BIBLIOTECA DEI MIEI RAGAZZI

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BREVE STORIA DI SALANI


Ettore Salani

Adriano Salani

Mario Salani
(Photos: source British Library and courtesy Salani, Milano)

Una vecchia edizione dell'Enciclopedia Treccani riferisce che "...ADRIANO SALANI (Firenze 18 ottobre 1834-29 novembre 1904) fondò a Firenze nel 1862 una casa editrice che, originariamente di carattere popolare (canzoni, storie in ottava rima, fogli volanti), ebbe in seguito un più elevato livello qualitativo particolarmente nel campo della letteratura amena e delle pubblicazioni per la gioventù....". Questa austera prosa descrive in breve la storia di Salani.

Come scrisse egli stesso nel 1883, Adriano Salani nacque il 18 ottobre 1834, figlio di Giuseppe un "fruttaiolo" che abitava e aveva bottega in via de' Serragli. Passata l'infanzia aiutando il padre nel suo commercio e frequentato appena l'equivalente moderno della prima elementare, nel 1848, a 14 anni fu "messo al mestiere del compositore tipografo e la stamperia dove imparai l'arte fu quella del signor Luigi Niccolai in via Faenza"

Nel novembre 1862, Salani non ancora trentenne dopo anni di apprendistato — passato da Niccolai a Le Monnier in via San Gallo nel 1855 quindi dal tipografo Ferdinando Mariani in p.za Santa Croce e infine proto nella tipografia Spiombi nel 1859 — era riuscito a risparmiare con enormi sacrifici, una somma di danaro che gli permise di mettersi in proprio, aprendo una "stamperia" nel Fondaccio San Niccolò a Firenze in un minuscolo locale d'affitto ("pagai 40 lire di pigione") che attrezzò col minimo indispensabile per stampare: un torchio di legno e una cassetta di caratteri.

Da stamperia a editore

Le sue prime pubblicazioni furono appunto canzonette, storie in rime e fogli volanti in cui si raccontavano fatti di cronaca nera, od epopee classiche, che venivano letti in pubblico ai mercati o alle sagre di paese da cantastorie girovaghi, una tradizione che esisteva da secoli in tutta Europa e che ha continuato ad esistere fino a pochi anni fa nei Paesi del Medio Oriente.
Salani aveva imparato a conoscere il commercio dei fogli volanti da Spiombi, ma — mettendo le basi di quella che sarà la filosofia editoriale della futura Casa Salani — egli si rese conto che "in quel tempo tanto le canzonette che i libercoli venivano stampati male e sopra cartaccia. Allora io vidi un vuoto in questo commercio e dissi fra me e me «Se tutta questa roba fosse stampata a garbo, fosse illustrata e fosse venduta a poco prezzo ci sarebbe il caso di incontrare e di far del bene [....]»"


La contessa Trigona
uccisa tragicamente
a Roma

Spartito musicale

Ai fogli volanti si aggiunsero ben presto libriccini/manualetti in piccolo formato (in vendita a 5c) come "Manuale dei balli di società", Adriano Salani, 1888, Il Segretario per Tutti e Il segretario Galante, ossia modo di scrivere Lettere amorose sopra ogni sorta di argomento, aggiuntovi l'Epistolario degli amanti celebri ed altri scritti galanti di Cesare Causa, la prima edizione nel 1887 seguita da innumerovoli altre rivedute con nuove aggiunte.
Nel 1913 uscì persino Il segretario Galante italiano-Inglese forse per sopperire alle necessità sentimentali del gran numero di inglesi che vivevano a Firenze.
Nel 1888 il delizioso GIOCHI DI SALA, per divertirsi nelle conversazioni, con l'aggiunta delle penitenze per coloro che non eseguono bene i giuochi" ristampato sino agli anni Venti.

Nel 1864 Adriano viene portato in giudizio davanti alla Corte Reale di Firenze, Camera delle accuse, per contravvenzione alla legge sulla stampa per aver stampato certi libretti che un Augusto Guerrini aveva plagiati grossolanamente.
Avvocato difensore fu Idelfonso Giusti che mise per iscritto la sua perorazione in "Difesa per Augusto Guerrini e Adriano Salani accusati di contravvenzione alla legge sulla stampa: i casi della Toscana " (stampata da... Salani, 1864).

