Il talismano del 23° Stormo
di Ugo Scotti-Berni

"Lorenzo Fusco: Il vero Mardocheo Formiconi"

 

Al centro Lorenzo Fusco  - Foto da «Le "grandi manovre" del 1936» di G. Pionati in google.book
©unknown

Nelle società moderne occidentali, quella di Mardocheo Formiconi, protagonista di Il Talismano del 23mo Stormo, sembra una vicenda inconcepibile.  Lo stesso autore definisce il racconto bizzarro. Eppure la trama ricalca fedelmente la sostanza dell'avventura di un bambino veramente esistito: Lorenzo Fusco.

La gioventù maschile italiana aveva "giocato alla guerra" nelle varie organizzazioni giovanili in cui, al motto "Libro e moschetto fascista perfetto",  il fascismo l'aveva inquadrata sin dalla nascita: ONB, Fasci Giovanili di Combattimento, GUF, GIL.  Nel 1935 la campagna d'Etiopia offrì la perfetta  occasione per dimostrare gli ideali patriottici e lo spirito guerriero che queste organizzazioni seppero instillare anche in bambini e adolescenti.  "L' Italia era piena, a quei tempi, di lattanti che, posato il biberon, catturavano carri armati." (1)


La Domenica del Corriere , maggio 1936

Nel retro di copertina di un quaderno scolastico si legge:

"Gioventù eroica"
Il balilla Lorenzo Fusco da Monteforte Irpino partito volontario a tredici anni con le Camicie Nere della Divisione 21 Aprile s'é conquistato la medaglia d'Argento per il suo esemplare contegno e per i suoi atti di coraggio in primissima linea

Come era avvenuto nel 1914 (vedi I Ragazzi di San Marco di Gino Chelazzi), quando l'Abissinia fu invasa, decine di ragazzini scapparono di casa per raggiungere il fronte. Di regola venivano riacciuffati e rimandati a casa.  Fra questi ve ne furono almeno tre che riuscirono nel loro intento: Saverio Coscia, Nicola Messina e il più noto Lorenzo Fusco.

Lorenzo Fusco, balilla tredicenne di Monteforte Irpino (Avellino), figlio di un emigrante italiano che lavorava a New York in una fabbrica di vetro, allo scoppio della guerra (ottobre 1935)  Piccolo Alpino intenzionale, scappò di casa e raggiunse Napoli dove riusci ad imbarcarsi come clandestino sulla motonave Saturnia addetta al trasporto truppe.  Secondo l'agiografia ufficiale fu scoperto a Massaua. In realtà pare che sia stato scoperto fra gli arruolanti a  Mercovigliano (AV) ben prima di imbarcarsi ma che gli fu concesso di rimanere  per l'intervenzione del Generale Giovanni Passerone (allora capo delle Camice Nere di Etiopia)   che rimase impressionato "dal suo spirito guerriero, dalla sua intelligenza e dal suo sorriso accattivante "  (pare anche che Lorenzo si sia rivolto direttamente al Duce implorando di farlo restare)..
Comunque sia Fusco partì e partecipò a tutta la campagna d'Abissinia con le camice nere della 21ma Divisione, divenendone la mascotte e, tirando coraggiosamente bombe sui nemici, si guadagnò una Medaglia d'Argento al valore militare per il suo comportamento alla battaglia dello Sciré (29 febbraio-3 marzo 1936)

La sua impresa fu documentata sul Corriere dei Piccoli no 10, 17 maggio 1936, La Piccola Italiana, del 21 Giugno, La Domenica del Corriere  n°  19 del 10 maggio 1936 con una bella tavola di Beltrame in 4a di copertina che recita "L'eroe tredicenne: il balilla Lorenzo Fusco, da Monteforte Irpino, partito volontario a tredici anni con le camice nere della divisione "21 Aprile", s'è conquistata la medaglia d'argento per il suo esemplare contegno e per i suoi atti di coraggio in primissima linea. imperterrito sotto il fuoco, egli respingeva con bombe a mano gli attacchi nemici, destando l'ammirazione di tutti i compagni d'arme. (disegno di A.Beltrame)"
La Tribuna Illustrata n° 19 1936, lo rappresentò invece in prima pagina disegnato da Vittorio Pisani.
Il testo spiega: "Ragazzi dell'Era Fascista - Il tredicenne balilla di Monteforte Irpino (Avellino). Lorenzo Fusco, che ottenne in via eccezionale di poter seguire la gloriosa Divisione "21 Aprile" in Africa Orientale, ha dato luminose ed esemplari prove d'intrepida fermezza"

Al suo ritorno in patria, Avellino gli regalò una casa. Gli fu dedicata una canzone marcia: L'intrepido balilla Lorenzo Fusco versi di Mario Ercolini; musica di Michele Acampora-Orlando. "Lorenzino"  o "Intrepido" come lo chiamavano in tutta Italia fu portato a Berlino e presentato a Hitler. Fu  citato in numerosi libri e raffigurato anche sulle copertine dei quaderni scolastici.

