Storiografa, specialista di storiografia napoleonica, romanziera per
giovinette.
Jeanne Louise Marie Ichard nacque a
Tolosa in via Raymond IV, no7, il 7 feb.1876, alle cinque di mattina, figlia
primogenita di Jean Marie Benjamin Charles Ippolyte Dieudonné, di professione sous-chef de gare e
Marie Jeanne Gabrielle Mothe.
Testimoni della nascita furono due zii
materni: Casimir Mothe, Direttore della Scuola Materna St Michel a Tolosa che
divenne Ispettore Onorario dell'Insegnamento e Eugène Jean François
Mothe, retraité, decorato con il nastro di Chevalier
de la Legion d'Honneur.
Nata in una famiglia borghese e colta, Jeanne ottenne nel
luglio 1895 a Toulouse il Baccalaureat de l'enseignement
Sécondaire classique divenendo quindi institutrice educatrice
d'infanzia e passò gli
anni della giovinezza fra i bambini. Semplice, timida e riservata, sin da piccola
ebbe un gusto molto vivo per il disegno, la musica, la pittura e specialmente
le lettere, che coltivava scrivendo racconti e poesie. Conobbe il
poeta Marcel Bernhardt che aveva adottato il nome Alcanter de Brahm mentre egli
studiava per il suo dottorato in Legge all'Università di Toulouse.
Seguì un regolare fidanzamento: nel 1901, Marcel scrive per
la fidanzata (Pour
Jean Rosmer)
una appassionata poesia d'amore in cui la paragonava a una violetta, La violette
de Toulouse apparsa nel volume Les Voix anciennes (1901) e inclusa
nell'antologia di poeti contemporanei Toutes les Lyres nel 1908-1909:
Divine fleur que j'ai choisie / pour être l'eternel
parfum / d'amour embaumé de ma vie / petite fleur de mon jardin [.........]
Petite fleur tendre et jalouse / toi qui possèdes mon secret / ma violette
de Toulouse / reste bien close en ton coffret.
Il 4 febbraio 1902 Jeanne che, a questa data, abita
in via Valade 94, sposò con
matrimonio civile a Tolosa de Brahm, (definito homme
des lettres nell'atto
di matrimonio)
Furono di nuovo presenti i due fratelli della madre, la madre di Bernhardt
e la madre di Jeanne entrambe vedove.
Nel 1903 la coppia si stabilisce a Parigi,
227, rue de Vaugirard poi nel 1922 al numero 337, dove risiederà fino
alla morte di Alcanter.
Dal loro matrimonio nacque Pierre, a cui la madre dedicò Le Manoir
de Glâce (ed.1927).
Rosmer prese il nome d'adozione del
marito e con lui frequentò sia
la bohème artistica del Quartiere Latino, sia
il bel mondo accademico e mondano fine secolo che includeva scrittori come Jules
Claretie (1840-
December 23, 1913), Accademico di Francia, direttore del Théâtre-Français,
la poetessa de Noailles, Maeterlinck, de Régnier, Vaudoyer et als, tutti,
o amici o ottime relazioni mondane di Bernhardt, universalmente conosciuto come
Alcanter de Brahm.
Fra questi
vi era il poeta Edouard Ducoté (1870-1929) poeta simbolista
proprietario della rivista Ermitage, uno dei poeti del gruppo degli Indipendenti
a cui apparteneva anche Alcanter de Brahm, che dedicò a
Rosmer — giovane sposa — una copia del suo Renaissance. Poèmes
che aveva pubblicato nel 1898 "A
Mme Alcanter de Brahm en témoignage de respectueuse sympathie. E.
Ducoté"
Con la sua buona educazione, la sua grazia, e l' innata
pietà che traspira dai suoi scritti, Jeanne si inserì facilmente
in questo nuovo ambiente e fece — indipendentmente dal marito — durature
amicizie nel mondo dell'aristocrazia cattolica francese: una con Valentine Benoit
d'Entrevaux (Eric de Cys [b. 1889]) e le sue sorelle, a cui ha dedicato, nella
prima puntata publicata in La
Semaine de Suzette del
19 Aprile 1928, il romanzo «La chanson de l'Infante» «A
mes chères
amies Valentine, Suzanne et Géneviève d'Entrevaux».
Un'altra
amicizia fu quella con Romaine e Yseult Sabatier d'Espeyran figlie
di Pierre, uomo di lettere e mecenate di Montpellier, a cui dedicò «affectueusement» il
romanzo L'Ombre Bleue (1933).
Nel 1893 de Brahm aveva evitato all'ultimo momento un duello
con Alfred Vallette direttore del Mercure de France che si ritenne
insultato per i commenti ferocemente antifemministi — sia contro le donne
di lettere (les feuilletonistes) che le professioniste e le socialiste
che rivendicavano diritti politici — pubblicati
nel Nouvel
Echo il 22 gen.1893 e che sembravano indirizzarsi in particolare alla moglie
scrittrice di Vallette nota come Rachilde.