Passano 18 anni e il fatto si ripete: Salani é "tradotto a giudizio" davanti al Regio Tribunale Civile e Correzionale di Firenze, dall'editore milanese Paolo Carrara per aver stampato Marco Visconti romanzo storico con la vita dell'autore di Tommaso Grossi (Firenze: A. Salani, 1881) che Carrara aveva pubblicato nel 1878 a Milano. L'iter del processo è riportato con l'aulico linguaggio dei documenti legali dell'epoca.

Il Carrara dichiara di aver acquistato i diritti alla stampa delle opere del Grossi l'11 Gennaio 1875, per la somma di Lire2000. Venuto a conoscenza dell'edizione Salani "nel di 7 Aprile 1882" intraprende un'immediata azione legale "contro Adriano Salani del fu Giuseppe di anni 48, nato a Firenze e ivi domiciliato ".
Una perquisizone fu effettuata "dall'emerita Pubblica Sicurezza" nei locali della Tipografia Salani "....la quale diede per resultato il séquestre di 8 copie grezze delle dette opere e 14 rilegate...."

Salani non impugnò il diritto dell'editore milanese e "offri súbito al Carrara il ventesimo del prezzo di detti stampati ..." ma nonostante invocasse la buona fede poichè "ignorava il disposto della legge" e aveva la convinzione che i diritti di stampa fossero in proscrizione, con deliberazione del 19 Settembre 1883, il Tribunale decide "che non vale addurre la buona fede del Salani allorchè stampava l'opéra" poichè la proprietà letteraria sarebbe stata facile da accertare " ...dove si fosse rivolto agli eredi in Milano di Tommaso Grossi ..." e lo condanna ad "un'ammenda di Lire500 e indennità di ragione verso il Carrara Paolo" aggiungendo in mitigazione che "Nel tampoco vale il dire che il Salani appena avvenuto il séquestre o nell'atto che questo si commetteva offriva il vigésimo dalla legge stabilito. Imperocché a prescindere dal riflesso che egli prima di intraprendere quella stampa avrebbe dovuto avere....."

Salani sopravisse alla condanna ma non perse il vizio: nel 1886 pubblica Proverbi italiani / ordinati e illustrati da Francesco D'Ambra. Questa volta viene accusato di aver attinto largamente al classico del Giusti del 1852: — "Il bravo editore non ha fatto che ristampare testualmente in barba a tutte le leggi sulla proprietà letteraria il libro del Giusti mutando qua e là qualche paroluccia (ma sempre in peggio) e poi piantandovi in testa i! nome suo" Ma non vi sarà processo: é solo il commento di un anonimo critico in Archivio per lo studio delle tradizioni popolari: rivista trimestrale, 1887. (nell'edizione 1911: Raccolta di proverbi toscani / nuovamente ampliata da quella di Giuseppe Giusti e pubblicata da Gino Capponi ognuno riebbe il suo merito)

In seguito Casa Salani pubblicò alcuni vecchi libri stranieri attribuendoli al traduttore (una pratica abbastanza diffusa fino alla Seconda Guerra Mondiale) e, circa cinquant'anni dopo, nel 1931, Ettore inaugura la Biblioteca dei Miei Ragazzi con un libro di un'ignara autrice inglese ormai defunta, attribuendolo a un autore italianissimo, un libro che era già stato stampato da una casa editrice di Firenze nel 1901, la quale da lungo trasferita a Torino se ne rese conto solo nel 2002.

Ma Salani continua a prosperare e grazie ai successi iniziali nel 1888 Adriano costruì una nuova sede su un terreno di proprietà in viale Militare, 144, , tel. 14-84 (ribatezzata via dei Mille nel 1910) che divenne lo Stablimento Tipografico Salani. La famiglia risiedeva a pochi passi al n° 102. Successivamente si trasferi in via Dogali, 2  dove i Salani vissero per tre generazioni tranne un breve periodo durante la guerra  passato a Scandicci da dove ritornarono nel 1944.

Nel 1895 Salani disponeva di quattro macchine con motore a gaz e impiegava 54 operai.
Nel 1899 figura già nell'Annuario della Stampa Italiana della Libreria nella categoria tipografie.
Nel 1902 Adriano compra la prima Linotype.
Il catalogo del 1917 (vedi foto 1 & 2 courtesy Mme Lia Madorsky) mostra come l'espansione di Salani sia inarrestabile.

