Barbara Maria Siccardi nacque a Verzuolo, figlia del conte
Emilio Siccardi e di Virginia Borbonese.
Il nonno paterno di Barbara è il conte Giuseppe Siccardi, (Verzuolo
1802 - Torino 1857) , integerrimo magistrato e ministro della
Giustizia del Regno di Sardegna, autore della legge nota come Legge Siccardi
che abolì i privilegi ecclesiastici. Per quanto i Siccardi siano
un'antichissima famiglia pıemontese, Giuseppe non nasce nobile: otterrà il
titolo di conte nel 1846 per i servizi resi alla Corona. Verzuolo e Torino
gli dedicarono una strada.
Emilio é il quarto e ultimo figlio di Giuseppe; ingegnere
e scienziato, progettista ferroviario, inventò "un nuovo tenditore,
ossia sistema d'attacco per l'esercizio delle vie ferrate" per cui
ottenne un brevetto di un anno nel 1884. (vedi Siccardi, Emile: Nouvel attelage
de sureté pour les vehicules des chemins de fer, Turin, Impr. Camilla
Et Bertolero, 1889 & Siccardi Emilio: Apparecchi elettrici e telegrafia,
modelli di locomotive, Milano 1881 include
un nuovo manipolatore per le trasmissioni telegrafiche Morse
).
Nell'ambiente torinese
dell'epoca il padre di un altro scrittore si occupava di ferrovie: Fausto Gozzano (1839-1900) ingegnere,
autore (1874) del progetto della ferrovia a vapore canavesana, attore dilettante,
membro dei Dilettanti Filodrammatici di Chivasso, padre di Guido.
Virginia Borbonese appartiene a una famiglia dell'alta borghesia
torinese, diventata anche essa nobile "di servizio" che all'inizio
del Novecento fondò in via Bogino di fronte al Palazzo Graneri della Roccia,
un'azienda, il cui marchio esiste ancora, per la fornitura di accessori di lusso
(borsine da sera, sciarpe, cappellini e gioielli) alle sartorie più prestigiose
della città. Proprietari alla fine dell'Ottocento di una villa nella borgata
di Lingotto, ne furono filantropi attivi, fondandovi l'asilo infantile e la "Pro
Lingotto".
Fra i Siccardi vi fu un letterato occasionale: Ferdinando
Siccardi (Ceva, 29-5-1833 - 1949) nipote di
Giuseppe; avvocato, senatore del Regno, banchiere, filantropo, scrisse «Le
maladie d' cheur» (1862) commedia in 3 atti" e «'L
sindich Benavass Coussot 'l so talent e le soe ciouche: commedia in 3 atti»,
(1882) definita " una delie più graziose commedie del repertorio
piemontese dell'800" entrambe rappresentate con notevole successo
anche nel '900.
Ferdinando e il fratello Gıo.Battista sposarono nel 1872 due sorelle le
signorine Chiarina ed Ernestina Pansa. Un opuscolo celebrativo sottolinea
l'impegno sociale dei due fratelli che "in Parlamento nei commerci
e cogli scritti tutelando le ragioni e gli interessi del popolo ne promuovono
la pubblica prosperita".
Un discendente di Giuseppe, Emilio Siccardi (m.1976) fu sassofonista
e fece parte dei primi gruppi musicali jazz attivi a Torino sin dagli anni
Trenta. Fu un dei membri dell'Hot Club Torino fondato nel 1945.
I Siccardi, una famiglia molto numerosa fanno parte della
buona società torinese: un'amicizia particolare è quella
con i d'Azeglio.
Nel centro di Torino possedevano un antico palazzo, (antico palazzo dei Medici),
che divenne conosciuto come "Palazzo Siccardi". Fu sede (1906) della
Prefettura e poi della Camera del Lavoro. Incendiato dai fascisti nel 1921, cadde
in abbandono. La loro residenza di Verzuolo era la settecentesca "Villa
Siccardi" ove nacque Barbara.
Non si sa molto sulla vita di Barbara, ma non è difficile
immaginarla dedita alle cure della famiglia , alla beneficenza , e alle
attività di una signorina Felicita della Torino bene Ottocento, descritte
dal coetaneo Guido Gozzano, nato nel 1883.
Barbara arrivò tardi alla letteratura, a giudicare
dalle date della sua limitata bibliografia. Infatti a suo nome si trovano
solo quattro titoli usciti fra il 1943 e il 1952 : Il grande nemico,
1943, rist. 1946 & 1955 , Vince chi sfida, Marzocco, 1949, La "Vindice" Trionfa,
e Il volo della Fortuna. Pubblicato nel 1951 İl Volo della Fortuna
era stato acquistato da Salani nel 1939 per 15000Lire
Esiste anche un titolo, La sua strada, annunciato per la BMR in L'erede
di Ferralba del 1941, ma non risulta pubblicato né da Salani né da
altri editori, a meno che non sia stato pubblicato con un titolo diverso.
Barbara Siccardi morì nubile a Pinerolo all'età di
ottantuno anni.
(source:Senatori d'Italia & Comune di Verzuolo
& ICCU)