"D'abord les femmes n'ont
pas de talent Ensuite la profession est déjà trop encombrée. Enfin
qui fera la cuisine si ces dames se mettent a faire des romans des poèmes,
des nouvelles? " concludeva
l'articolo che sembrava anche implicare che Vallette vivesse grazie ai proventi
letterari della moglie.
I testimoni Jules Renard per Vallette e Gauthier-Villars
(Willy) per de Brahm riuscirono a evitare il duello.
Ma la posizione di de Brahm riguardo all'attività letteraria
della moglie é diversa poichè nonostante la sua tirata contro les
femmes savantes,
"Ce ne l'empêchait pas de respecter et d'admirer
certaines femmes dont il
connaissait personnellement la valeur et les mérites" Nove anni
dopo, infatti de Brahm sembra addirittura incoraggiare gli esordi letterari
della moglie.
Rosmer debuttò nel 1903 come Jan Rosmer con una raccolta
di tre delicati racconti, Les Trois désirs de Fleurette (che
dà il
titolo alla raccolta) e include Jacques et l'enchanteur, Les
aventures de Gentille — un volumetto di 96 pagine. Il libro
fu adottato dalla Città di Parigi come "premio di eccellenza" per
gli scolari delle scuole municipali.
Il libro fu illustrato da Jane Atché (1872-1937),
illustratrice art-nouveau, allieva di Alfons Mucha. La
sua famiglia era in relazioni d'amicizia con Alcanter, al punto che nel maggio
1904 egli sarà testimone
a Toulouse alle nozze di Louise Atché (sorella minore di Jane) con Jules
Dhotel. (1)
Rosmer
era vicina di casa degli Atché a rue Raymond IV e amica delle due sorelle
e molto
probabilmente fu attraverso loro che conobbe Alcanter. Un'altra
possibilità è che si siano conosciuti tramite Edward Sansot, l'editore
di de Brahm, che, anch'egli, nel 1884, aveva abitato rue Raymond IV
al numero 11. (1)
Trasferitasi
a Parigi Jane resterà vicina ai de Brahm. Fu
sicuramente de Brahm che nel 1904 le ottenne la commissione
del disegno del menu per il banchetto
della Société des
poètes français di cui de Brahm era stato membro fondatore
e presidente. Con
un simpatico rimando, Jane lo decora con l'immagine di una donna intenta a
leggere Les
Voix Anciennes di de Brahm (1)
Nel 1903, Rosmer pubblica Promenades de deux enfants à travers
Paris, Firmin-Didot,
(1903) di Jan Rosmer, un volume in 4° di 282 pagine, una guida per bambini
alla storia e i monumenti di Parigi, scoperti attraverso le passeggiate fittizie
di uno zio e due nipotini. Il libro fu scritto con l'assistenza "tecnica" del
marito che nel 1903 lavorava al Museo Carnavalet, il museo della storia di Parigi
e con l' autorevole prefazione, del celebre Jules Claretie (amico di de Brahm)
che sottolinea la modestia del giovane "autore" e
loda l'accattivante semplicità con cui sa parlare ai bambini,
stimolandone
la curiosità.
Il libro é dedicato
al Prefetto della Senna M. Justin German Casimir de Selves e alla moglie Mme
J. de Selves.
Seguirono sempre con lo pseudonimo Jan Rosmer il primo volume
di Une
visite au Musée Carnavalet. Tome Ier. Collections antiques,
topographiques, révolutionnaires et du premier Empire..., L. Geisler,
1906.
Jan Rosmer é il nome del
protagonista di Rosmersholm scritto nel 1886, dramma di Ibsen, un commediografo
molto ammirato dal movimento simbolista a cui Alcanter de Brahm apparteneva
e di cui egli fu uno dei primi e più ardenti ammiratori e difensori. (Brahm,
Alcanter de: Critiques d'Ibsen. Bib.
d'Art de la Critique Paris. 1898)
Nel 1909
Alcanter de Brahm collabora addirittura ufficialmente con la moglie, che si firma
con lo pseudonimo leggermente modificato in Jean Rosmer, al secondo volume di Une
visite au musée
Carnavalet (Tome
2me par Jean Rosmer et Alcanter de Brahm, pp. 167, L.
Geisler, 1909).
Sempre nel 1909 esce un primo romanzo (La Roche
aux epées
di Jean Rosmer) presso Firmin-Didot, l'editore del marito. Col nome
Jane Alcanter de Brahm, una sua poesia A Toulouse fu pubblicata
in La Revue hebdomadaire il 27 nov.1909, pag 526, citata in Le
Figaro del 28 Nov.1909.
Segue un silenzio letterario di quasi dieci anni durante i quali presumibilmente
Jeanne si occupò di cucina.