Un contratto esclusivo (steso a mano, è conservato nella attuale sede della Salani a Milano) con la prolifica, truculenta Carolina Invernizio, e l'edizione italiana dei libri di Fantomas, nella popolare collana "Biblioteca Salani Illustrata" (1894 -1932) consolidarono il successo di Salani e lo resero famoso anche oltreoceano. Infatti Salani cominciò ad esportare i suoi libri sopratutto nelle colonie di emigranti italiani in Sudamerica.

Fu Emanuele Maucci che introdusse Salani in Sudamerica. Nato nel 1850 in Lunigiana, Maucci era stato colporteur di libri degli editori fiorentini, incluso Salani. Emigrato con fratelli e cugini in Argentina nel 1872, per vivere, fece l'unica cosa che sapeva fare bene: vendere libri, e divenne prima il distributore di Salani, poi l'editore della opere di Carolina Invernizio in spagnolo. Maucci fini poi per diventare il piu grande editore della storia dell'editoria, le cui vendite si contavano in milioni di esemplari. Stabilitosi infine a Barcelona in Spagna, nel 1892 Maucci fondò la casa editrice Maucci che fino al 1937, l'anno della sua morte, stampò in spagnolo, 25.000 libri alla settimana.


 

 

 



In alto: Il Giornale della Libreria
a destra, LA NAZIONE, 30 nov.1904


Il successo di Adriano derivò dalla mancanza di pretese intellettuali che lo mise in sintonia con un pubblico semianalfabeta, da un sapiente equilibrio prezzo-qualità permesso dal controllo dei mezzi di produzione, dal continuo aggiornamento del macchinario e da un'oculata amministrazione finanziaria (si racconta che Salani comprasse fuori solo carta e inchiostro e che Adriano insistesse a pagare i suoi fornitori alla consegna e a farsi pagare in contanti) da un finissimo intuito per la domanda di mercato e da quella certa dose di fortuna che sorride agli uomini coraggiosi e intraprendenti.

Alla morte di Adriano la direzione di Salani che nel frattempo si era ancora ampliata e divisa in Stablimento Tipografico e Casa editrice passò al figlio Ettore.

Sposato ad Annunziata Falciola (d.1894) oltre al figlio Ettore ebbe due o più figlie (citate da Carolina Invernizio in una sua dedica in occasione della morte della moglie di Salani: [ ... ] le sue figlie, immagini viventi della virtù della madre. )

 

 

ETTORE SALANI (Firenze 30 novembre 1869-Roma 8 maggio 1937) continuò la politica editoriale e manageriale del padre che già aiutava sin dal 1880.

Fu allievo delle Scuole Pie Fiorentine dei PP Scolopi dove ebbe per maestri il pedagogista e giornalista Ermenegildo Pistelli e lo scrittore padre scolopio Tomaso Catani che gli divennero e rimasero amici.

Il 27 Aprile 1893 sposò a Firenze  Elettra Biondi (n. Sesto Fiorentino, 18 Marzo 1872). Ebbe tre figli: Mario (Firenze il 7 Novembre 1894), Maria ( 1896-1912) e Adriana (n. 1897). Le figlie furono educate all'Istıtuto delle Mantellate, il collegio dell'alta borghesia fiorentina dell'epoca. (L'aristocrazia  mandava le figlie a Poggio Imperiale)

Ettore trasformò Salani da impresa artigianale a impresa industriale. Fece frequenti viaggi in Inghilterra, Germania e Francia per aggiornarsi sulle tecniche di produzione, alla ricerca di nuove idee editoriali, di nuovi autori e di macchinari moderni. Fra le innovazioni apportate alla tipografia vi fu l'uso di un raccoglitore e piegatore automatico dei fogli, di sua invenzione. Lo stablimento possedeva la propria centrale termoelettrica a motore e dinamo e disponeva di : macchine per rinforzare le legature, macchine cucitrici, macchine piegatrici, 3 reparti di macchine di stampa, macchina taglialibri di marca Krause, macchine per formare i dorsi, (tutto di produzione modernissima) reparto legatoria, un immenso magazzino carta e magazzino edizioni piu naturalmente gli uffici amministrativi.


