinese. Durante il periodo estivo la scuola deve essere evacuata per lavori urgenti, e le alunne e le insegnanti si trasferiscono in un casteIlo preso in affitto dalle proprietarie, la diciassettenne Monica e la madre. Le due protagoniste si affezionano a Monica e rimangono colpite nell'apprendere che la fanciulla è quasi in miseria, benchè abbia da poco ereditato il casteIlo da uno zio misantropo, che però non le ha lasciato nè denaro nè oggetti di valore, che pure possedeva, ma che non sono stati trovati alla sua morte, e si ritiene siano nascosti nel casteIlo. Le due amiche scoprono per caso una traccia in un libro della biblioteca del casteIlo e, sempre per caso (le Ioro fervide indagini non erano giunte a nulla), trovano un favoloso tesoro (una stanza nascosta piena di monete e oggetti preziosi), che consegneranno felici alla giovane Monica.
IL CAVALIERE DEL MISTERO di Pierre Besbre (Le Cheval aux petits jeux, 1940), pubblicato in Italia nel 1952 (n.91 della collana) con le illustrazioni di F. Lorioux.
In una notte d'inverno un misterioso cavaliere abbandona sui monti una bambina, che viene raccolta ed allevata da una vecchia contadina. Dieci anni dopo, alla sua morte, la piccola, chiamata Silvietta, per non andare in un orfanotrofio, fugge, valica le Alpi ed arriva in Italia, in uno strano casteIlo dove vivono strani personaggi che scopre poi fare parte di un circo, diretto dal cavalier Fabris che è anche il proprietario del casteIlo. Qui vive anche una giovane donna, cognata del cavaliere, impazzita da quando, 10 anni prima, la sua bambina appena nata, Onda, era scomparsa misteriosamente, dopo la morte prematura del marito, il che aveva permesso che la sua eredità andasse al cognato. Questi ama immensamente
il suo cavallo, Vulcano, uno strano animale dagli occhi stretti ed allungati, e decide di farlo cavalcare a Silvia nel circo. Come presto si scopre, egli ha capito che Silvia è Onda, sua nipote, che lui stesso aveva rapita e abbandonata oltre le Alpi, per impadronirsi dell'eredità. Cerca quindi ancora di eliminare la bambina, ma sarà ucciso proprio da Vulcano, e la piccola potrà ritornare alla madre, guarita da ogni male per la felicità.
Esaminiamo ora i 4 volumi che hanno per protagonista il signor Tito, anch'essi in ordine di pubblicazione.
IL SIGNOR TITO POLIZlOTTO PRIVATO di M.Giraud (Sir Jerry detective, 1935), pubblicato in Italia nel 1939 (n.54 della collana) con la copertina di F. Faorzi e le illustrazioni di Manon lessel, che illustrerà tutti i volumi.
LE AVVENTUROSE VACANZE DEL SIGNOR TITO (Les etranges vacances de Sir Jerry, 1936) pubblicato in Italia nel 1940 (n.58 della collana) IL SIGNOR TITO E IL VECCHIO MARINAlO (Sir Jerry et I' affreux Léonard, 1937), pubblicato in Italia nel 1941 (n.64 della collana). Ill. Manon Iessel
LA MISTERIOSA SCOMPARSA DEL SIGNOR TITO (La mysterieuse disparition de Sir Jerry, 1938), pubblicato in Italia nel 1952 (n.85 della collana). II protagonista di questi romanzi è sir Jerry (in Italia il signor Tito), un famoso poliziotto privato che, con I'aiuto di alcuni personaggi fissi (il figIlo quindicenne suo omonimo, la figlia Mariù e il piccolo Raffaello, da lui adottato, che appare però solo dal secondo volume) svolge vere indagini su furti misteriosi o altri misteri, che si svolgono nelle sontuose case della buona società francese o in misteriose ville sul lago.
Le storie sono sempre abbastanza misteriose e si fanno seguire con interesse, sia per quanto riguarda lo svolgimento dell'indagine sia per la soluzione finale.
Converrà a questo punto ricordare che i volumi dedicati in Francia a questo personaggio sono 8, ma in Italia furono inspiegabilmente tradotti solo questi quattro. Dico inspiegabilmente perchè queste storie sono state tra quelle che hanno avuto il maggior numero di ristampe e quindi tra le più vendute, ma I'editore italiano non sembra averne tenuto conto ed ha stampato solo i titoil suddetti. In Francia, infatti, i volumi delle avventure di sir Jerry sono stati ristampati fino agii anni '70.
Il primo volume ci porta nella bella villa del conti di Miramonte, dove per le vacanze sono riuniti gli otto nipoti del conti; durante una,festa un mago, chiamato per compiere giochi di prestigio, sparisce misteriosamente, lasciando al suo posto una bambina di otto/dieci anni che si rifiuta di rispondere alle domande del ragazzi e della zia Bella.
