30. Il talismano del 23mo stormo, 1936.
Romanziere, drammaturgo,
poeta, pubblicista, paroliere, cinematografaro, razzista spensierato,
apologista del fascismo, guerriero e patriota della prima ora, sostenitore
della campagna d'Etiopia conosciuto oltre Atlantico, noto
oltr'Alpe, gradito al pubblico mitteleuropeo, Scotti-Berni, con la sua eclettica
produzione letteraria sembra rappresentare l'Italia, fra il decadente e il guerriero,
degli anni Venti.
Ugo
Alfonso Maria Scotti, figlio di Ottavio e di
Luisa Masi nasce a Firenze in via della Piazza n°2, alle due e trenta
del mattino del 13 Agosto 1871. Il padre é segretario alla Corte dei Conti
a Firenze. La madre possidente.
Ebbe una sorella minore, Bruna, che divenne insegnante all'
Istituto di Istruzione professionale femminile in Napoli (anni Venti) e scrisse
un trattato di economia domestica.
"Il libro de la casa : Rubrica per materia dei consumi
famigliari a scrutinio automatico" illustrata da Duilio Cambellotti
(1922). Bruna Scotti Berni scrisse poi per la rivista «L'Italia
d'Oltremare» ("La preparazione
della donna alla vita coloniale" ,
v.20 gennaio 1942)
Dopo la nascita del figlio, Ottavio Scotti viene trasferito a Roma
che nel 1871 é diventata la nuova capitale d'Italia. Scotti-Berni abiterà a
Roma tutta la vita a parte un periodo a Salerno (1926-1933)
A tredici anni, il 1 ott 1884, diventa allievo del "Collegio
Militare" di
Roma:
il curriculum oltre all'italiano include matematica, francese, tedesco,
istruzione militare, scherma e ballo.
La sua giovane età fa supporre che appartenga a una famiglia dove esiste
già una tradizione militare.
Nel 1889 inizia gli studi superiori
alla "Scuola Militare" a Roma. Uno dei suoi insegnanti fu il milanese
Camillo Antona-Traversi (1857-1934) professore di
Letteratura Italiana che diventerà noto
come storico, critico letterario e drammaturgo.
Nel 1904
attende a Torino il corso della "Scuola di Guerra" che forma le alte
gerarchie dell'esercito.
Sono
gli inizi di una brillante carriera costellata di regolari promozioni
(Generale di Brigata nel 1924 ) che si concluderà nel
1940 col grado di Generale di Divisione. Fra i suoi comandi vi furono quello
della Brigata Torino e della Brigata Valtellina (Piacenza).
Viene messo in pensione nel 1949.
Il 20 Ago. 1906, ricevuto il permesso reale, sposa a Roma,
Anna Ricagno, una ragazza di ottima famiglia che
disponeva della dote e i requisiti richiesti dal regolamento militare dell'epoca
per diventare la moglie di un ufficiale. Non ebbero figli.
Partecipa alla Grande Guerra,
testimone
della distruzione di Corzula (11 feb.) e Lissa (14 Maggio) nel 1918, che lasciò su
di lui una profonda impressione, e a varie campagne militari (Turchia 1911-1912,
Dalmazia 1919-1921 e Tripolitania). Nel 1922 é assegnato
a diverse funzioni amministrative (Giudice Titolare del Tribunale Militare di
Roma, Ispettore di mobilitazione, etc.).
Riceve un numero impressionante di citazioni al valore, onorificenze
e decorazioni militari: una, la Croce di Guerra al V.M. per un'azione compiuta
a Forte Pozzacchio nel giugno 1916, un'altra la Croce di Ufficiale dell'Ordine
dei SS Maurizio e Lazzaro.
Poeta-soldato, come il più noto d'Annunzio,
oltre alla sua intensa carriera militare riesce a mandare avanti l'attività di
scrittore, che si suddivide in romanzi per adulti e romanzi per ragazzi,
ma la sua produzione si limita a pochi libri e a numerosi testi teatrali che
pur essendo registrati alla Società degli
Autori, non risultano essere stati portati in scena e si svolge sopratutto negli
anni Venti-Trenta.