Fusco  ( su proposta di Passerone) fu decorato da Mussolini nel 1936 durante la Grandi Manovre militari che si svolsero a Teora (AV) dal 20 al 30 agosto, immortalato in una foto che lo ritrae col Duce e vari gerarchi fascisti.

Il giornalista americano William Watts Chaplin lo cita in Blood and Ink: An Italo-Ethiopian War Diary , ed. Telegraph Press, New York 1936 : "[....] what especially struck the eye was a tiny lad with pink cheeks and a great pistol strapped to his hip, standing among the bronzed soldiers . We walked over to talk with him. He said: "I am Lorenzo Fusco. My father works in a glass factory in New York and my mother is at home near Naples. I am here for the Balilla of Southern Italy and I am having a very good time. I sleep in a tent and I' m just like the other soldiers. I am only twelve but I go with the others when they make a march in front of the lines. [...] He's still up there at the front, little Lorenzo Fusco, a soldier long before he is a man. Perhaps next year he will be back to his lessons and his games. ..." (2)

Infatti nel 1938 Lorenzo tornò a scuola; nonostante la sua piccola statura, fu ammesso per meriti militari al corso di Educazione Fisica alla Accademia della Gioventù  Italiana del Littorio, Foresteria Nord della Camilluccia a Monte Mario a Roma.  All'inizio del 1942 partì volontario  per il Nord Africa. Nell'Archivio Centrale di Stato esiste una sua lettera a Mussolini   scritta dal fronte  nordafricano nel 1942.

Dopo la guerra Lorenzo (3) , Nicola (4) e Saverio scomparvero dalla ribalta:   il ricordo della loro avventura rimane dimenticato o ignorato in qualche archivio e in un libro superato dai tempi. Altri tempi.

Anna Levi 2008

Note
(1) cit. I. Montanelli in Il Corriere della Sera, Lettere a Montanelli, Archivio web, Settembre 2000.
(2) William Watts Chaplin (1895- 1978) si imbarcò a Napoli sul Conte Biancamano ad ottobre  1935 con le truppe dirette in Etiopia. Durante quattro mesi copri il conflitto etiopico per l' International News Service. Le sue corrispondenze di guerra furono pubblicate in volume a marzo 1936.
Chaplin  cita anche " a thirteen year old Balilla who stowed away on a troopship " 
Chaplin riporta (pag. 189) che fra le truppe si trovavano  quattro Balilla mandati in Abissinia di proposito:" [ ...] Four of those little boy soldiers known as Balilla, were selected from different parts of Italy by Mussolini and sent with troops to Africa [...] "
(3) È possibile che dopo la guerra la famiglia Fusco abbia raggiunto il padre a New York?. Sembra, ma non è confermato che negli anni Novanta, Fusco sia apparso in un programma televisivo della RAI italiana.
(4) Si tratta forse del Nicola Messina (Potenza 1922-Genova 2 marzo 2005) che divenne allenatore di pallacanestro e riscosse numerosi successi con la Ignis Varese.

Sources
L'Impero d'Italia,  di Luigi Filippo De Magistris, Gian Cesare Pico , Letture scolastiche, ed. Libreria dello Stato, Roma, 1938
Le "grandi manovre" del 1936   by Giovanni Pionati , ed Rubbettino 2002
La Domenica del Corriere 10 maggio 1936
La Tribuna illustrata 10 maggio 1936
Almanacco Italiano, Bemporad 1937
L'Impero di carta: il colonialismo nell'editoria per ragazzi. di V. Asioli  in Studi Piacentini n 36
La Grande Storia : Giovinezza. Dalla culla al moschetto  documentario televisivo di Enzo Antonio Cicchino RAI3, trasmesso il 29 Agosto 2008, ore 21.05
Teora nell'estate 1936 durante le Grandi Manovre di Enzo Fiore, Valsele Tipografica, Materdomini, 2003
Il Corriere della Sera, Lettera di Andrea Armando Bisso in  Lettere a Montanelli, Archivio web, Settembre 2000. (Il Signor Bisso ha scoperto la lettera di Fusco a Mussolini nell'Archivio Centrale di Stato, Fondo Segreteria Particolare del Duce)
Corriere della Sera, lettera di Gianni Vigorelli, Milano, che fu compagno di corso di Fusco all'Accademia di Ed. Fisica in Lettere a Montanelli, Archivio web, Ottobre 2000