Brevetto valido tre anni per piegatrice automatica.
Brevetti d'invenzione in Annuario scientifico ed industriale, 1931

Fu nominato Cavaliere del Lavoro per l'Industria Tipografica, il 9 aprile 1922, una onorificenza che aveva eluso Adriano. Quando ricevette la Croce la appese al collo di una statuetta di bronzo del padre. Nel 1924 partecipò alla stesura dello Statuto del Gruppo toscano dei Cavalieri dell'Ordine del Lavoro (Firenze,Tip. A. Salani, 1924).
Per la sua profonda conoscenza dell'arte della stampa e dei diritti legali ad essa connessi, su invito del governo italiano, fece parte della Delegazione Italiana alla conferenza internazionale sul Diritto d'Autore che si tenne a Roma 7 maggio - 2 giugno, 1928. In questa occasione Ettore incontrò Maurice Languereau, presente alla Conferenza, gettando le basi per la loro futura collaborazione.

Nello stesso anno Casa Salani fu presente a New York all'Esposizione del libro italiano, a cui presero parte i più importanti editori italiani che si tenne alla "Casa di cultura italiana", Columbia university, New York. Nel 1927 con Bemporad, Barbera e Vallecchi Ettore fece parte del Comitato creato su idea di Bemporad per promuovere gli interessi della sezione fiorentina degli editori fascisti.

Sempre nel 1928 con un contratto stilato il 21 dicembre, Ettore acquistò al prezzo di 13000Lire  i diritti di un altro successo editoriale: la serie di avventure della Primula Rossa: La grande impresa della primula rossaLa lega della primula rossaL'antenato di primula rossaLa banda della primula rossa, etc.

Negli anni Trenta realizzando un vasto programma editoriale con il quale rinnovò tutta la casa editrice, Ettore fu l'ideatore col figlio Mario di collane strutturate a soggetto indirizzate a una determinata categoria di lettori in particolare ai ragazzi come la Biblioteca dei Miei Ragazzi, e la Biblioteca Rosa queste due ispirate e modellate sulle collane francesi Bibliothèque de Suzette e Bibliothèque de Ma Fille di Gautier&Languereau, di cui aveva ottenuto i diritti di traduzione. Per i diritti di Suzette Salani pagò a G&L la somma di 600franchi francesi per volume. Il primo contratto, per L'Erede di Ferralba, fu firmato il 23 Dic. 1930.
Nella Biblioteca Rosa fece conoscere al pubblico italiano la (famigerata) Delly che, come adesso tutti sanno, era in realtà una coppia di fratello e sorella.

Un vero toscano dallo spirito pronto e arguto, "uomo di molta fede religiosa", Ettore morì in pochi giorni a Roma dove si trovava per affari a causa di una nefrite acuta conseguente ad una infezione di febbre maltese. Ricevette una benedizione speciale del Santo Padre.

 


Reparti e macchinari nello stablimento Salani, 1941 (Click to enlarge)


Alla morte del padre, MARIO gli successe come Direttore della Casa Editrice e dello Stablimento Tipografico.
Diplomato alla Scuola Commerciale di Firenze, anche Mario entrò in azienda giovanissimo. Lo stesso nonno Adriano gli aveva insegnato da bambino a comporre le pagine tipografiche. Vi rimase fino alla morte a parte gli anni in cui combattè con valore nella Grande Guerra 1914-1918.

Durante la gestione di Mario l'azienda visse uno dei periodi più difficili della sua storia, la seconda guerra mondiale che infierì su Firenze in modo particolare, procurando problemi di approviggionamento delle materie prime, mancanza di energia, difficoltà di trasporti, danneggiamenti ai macchinari. Salani riusci a stampare fino al 1943 interronpendo le pubblicazioni solo nell'anno 1944.
Nel dopoguerra seguirono inflazione, aumenti salariali, aumenti di costi, rafforzamento dei sindacati operai e nuove condizioni economiche che cambiavano la natura della imprese e i metodi di gestione.

Nel 1945, anno in cui Piero Frediani (impiegato da Salani fino alla sua chiusura) cominciò il suo apprendistato, l'azienda impiegava: 10 Impiegati, 10 Impressori, 5 Linotipisti, 3 Impaginatori, 3 Revisori, 4 Stereotipi, 3 Compositori, 18 Legatori, 5 Venditori, 3 Apprendisti, 2 Ausiliari, 2 Manovali, 1 Fattorino, 2 Meccanici, per un totale di 71 persone

(courtesy: Piero Frediani)

Tuttavia Mario continuò a rinnovare e ampliare l'azienda e la produzione editoriale aggiungendo numerosissime nuove collezioni. (per una analisi approfondita delle collezioni Salani vedi il sito Letteratura dimenticata). Il programma di espansione incluse l'apertura, il 1 giugno 1955, della propria agenzia a Milano, in corso Garibaldi 104.