A quest'ultima viene poi rubata una preziosa collana di perle nere. Poichè il marito è assente la contessa decide di chiedere I'aiuto di Tito Eroini, celebre detective e amico del conte. II suo arrivo provoca però molta perplessità in tutti, perchè il celebre investigatore si presenta come un ometto piccolo, con una strana barba ed una parrucca malferma. Le indagini, a cui partecipano tutti i ragazzi, riprendono e, dopo altre vicende, si scopre che colui che si era presentato come il signor Tito è in realtà suo figIlo Tito Junior, fratello della bambina misteriosa e che il vero investigatore era il mago che, avendo saputo dell'imminente furto, aveva scelto quel travestimento per essere presente al momento del crimine. Alla fine la collana è recuperata e il colpevole, un indiano, consegnato alla polizia.
II secondo è in pratica il seguito del primo, poichè presenta gli stessi protagonisti, con I'aggiunta di un giovane indiano, figIlo di un amico del conte di Miramonte, accompagnato da una bellissima pantera nera, Miciona, e di un piccolo orfano, Raffaello, che aiuta il glovane Tito Junior, e con le stesse motivazioni: i fratelli del ladro della collana, fatto arrestare dal signor Tito, per vendicarsi gli tendono ogni sorta di insidi, ma alla fine, con I'aiuto di tutti i ragazzi, e del nuovi arrivi, compresa la pantera, il signor Tito assicurerà alla giustizia i colpevoli.
II terzo volume è forse il meno interessante sia come storia che come soluzione. II signor Tito, con il figIlo e Raffaello, indaga su misteriosi e insoliti fatti che avvengono nella casa di uno scienziato, fatti che concernono anche le carte di una sua importante scoperta. Alla fine si scopre che i colpevoli hanno agito a fin di bene e ogni cosa tornerà a posto. L'ultimo volume è accentrato soprattutto sui ragazzi e sulla giovane Lidia, collaboratrice del detective. Una parte importante ha anche un bel gatto nero, Davide, che viene lanciato in acqua da un casteIlo posto su un'isola al centro del Iago Ticino.
I ragazzi lo salvano e, cercandone il padrone, scoprono che questi è misteriosamente scomparso e che i nuovi proprietari del casteIlo sono ladri internazionali, che usano il casteIlo come nascondiglio della refurtiva. Sarà il signor Tito, che già indaga sui ladri e si è fatto assumere da Ioro come cameriere, a risolvere ogni cosa e a liberare il padrone del gatto che era tenuto prigioniero al casteIlo.
Forse leggendo le trame, esposte molto brevemente, non si nota una grande differenza fra i volumi degli anni '30 e i precedenti: rapimenti e sostituzioni di persona sono infatti comuni ad entrambi i gruppi, ma quello che soprattutto Ii distingue è visibile solo alla lettura diretta: i libri del secondo gruppo sono ricchi di annotazioni ambientali e di descrizioni di giochi e feste, che ci ricordano che i protagonisti di queste storie sono pur sempre bambini, ed amano appunto giocare, correre e divertirsi. Inoltre sono spesso presenti annotazioni lievemente umoristiche, che alleggeriscono la tensione della vicenda. Insomma, i libri del secondo gruppo sono più "modemi" e ancora oggi piacevolmente leggibili. Tra le altre annotazioni possibili, notiamo che, a parte i libri del signor Tito, le protagoniste sono spesso le bambine, cosa forse abbastanza spiegabile, se si considera la provenienza da quella "Semaine de Suzette" che era proprio dedicata alle bambine, ma il carattere di queste bambine è abbastanza nuovo ed originale: sono bambine coraggiose, pronte ad ogni awentura, intelligenti e attive e, anche se amano come le altre giocare, sanno imporsi scelte più importanti e impegnative. Insomma, bambine modeme anche oggi, precorritrici non troppo Iontane delle disinvolte protagoniste del libri odierni. Questo è forse uno del motivi che hanno permesso a questi libri di appassionare bambine di aimeno due generazioni, dagli anni '20 agli anni '50, e potrebbero forse essere letti anche oggi con piacere da lettrici modeme. Altra caratteristica del personaggi della "Biblioteca" è una grande indipendenza di azione nei confronti degli adulti, che, quando sono presenti, rivestono sempre parti marginali: genitori, nonne, zie, sono quasi visti come un impedimento ai liberi movimenti delle protagoniste, che cercano (e spesso riescono) di agire per proprio conto, magari con I'aiuto di altri bambini, amici o fratelli, questi si accettati e ammessi ad ogni awentura ed a ogni segreto. Insomma, un microcosmo abbastanza autosufficiente, che cerca di arrangiarsi il più possibile da solo, spesso per portare un aiuto ai propri familiari adulti, che sembra non saprebbero cavarsela davanti a grosse difficoltà finanziarie e familiari, senza I'aiuto del figIi o nipoti.
Per finire, citeremo uno del volumi italiani della collana (sono in tutto 38), dovuto alla penna di Aldo Franco Pessina: LA TELEFERICA MISTERIOSA del 1937 (n.43 della collana), con copertina e illustrazioni di Fiorenzo Faorzi.
