BIBLIOTECA DEI MIEI RAGAZZI

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SICCARDI BARBARA
(Verzuolo (Cuneo) 12 settembre 1881 — Pinerolo 5 maggio 1962)
attiva Anni Quaranta - 1952

74. La sua strada (viene annunciato nella BMR ma non pubblicato)
88. Il volo della Fortuna
94. La Vindice trionfa

Barbara Maria Siccardi nacque a Verzuolo, figlia del conte Emilio Siccardi e di Virginia Borbonese. 

Il nonno paterno di Barbara è il conte Giuseppe Siccardi, (Verzuolo 1802 - Torino 1857) , integerrimo magistrato e ministro della Giustizia del Regno di Sardegna, autore della legge nota come Legge Siccardi che abolì i privilegi ecclesiastici.  Per quanto i Siccardi siano un'antichissima famiglia pıemontese,  Giuseppe non nasce nobile: otterrà il titolo di conte nel 1846 per  i servizi resi alla Corona. Verzuolo e Torino gli dedicarono una strada.

Emilio é il quarto e ultimo figlio di Giuseppe; ingegnere e scienziato, progettista ferroviario, inventò "un nuovo tenditore, ossia sistema d'attacco per l'esercizio delle vie ferrate" per cui ottenne un brevetto di un anno nel 1884. (vedi Siccardi, Emile: Nouvel attelage de sureté pour les vehicules des chemins de fer, Turin, Impr. Camilla Et Bertolero, 1889  & Siccardi Emilio: Apparecchi elettrici e telegrafia, modelli di locomotive, Milano 1881 include un nuovo manipolatore per le trasmissioni telegrafiche Morse ). 
Nell'ambiente torinese dell'epoca il padre di un altro scrittore si occupava di ferrovie: Fausto Gozzano (1839-1900) ingegnere, autore (1874) del progetto della ferrovia a vapore canavesana, attore dilettante, membro dei Dilettanti Filodrammatici di Chivasso, padre di Guido.

Virginia Borbonese appartiene a una famiglia dell'alta borghesia torinese, diventata anche essa nobile "di servizio" che all'inizio del Novecento fondò in via Bogino di fronte al Palazzo Graneri della Roccia, un'azienda, il cui marchio esiste ancora, per la fornitura di accessori di lusso (borsine da sera,  sciarpe, cappellini e gioielli) alle sartorie più prestigiose della città. Proprietari alla fine dell'Ottocento di una villa nella borgata di Lingotto, ne furono filantropi attivi, fondandovi l'asilo infantile e la "Pro Lingotto".

Fra i Siccardi vi fu un letterato occasionale: Ferdinando Siccardi (Ceva, 29-5-1833 - 1949) nipote di Giuseppe; avvocato, senatore del Regno, banchiere, filantropo, scrisse «Le maladie d' cheur» (1862) commedia in 3 atti" e «'L sindich Benavass Coussot 'l so talent e le soe ciouche: commedia in 3 atti», (1882)  definita " una delie più graziose commedie del repertorio piemontese dell'800" entrambe rappresentate con notevole successo anche nel '900.
Ferdinando e il fratello Gıo.Battista sposarono nel 1872 due sorelle le signorine Chiarina ed Ernestina Pansa. Un opuscolo celebrativo  sottolinea l'impegno sociale dei due fratelli  che "in Parlamento nei commerci e cogli scritti tutelando le ragioni e gli interessi del popolo ne promuovono la pubblica prosperita".

Un discendente di Giuseppe, Emilio Siccardi (m.1976) fu sassofonista e fece parte dei primi gruppi musicali  jazz attivi a Torino sin dagli  anni Trenta.  Fu un dei membri dell'Hot Club Torino fondato nel 1945.

I Siccardi, una famiglia molto numerosa fanno parte della buona società  torinese: un'amicizia particolare è quella con i d'Azeglio.
Nel centro di Torino possedevano un antico palazzo, (antico palazzo dei Medici), che divenne conosciuto come "Palazzo Siccardi". Fu sede (1906) della Prefettura e poi della Camera del Lavoro. Incendiato dai fascisti nel 1921, cadde in abbandono. La loro residenza di Verzuolo era la settecentesca "Villa Siccardi" ove nacque Barbara.  

Non si sa molto sulla vita di Barbara, ma non è difficile immaginarla dedita alle cure della famiglia , alla beneficenza ,  e  alle attività di una signorina Felicita della Torino bene Ottocento, descritte dal coetaneo Guido Gozzano, nato nel 1883.

Barbara arrivò tardi alla letteratura, a giudicare dalle date della sua limitata bibliografia.  Infatti a suo nome si trovano solo quattro titoli usciti fra il 1943 e il 1952 : Il grande nemico, 1943, rist. 1946 & 1955 , Vince chi sfida, Marzocco, 1949, La "Vindice" Trionfa, e Il volo della Fortuna. Pubblicato nel 1951 İl Volo della Fortuna era stato acquistato da Salani nel 1939 per 15000Lire

Esiste anche un titolo, La sua strada, annunciato per la BMR in L'erede di Ferralba del 1941, ma non risulta pubblicato né da Salani né da altri editori, a meno che non sia stato pubblicato con un titolo diverso.

Barbara Siccardi morì nubile a Pinerolo all'età di ottantuno anni.

(source:Senatori d'Italia & Comune di Verzuolo & ICCU)

 

 

 


1943

 

 


Giuseppe Siccardi
(Immagine: Senato della Repubblica)

 

 

 

 


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