Una stretta collaboratrice di Mario fu per molti anni Albertina Palau, nota scrittrice per l'infanzia.
Mario fu un uomo molto generoso: numerosi artisti e scrittori italiani iniziarono la loro carriera col suo patrocinio.
Fra le sue numerose donazioni si cita l'omaggio della collezione dei «Libri della Fede» che fece nel 1948 alla Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania.
Si occupava paternamente del suo personale che considerva una grande famiglia partecipando alle vicende della loro vita (matrimoni, battesimi, nascite, funerali). I suoi impiegati rimanevano per anni ed anni con la ditta e ve ne sono rimasti che ricordano con nostalgia gli anni passati da Salani sotto la sua direzione. Con i suoi impiegati, anche i più umili, usava sempre il Lei formale.

Mario Salani ricopri numerose cariche ufficiali e ricevette numerose onorificenze: Nel 1940 sostitui il dimissionario conte della Gherardesca nella carica di membro della Deputazione amministrativa del Monte dei Paschi di Siena (con decreto del Duce del Fascismo, Capo del Governo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale).

 


Giornale della Libreria, Luglio 1941, Vol 14, Fasc.16

Nel 1942 fu nominato Presidente del Sindacato Editori fiorentini.    Nel 1944 fu tra gli industriali toscani che organizzarono la ristrutturazione della vecchia Unione degli Industriali trasformandola in Associazione degli Industriali della Provincia di Firenze. Fece anche parte della redazione della "Gazzetta Economica", l'organo dell'Associazione, uscita nel 1945 e nel 1946 della commissione incaricata di organizzare le elezioni per le cariche direttive dell'Associazione.

Nel 1948 divenne Presidente della U.E.C.I. (Unione Editori Cattolici Italiani) Consigliere dell' A.I.E. (Ass. Ed. Italiani), nel 1956 organizzò il XIV Congresso Internazionale degli Editori. Mario Salani partecipava di frequente a questi congressi : già nel 1928 aveva partecipato in Argentina al Convegno degli Editori Cattolici. "De las principales editoriales católicas, representadas por directores o gerentes, el congresista más autorizado fue Mario Salani" commentò la rivista CRITERIO

Come tutti gli imprenditori che volessero mantenere in vita la loro azienda, Mario Salani fu, come Ettore, iscritto al Partito Fascista e non smentiva di averne fatto parte: appena terminata la guerra, un operaio della Salani andava denunciando ai partigiani i compagni di lavoro che erano stati iscritti al Partito. Venuto a conoscenza delle attività del suo impiegato, Mario Salani lo affrontò direttamente, sfidandolo "Mi denunci! ..... mi denunci!".

Fu decorato con la Croce di Guerra e nel 1955 fu nominato Commendatore Grande Ufficiale al Merito della Repubblica.

Dalla prima moglie Anna Rieppi (n. 1895) sposata nel 1919 a Novara , ebbe numerosi figli: il primo nato nel 1922 fu chiamato Adriano . Nel 1938 la famiglia che già comprendeva 11 maschi e due femmine si accrebbe con la nascita di una bambina. Successivamente nacque un 15mo figlio.    Come fece notare il Giornale della Libreria, Mario Salani ricopriva — non immeritatamente — la carica di Presidente della sezione fiorentina della Associazione delle Famiglie numerose.

Ettore, il secondogenito nato nel 1923, fu corridore automobilistico e partecipò ad alcune Mille Miglia, copilota di Clemente Biondetti che vinse con una Ferrari 166MM Touring Barchetta la Mille Miglia del 1949 e di Dorino Serafini 2o classificato con una Ferrari 195S in quella del 1950.
Due figli si stabilirono in Argentina, una figlia Maria Franca nata nel 1927 mori nel 1943 a Scandicci.
Numerosi discendenti Salani che si dedicarono a varie professioni liberali (ingegneri, insegnanti, etc...), vivono a Firenze.