Prese lo pseudonimo Scotti-Berni aggiungendo al suo il cognome del poeta toscano
Francesco Berni. Come esordiente per Lady Godiva é citato nel
1910 in Nuova Antologia. La sua prima pubblicazione conosciuta é Siamo
noi Guerrieri?,
articolo apparso in Rivista Militare, ppg 713-727, 1913, pubblicato
anche privatamente, ed. Voghera, Roma.
Nel 1918 esce TRINCEA, un poema concepito durante gli anni di guerra.
Nel 1923 Marzocco pubblica L'angiolo che dipinse, una
storia ambientata a Firenze nel 1350 che ha per protagonisti Guelfi e Ghibellini.
La gestazione di questo "poema drammatico" fu lunga
e tormentata: fu concepito in tempo di pace e portato avanti durante gli anni
della guerra.
Scotti vi lavorava ancora nel 1920 a Curzola, dove fungeva
da Comandante Militare dell'Arcipelago Dalmata, a giudicare dalla data della
dedica che ne fa alla moglie Anna: "Questo
dramma, sognato a Te accanto nel tempo della dolce pace, stillò dolente
nelle ansiose soste della trincea; e, fra le mura di Corcìra Nigra, designate
a sparire nei gorghi di Lissa, si concluse con pari sigillo di tragica ironia:
esso ha la maternità della
Tua carezza, e perciò a Te, mia sposa, io lo dedico. Curzola, ottobre
1920"
Inoltre Berni ne aveva inviato una stesura a Ermete Novelli che già aveva
commentato positivamente TRINCEA, (...il suo bellisimo poema...) sperando
che potesse farne una versione teatrale, ma il Novelli pur dichiarando
di apprezzare il testo gli rispose "mi addolora molto di non aver piu
un Teatro Stabile per tentarne la prova scenica", firmandosi "con
la massima stima e ammirazione". Novelli morirà nel 1919, pochi
mesi dopo questa corrispondenza.
Scotti-Berni fu in relazione anche col maestro conduttore
compositore Pietro Cimara per cui scrisse le parole di una sua ballata "Mentre
Cade la Neve" (1924). Altri poemi musicali annunciati ma
che non risultano pubblicati sono
Pierrot e le streghe-Fiaba musicale e La sensitiva-Fiaba
musicale.
Senza essere un vero fascista militante (l'aspetto del fascismo che lo attirava
di più era la "romanità" e il patriotismo)
Scotti fu vicino a fascisti intimi del Duce.
Del resto Scotti aveva prestato giuramento
al Re a Piacenza nel 1891 e la sua condizione di soldato gli impediva una presa
di posizione politica ufficiale. Pur avendo scritto uno dei più crudi
"romanzi fascisti" della Biblioteca dei Miei
Ragazzi, non firmò il
Manifesto della Razza come fecero altri autori della collezione. Inoltre curiosamente
il copione di una sua commedia
«Ore tetre ore fulgide», 1938 fu respinto dalla censura fascista.
Scotti
fu amico di Paolo Lorenzini,
che scrisse la prefazione di La
promessa sposa di Pinocchio una "pinocchiata" che
sostiene che dar moglie a un ragazzo è un buon sistema per fargli mettere
giudizio.
Definito ... "un successo strepitoso" ... effettivamente
questo libro fu molto popolare ed ebbe numerose ristampe
sia nella edizione italiana (undicesima Marzocco nel 1948 e ristampa nel 1954)
che in traduzione (francese, rumeno, sloveno, ceko), ed è facilmente
reperibile nel mercato dell'usato.

Almanacco Italiano,1940
Piccola enciclopedia popolare della vita pratica
e annuario diplomatico amministrativo e statistico, Libreria del Littorio
La
fiamma nel cuore, racconti patriottici per ragazzi, dal risorgimento
al fascismo, illustrato dal pittore fiorentino Ermanno Toschi fu pubblicato nel
1930.