La storia è molto ben congegnata, svolta con molto interesse agli indizi e ricca di ragionamenti deduttivi, nella migliore tradizione del giallo d'indagine, ma con molti risvolti pieni di azioni e colpi di scena. E la storia di cinque ragazzi che vivono in un collegio sulle Alpi Iombarde. E inverno e, durante una gita, uno di essi nota che le cime di alcuni abeti, al contrario delle altre, sono prive di neve e ciò accade agli alberi vicini al percorso di una teleferica, in disuso dalla fine della guerra. Cosi i cinque cominciano ad indagare e, per mezzo di indagini e deduzioni, giungono a scoprire che qualcuno si serve della teleferica per trasportare qualcosa dalla valle al vecchio forte militare in cima alia montagna.
Con altre ricerche e un fortuito ritrovamento, scoprono una banda di falsari e, collaborando con la polizia, contribuiscono alla cattura del delinquenti. Come si capisce anche dalla trama, un vero giallo che, come abbiamo detto, si dipana con interessanti deduzioni e brillanti colpi di scena e dimostra da parte dell'autore, un giornalista che ha scritto per i ragazzi questo solo volume, una buona conoscenza della letteratura gialla di quegli anni.
Per concludere questo rapido viaggio nella collana, vogliamo ricordare una curiosità, che rientra comunque nell'argomento. Nella "Bibliothèque de Suzette" che, come detto, è all'origine di molti dei volumi dei quali ci siamo occupati, fu pubblicato nel 1939 un volume di autore italiano (anzi autrice), che sembra essere stato I'unico testo di un autore del nostro paese a destare I'interesse degli editori.
Si tratta di IL MISTERO DEL PARCO VITTORIA di M. Pia Sorrentino (diventata, chissà perchè, nella traduzione francese, Sorrentina), pubblicato da Mondadori nel 1934 nella sua collana "Il romanzo dei ragazzi" con le illustrazioni bicolori di B. Angoletta, intitolato in Francia "La Mysterieuse poupée blonde" e illustrato da H. Morin.
La trama, ricca di intrecci misteriosi e colpi di scena, racconta di una bambina, Annabella, che vende cartoline illustrate al parco Vittoria e, una sera, alla chiusura del parco, viene avvicinata da una vecchia col viso coperto da un fazzoletto, che le porge una bambola dal vestito rosso chiedendole di comprarla. Al suo rifiuto gliela dà egualmente, dicendole che sotto la parrucca troverà qualcosa che la interesserà molto. Mentre la bambina rientra a casa, viene assalita da due uomini che le rubano la bambola. Da questo misterioso inizio si dipanerà poi una vicenda ricca di molti personaggi, che porterà la bambina a scoprire le sue vere origini ed a rientrare riel suo status originale, quello di una ricca ereditiera.
Un'esposizione, anche breve, della trama, fa capire quale può essere stato il motivo dell'inserimento di questo libro nella collana francese. II mistero, le indagini, un rapimento, un'eredità milionaria.., insomma, tutti gli ingredienti che hanno fatto la fortuna della "Bibliothèque de Suzette" sono già presenti in questo libro che, unico caso, ha percorso il cammino inverso dei numerosi volumi francesi della "Biblioteca del Miei Ragazzi" ed avrà magari deliziato qualche bambina francese, come i volumi della "Bibliothèque" deliziavano i bimbi italiani. Si, perchè ormai sarà bene ricordare che questi libri, insieme agli altri della collana, hanno deliziato almeno due generazioni di bambine (a volte anche bambini) italiane, che spesso hanno conservato di quelle letture ricordi molto vivi e piacevoli, tanto da ricercame anche oggi i volumi ed a spingere I'editore a ripubblicarne, dalla fine degli anni '80, una quindicina in una bella ristampa anastatica. Quanto al motivo di questo amore, beh, è difficile dirlo, ma una cosa è certa: chi è cresciuto seguendo le vicende misteriose, awenturose e piene di colpi di scena di questa collana è diventato da adulto un amante del libri gialli.
Almeno, questo è, quello che è successo a me.
Vorrei aggiungere una piccola bibliografia sulla "Biblioteca del Miei Ragazzi", per chi fosse interessato all'argomento:
Faeti A., Una settimana con molte domeniche, in:Conformismo e contestazione nel libro per ragazzi - Bologna, Cappelli, 1979.
Pallottino P., La "Biblioteca dei Miei Ragazzi" in: Storia dell' Illustrazione italiana - Bologna, Zanichelli, 1988
Busani C., Zie, casteIii, orfani e soffitte. Tesi di laurea presentata a Bologna nel 1990/91
Solinas Donghi B., Le francesi nella "Biblioteca del miei ragazzi", in LG Argomenti nn. 3 e 4 del 1994.
Simonetta Vaccari©1999
Materiale iconografico dell'autrice.
Con la collaborazione di Claudio Bruschi