Nel 1963 dopo la morte di Anna Rieppi, Mario sposò in seconde nozze la sua segretaria e Resposabile dei Servizi Editoriali. Lucia Banti (Firenze 3 gen.1906 - 5 gen. 1991) che fu molto  coinvolta nel movimento dell'Azione Cattolica e che nel 1946 era stata eletta Consigliere Comunale nelle liste del Partito Democratico Cristiano, con 47.714 preferenze, una delle sei donne elette. Durante gli ultimi anni della guerra fu una delle staffette partigiane che mantenevano i contatti fra i partigiani cattolici e i dirigenti democristiani clandestini. Fu nominata Commendatore della Repubblica.


Arrivato tardi (per conversione) al cattolicesimo , ne divenne un severo praticante al punto che distrusse i clichés de "La Smorfia" (pubblicato da Adriano nel 1884 come "Il libro dei sogni , ossia Albergo della fortuna aperto ai giuocatori di lotto" ) e duemila «fogli volanti», che Salani stampava ancora negli anni Trenta, perché diffondevano superstizioni contrarie al dogma cattolico.

Nel 1958 lo Stablimento Tipografico di via dei Mille divenuto troppo costoso da gestire fu abbattuto, la sede trasferita in via del Giglio, la stampa affidata a tipografie esterne, specie alla "Tipografia Raffaello Stianti" di San Casciano Val di Pesa. E fu forse questo l'inizio della fine di Salani; con la chiusura dello Stabilimento Tipografico, fu un po' come se Salani perdesse la sua ragion d'essere e la sua anima, che in fondo la "storia" di Salani era cominciata con la Tipografia.

Tuttavia nel 1962 fu celebrato a Firenze il Centenario di Casa Salani alla presenza di autorità cittadine (il sindaco La Pira), del Governo e della Comunita Europea (On. Martino). In questa occasione Mario Salani annunciò la istituzione di due premi letterari di tre milioni di lire ciascuno per una biografia indedita di Dante e — dimostrando di essere un europeista d'avanguardia — per un'opera ispirata ai valori morali e letterari della civiltà europea. Per l'occasione fu coniata una medaglia in bronzo: al fronte il busto di Salani (dal ritratto di Giuseppe Anichini nel catalogo 1917) al retro uno dei loghi Salani: un ramo d'ulivo e la scritta È Cibo E Luce 1862 1962.

Nel 1960 Salani era stata trasformata in Società per Azioni. Parte del pacchetto azionario fu acquistato dal Dr. Mirko Skofiç, coi capitali della moglie, l'attrice cinematografica italiana Gina Lollobrigida, che prendeva attivo interesse all'azienda.
Mario Salani collaborava nella gestione dell'azienda con Skofiç che aveva una certa esperienza editoriale essendo proprietario a Roma di una piccola casa editrice.    Nascono in quel periodo importanti opere come "La Sacra Bibbia" (1961), "La Divina Commedia" illustratata da Salvador Dalì (1963-1964) e "La Somma Teologica di Tommaso d'Aquino" in 35 volumi" che fu curata dai Padri Domenicani di Fiesole, ma la situazione dell'azienda stava diventando precaria.


1930

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Mario Salani mori improvvisamente nel sonno nel settembre 1964. Fu sepolto nella cappella di famiglia al cimitero di Soffiano in Firenze.
Nonostante la sua numerosa progenie, con la sua scomparsa si chiuse una straordinaria dinastia editoriale durata tre generazioni e intimamente legata a un secolo di storia e letteratura italiana. Con la morte di Mario e in seguito ai danneggiamenti dell'alluvione del 1966, il declino di Casa Salani continuò inesorabilmente.

Salani fu infine acquistata da uno dei suoi dirigenti: nel 1981 ADRIANO SALANI SPA, partecipa alla Fiera del Libro di Francoforte con l'indirizzo di via Cittadella 7, Firenze.

Diventata solo un brand name, era quasi sul punto del fallimento quando nel 1985, fu rilevata e trasferita a Milano dal Gruppo Longanesi che la rilanciò dandole nuova vitalità: ironicamente alcuni dei primi volumi pubblicati da Salani-Longanesi furono una quindicina di titoli della Biblioteca dei Miei Ragazzi, i cui clichés non furono distrutti nell'alluvione, ristampati in bellissime versioni anastatiche in una collana genialmente chiamata "Salani Nostalgia".