Scotti ne mandò una copia con dedica autografa (1 & 2)
ai colleghi giornalisti fondatori della rivista "Antieuropa" Gabriele
Gabrielli e Asvero Gravelli, quest'ultimo intimo di Mussolini, intransigente
teorico fascista,
sceneggiatore di L'uomo
della Croce di
Rossellini del 1943 e Waffen-SS-Sturmbannfuhrer nella
Repubblica di Salò.
La dedica datata «Roma 20 gennaio IX»,
non lascia dubbi sulla direzione che l'educazione della infanzia dovrà prendere
in futuro.
La fiamma nel cuore ricevette dall'Istituto
Lombardo di Lettere ed Arti (primo fra sei concorrenti) il PREMIO TRIENNALE
DELLA FONDAZIONE CIANI del valore di 3000 Lire per il miglior libro di lettura
per il popolo italiano, di genere narrativo drammatico, stampato e pubblicato
dal 1° gennaio 1925 al
31 dicembre 1933. Lo stesso compenso di lire 3000 gli era stato pagato da Salani
nel 1930 per i diritti d'autore.
Anche Scotti come gli amici Gravelli e Lorenzini (e Antona
Traversi) fu coinvolto nel cinema: egli fu co-autore con A. Blasetti dello script
del film Un'avventura
di Salvator Rosa diretto da Blasetti con Gino Cervi e Rita Morelli, 1939.
All'epoca il film fu accolto da consensi umanimi. definito «il miglior
film italiano prodotto dal 1930 in poi»
Il film fu presentato a New York nel ciclo di una stagione di films italiani.
Il 20 sett. 1940, il critico cinematografico del New York Times lo
recensì con
un pizzico di ironia:
"In opening its Season of Italian films, the little
Cinecittà in Eighth Avenue near Forty-third Street, presents an Esperia
release called "Un' Avventura di Salvator Rosa" ("An Adventure
of Salvator Rosa") and directed by Alessandro Blasetti.
It looks as if Signor Blasetti or the script writer had vacillated between the
intention to turn out a semi-historical romance, built around the gallant figure
of the famous Neapolitan painter and revolutionary of some 300 years ago, and
the desire of burlesquing that sort of thing.
Consequently, the spectators, while admiring the sturdy charm and good acting
of Luisa Ferida and the swashbuckling dash of Gino Cervi, are more inclined to
laugh at the old-time set-up and the grandiloquent phrases than to take any part
of the picture seriously."
Scotti non partecipò alla campagna
di Etiopia — descritta nel Talismano con entusiasmo e accuratezza — per
limiti di età ma
non vi sono dubbi che la sostenne con convinzione.
Nel 1939 contribui ad Avventure del Cielo, un mensile patrocinato
dal ministero dell'Aereonautica, dedicato a imprese aviatorie, pubblicato dal
1938 al 1943.
Nel 1923 nel riverso di copertina dell'Angiolo erano
stati elencati alcuni romanzi e libri di poesie "dello stesso autore" che
sono irreperibili.
Il codice sacro dall'irreale (romanzo di prossima
pubblicazione)
L'ala di un sogno, spezzata nel suo volo a traverso l'Adriatico (pagine
di storia vissuta nelle isole curzolane)
Peeping Tom e la corte di Lady Godiva (poema drammatico)
Larva (commedia)
Il teatro dello spavento
L'isola dei morti
Redeunt Mita (poesie)
Scotti Berni fu molto legato a Curzola. Vi rimase tre anni dal 1919 con la missione
interalleata per la definizione delle frontiere. La rievoca in L'ala
di un sogno.
Nel 1920 vi scrisse la stesura finale dell'Angiolo.
Nel Talismano fa
di Curzola la città di origine della contessa Lubinska, benefattrice
del piccolo eroe della vicenda.