Putroppo la collana, in effetti destinata ai bibliofili, non ebbe un grande successo, tanto da scoraggiare la ristampa di ulteriori titoli: ormai... sull'orizzonte letterario dei Piccoli Italiani si cominciava ad intravedere l'arrivo del giovane Harry.

Per quanto la sua attività finì per coprire tutti gli aspetti della letteratura, inclusa la stampa di spartiti musicali e libretti d'opera e comprende anche la pubblicazione della Divina Commedia voltata in prosa del 1886 (di cui Adriano Salani andava fierissimo) e quella illustrata da Dali del 1963, della Summa Theologiae di San Tommaso d'Aquina e l'edizione della Sacra Bibbia tradotta dai testi originali, Salani rimase sempre un editore "popolare" ricordato dal grande pubblico come l'editore della Biblioteca dei Miei Ragazzi, dell' "Artusi" ovvero "La Scienza in Cucina e L'Arte di Mangiar Bene" di Pellegrino Artusi e dei "romanzi della Delly", best sellers per signorine degli anni Trenta.

 

 

Bibliografia su Casa Salani

Ermenegildo Pistelli: Eroi, uomini e ragazzi; con prefazione di Benito Mussolini Firenze : Sansoni, stampa 1927, XII, 260 p., [4] c. di tav. : ill. ; 19 cm
Casa editrice Adriano Salani: La casa editrice Adriano Salani: 1861-1962 Pubbl. [S.l. : s.n.], [1963?], [6] c. : 14 tav. ; 25 cm .
Enrico Bianchi (con la collaborazione di Mario Salani): Ettore Salani e la sua opera, Firenze: A. Salani, [1941] 16 p., [20] c. di tav.; 24 cm. Nome dell'A. dalla pref. - Ritr. di E. Salani sull'antip., RITR. a col. dip. da Alberto ZARDO + 33 foto seppia (i reparti, il lavoro, e 9 foto di libri e mitiche collane)
Tipografia Salani: Adriano Salani, tipografo editore fiorentino, pp.78. Firenze, 1910. 8o
G. Baccini: Inaugurazione dell'officina tipografica di A. Salani, 1888. [Edited by G. Baccini.] SALANI. Adriano pp. 20. [Firenze, 1888.] fol. (@British Library
Giornale della libreria:Il quattordicesimo figlio dell'editore Salani, Volume 51, Fascicolo 27-28 (lug, 1938), p. 220.
Chiara Razzolini: Adriano Salani fra «letteratura muracciolaia» e romanzo popolare. in "milleottocentosessantanove" Bollettino a cura della Società per la Biblioteca Circolante di Sesto Fiorentino, pp.15-17, no 25, dic 2000

Per un esame approfondito sulle collezioni Salani vedi anche il sito LETTERATURA DIMENTICATA

Fogli Volanti

DELITTO, Sentenza e Morte del soldato Costanzo che uccise in Padova due suoi compagni ed un caporale, che tradotto innanzi il Consiglio di Guerra fu condannato alla fucilazione nella schiena.
ULTIMO PASTO DEL CONDANNATO. - Firenze, Salani, 1891. In-12mo (cm. 13,5) di pp. 24, compresa la bross. edit. ill. Con una ill. n.t.
FATTO ATROCE di un suocero che innamorato della nuora e non corrisposto la strozzò per vendetta. - Firenze, Salani, 1905. In-12mo (cm. 13,5) di pp. 24, compresa la bross. edit. ill. Con una ill. inc. n.t. Cronaca nera popolare in ottava rima.
IL FEROCE BRIGANTE Antonio Crocco. Terrore delle province Napoletane. - Firenze, Salani, 1898. In-12mo (cm. 13,5) di pp. 24
L'INFAME attentato contro S. M. Umberto I re d'Italia. E le bombe lanciate fra la popolazione inerme di Firenze e di Pisa, dal 17 al 21 Novembre 1878. - Firenze, Salani, 1878. In-16mo (cm. 13,5) di pp. 16, compresa la bross. edit. ill.

British Library Public Catalogue

Le seguenti sono alcune prime pubblicazioni SALANI conservate nella BRITISH LIBRARY. Questi volumi fanno parte della London Library's Collection e si possono consultare nelle London Reading Rooms in King's Cross. Prime edizioni Salani sono catalogate anche in numerose Biblioteche italiane.

[1]Canzonette amorose cantate dal popolo italiano, raccolte da A. Salani., SALANI. Adriano . Firenze, 1889. 8o.
[2]Il canzoniere del popolo. Raccolta delle migliori canzonette Italiane, etc., SALANI. Adriano pp. 400. Firenze, 1882. 8o.
[3] Cento canzoni amorose Italiane. [Edited, with a preface by A. Salani.]SALANI. Adriano Firenze, 1886.
[4] Raccolta d'inni nazionali cantati dal popolo dal 1848 fino alla liberazione di Roma, avvenuta nell'anno 1870. [Edited by A.Salani.]SALANI. Adriano 1878? 16o.
[5] Romanze d'Amore. Cantate del popolo italiano. Raccolte da A Salani.SALANI. Adriano Firenze, 1895. .
[6] Scelta delle migliori Canzonette amorose cantate dal popolo Italiano. [Edited with preface by A. Salani.] [Another edition.] SALANI. Adriano pp. 128. Firenze, 1890. 8o.
[7] Scelta di canzoni popolari in dialetto Napolitano. SALANI. Adriano pp. 127. Firenze, 1887. 8o

 

Angelo Fortunato Formiggini - DIZIONARIETTO ROMPITASCABILE degli Editori ltaliani, compilato da uno dei suddetti", 1928, ed. Formiggini. Un vademecum dell' editoria italiana fra le due guerre:

Quando io ero ragazzo, per disprezzare un libro, si diceva edizioni "Salami", perchè questa casa cominciò coi libercoli e le canzonette. Oggi lo stabilimento tipografico Salani è un modello ammirevole, ed ammirato e invidiato da tutti gli editori italiani. La ditta fu fondata da Adriano nel 1862, gli succedette il figlio Ettore nel 1904 il quale è aiutato a sua volta da un suo bravo figliolo: Mario.
ll fenomeno Salani è unico al mondo; è basato su questi principi: perfezione grafica, prezzi minimi, irrisori, si da poter contare su tirature sesquipedali. Non un soldo di debito, non un soldo di credito. Dicono che quando gli arriva una nuova macchina o un vagone di carta, Salani faccia aspettare i facchini sulla strada, e non lasci entrare la merce se non ha fatto prima un vaglia per pagarla. E si favoleggia che parecchi anni fa la U.T.E.T. avesse occasione di ordinare un libro al Salani, il quale avrebbe scritto: "Illustri colleghi, io vendo solo a contanti, ma trattandosi di una casa come la vostra, per deferenza specialissima, spedisco contro assegno". (Se non è vera è ben trovata).
Il solo che se la rida della crisi del libro è proprio Salani: l'Oceano solcato ogni giorno da migliaia di piroscafi, rigurgitanti di sue edizioni.
L' editore fiorentino afferma che non è vero che il popolo non ami la lettura, e racconta che un giorno ebbe un telegramma di un tale che, per carità lo supplicava di mandargli il seguito di un romanzo che stava uscendo a dispense, perchè una moribonda temeva di non fare in tempo a leggere la conclusione. Salani, impietosito, tirò al torchio le pagine non ancora stampate, ed ebbe poi una lettera di ringraziamento: la povera malata era stata esaudita, ed aveva detto: "Ora posso morire contenta". Ed era morta.

NdR: un'altro annedoto, anche esso, se non vero ben trovato, concerne Salani e gli emigranti: pare che la misura dei suoi libriccini era studiata apposta per poterli imballare esattamente fra le casse di spaghetti che gli emigranti si portavano in America. Non conoscendo la misura degli imballaggi di spaghetti nel 1900, non é possibile confermarlo.


Special thanks to Signor Piero Frediani, Firenze.

(Sources: SALANI Milano & ICCU & Archivio Storico del Comune di Firenze & Ufficio Elettorale del Comune di Firenze & British Library & Biblioteca Braidense, Milano & Chi é?, 1937 & Istituto Italiano di Cultura, Istanbul & Biblioteca Sormani, Milano & Enciclopedia Treccani, 1937 & Biblioteca Nacional de la República Argentina & Il Dizionario Di Firenze: tutta Firenze dalla A alla Z & Giornale della Libreria & British Library & Ottocento,questo sconosciuto: inediti e aneddoti by Marino Parenti)

 

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