Dopo la seconda guerra mondiale Scotti Berni pubblicò ancora
qualche romanzo: Il diabolico commediante (1948), L'Istituto
delle dame dell'Iceberg (1943) e La
morte non esiste (1946), che dedicò a Camillo Antona-Traversi, con
cui evidentemente rimase sempre in rapporto anche quando Traversi
si trasferi in Francia dove mori nel 1934
"Alla Nobile Memoria
del mio Venerato Maestro
Camillo Antona-Traversi
che mi iniziò
al culto del Bello e del Vero
poi - nel lungo cammino
della Sua Seconda Patria, la Francia
mi fu
più che Benigno Padre
Guida Sostegno Sprone"
Anche in La morte non esiste sono pubblicizzati libri
di Scotti sia pubblicati sia di prossima pubblicazione: fra essi figura Povero
Jesus! romanzo
edito a Sorrento da D'Onofrio nel 1935 nella collezione "I romanzi dell'anima"
con lo pseudonimo Tiberco Ignotus un quasi-anagramma del suo nome.
Scotti-Berni sopravvisse diverse guerre, ma non le sue simpatie fasciste (Il
Talismano fu epurato dal catalogo Salani dopo la guerra) e morì dimenticato
come tutti gli autori del Ventennio che a un limitato talento letterario unirono
una ammirazione troppo vociferosa per la missione civilizzatrice del Duce.
(sources: Military record courtesy Mrs
M.E. Carbognin & other sources masked)
Lorenzo Fusco: il vero Mardocheo Formiconi
ALTRE OPERE:
BERNI SCOTTI U. Dopo i combattimenti fra
gli uomini, i combattimenti fra le cose in Pubblicazioni
edite dallo stato o col suo concorso 1901-1925,
v.2 pt.2
ed. 1926 (Sormani
MI0162)
Siamo noi Guerrieri?, Roma,
Tip. E. Voghera, 1913 & Rivista militare 1913, pp. 713-727
Cimara, Pietro, Mentre cade la neve,
Canto e pianoforte. Poesia di Ugo Scotti Berni, Bologna, F. Bongiovanni, 1924
II
nemico degli Dei, ed. Bocelli 1929.
Il
mago dell'energia, Romanzo per la gioventu, D'Onofrio, Sorrento, 1933
AVVENTURE
DEL CIELO. RACCOLTA DI
AVVENTURE AEREE DI GUERRA E DI PACE NEL MONDO, Periodico di racconti e cronache
aviatorie, UFFICIO EDITORIALE REGIA AERONAUTICA ROMA (3 raccolte dal 1939 al
1942
Fra i contributori appare Ugo Scotti Berni in Anno I, n. 6. 1° dicembre 1939
L'Istıtuto
delle dame dell'iceberg,
romanzo, Carroccio, Milano, 1943
La morte non esiste Roma, Ed. Da Imera, 1946.
Autore di una "pinocchiata" (trasposizione-parodia delle avventure di Pinocchio) La
promessa sposa di Pinocchio, con 81 ill. in nero e 8 tavole a colori di Attilio
Mussino. [prefazione di Paolo Lorenzini], Firenze, Casa Ed. Marzocco, 1939, tradotta
in francese, cecoslovacco sloveno e rumeno.
La Fiancée de Pinokio, [La promessa sposa di Pinocchio] traduit
de l'italien par la comtesse de Gencé. [Préface de Paolo Lorenzini.]
Ill. d'Armand Rapeno, Paris, A. Michel: Coll. Elfes & Lutins, 1947 (BNF)
Myrticka, zivá panenka, prelozil Jozka Síc, ilustrace a
obálka: Jan Cerný-Klatovský, Vydání první:
I.L. Kober, 201 s., Název italského originálu: La promessa
sposa di Pinocchio, 1948.
Logodnica lui Pinocchio, În româneste de Mih. M. Ionescu,
[Coperta de Val Munteanu] Editor: IONESCU, Mih. M. - Titlu paralel: La fidanzata
di Pinocchio, Bucuresti, Editura Ion Creanga, 1978 (Biblioteca Judeteana Constanta)
Pinokijeva nevesta, trad.Silva Trdina, Janez Vidic
Maribor,
Obzorja, Slovenia, 1963