Ma la cronaca parigina riporta di frequente
la presenza dei de Brahm a varie funzioni: innumerevoli i concerti, le serate
mondane, i pranzi, le conferenze a cui partecipano: il 26
ottobre 1902 M et Mme Alcanter de Brahm assistettero al Cimetière Montparnasse
alla inaugurazione del monumento a Baudelaire opera di José de Charmoy.
Fra i presenti si trovava anche Mme Rachilde: l'episodio del mancato duello
non del tutto dimenticato si evitarono con cura fra la folla dei presenti.
Sabato 16 febb. 1907 sono presenti ad un brillante matinée musicale in
casa Valsamachi, rue Clément-Marot, insieme a 150 persone appartenenti
alla società parigina e alla colonia straniera.
Nel 1913, sabato 27 dicembre, una giornata piovosa, furono fra i presenti al
grandioso funerale di Claretie che si tenne con
la partecipazione di personalità politiche e letterarie a Saint-Philippe-du-Roule (la
parrocchia dove "moriva" la gente bene)
Si sa che nel 1907/1908 i de Brahm passano
l'estate in Bretagna
a
Clohars-Carnoët vicino a Quimperlé; il Fureteur
Breton ne
riporta il soggiorno. Ma di solito e per molti anni si recarono in vacanza
ai boschi d'Eloux nell'isola di Noirmoutier (Vandea). Il luogo ispirò de
Brahm:
Le décor smaragdin, dans cette symphonie
tranche avec le ton chaud
des murs au blanc de chaux
que recouvre la tuile aux reflets d'incendie. (Les
Eloux, La Proue n°24 , 1932)
Nel 1916 figurano "Alcanter de Brahm homme de lettres et
Mme (née
Jane Ichard)" all'indirizzo di rue Vaugirard. nel "Tout-Paris:
Annuaire de la Société parisienne", l'annuario della
gente che conta a Parigi.
Probabilmente come tutte le signore bene, specie se
letterate, Jeanne tenne un salotto o aveva un giorno in cui riceveva.
Alcanter
comperò una piccola proprietà vicino
a Parigi che si recava a coltivare al sabato, facendosi passare
con i vicini per un commerciante ritiratosi dagli affari.
I de Brahm rimasero legati a Toulouse e vi si recarono di
frequente: vi passarono infatti parte della Grande Guerra, inviati dal Museo
Carnavalet che mandò a
Toulouse i pezzi più importanti della collezione messi sotto la protezione
di de Brahm.
De Brahm raccoglieva materiale per il suo L'école
toulousaine de peinture du XVIe au XIXe siècle pubblicato nel 1935
e partecipava alle sedute della Société académique
et archéologique du Midi di cui era membro.
Marito e moglie, che parlavano entrambi occitano, facevano parte degli «Amis
du Vieux pays Castrais».
Nel 1937, il 7 maggio, "Mme Alcanter de Brahm et diverses personnalités" accolgono
a Castres la
scrittrice Hélène Vacaresco,
due volte premiata dall' Académie française, venuta per celebrare
Anna de Noailles morta nel 1933. Alla sera, alle
ore 21 all'Hôtel
de Ville vi é la conferenza della Vacaresco sulla Noailles, preceduta
dalla recita di poemi e seguita da un rinfresco con brindisi.
I de Brahm ritornano a Parigi dopo l'Armistizio. Con
la conoscenza storica acquisita nell'ambiente di Carnavalet, Jean Rosmer ricomincia
a scrivere a tempo pieno negli anni Venti ed appare su La
Semaine dal
1920 con annedoti storici, trafiletti e saynètes
(brevi commediole in un atto) contribuendovi regolarmente fino agli
anni Trenta anche con lo pseudonimo Marcel d'Entraygues.
Scrisse anche per altre riviste es. La Jeunesse Illustrée (Le
Hanap d'Or, roman,
1925), Le Petit Echo de la Mode
(nos 15,16,17,18/1932), Les Veillées des Chaumieres, Le
Sanctuaire, l'hebdomadaire illustré des
enfants de choeur (1936-1938). (Vi collaborava anche Myriam
Catalany). Alla
fine degli anni '40 (1947, no38 - 1949,
no1451) Jean Rosmer appare su "Les Bonnes Soirées" su
cui scrisse anche B. Bernage.
Nel 1921 La Pupille du
cardinal appare in La Semaine, pubblicato
nella Bibliotheque
nel 1925 (un romanzo di successo che raggiunse cinque edizioni).
Da questa data Rosmer scrive ininterrottamente fino alla morte avvenuta nel 1951,
pubblicando qualche volta due tre romanzi all'anno per la Bonne Presse, Gautier
Languereau, Nelson, Mame e als. Scrisse una novantina di libri, alcuni in collaborazione
con l'amica Valentine d'Entrevaux che scriveva come Eric de Cys.
I suoi libri si vendevano molto bene non solo in Francia ma anche in traduzione
e non é azzardato pensare che, ironia del destino, i feuilletons di
Madame contribuissero largamente a imburrare la tartina chez de Brahm.
Tradotti in italiano, tedesco
(Das Geheimnis der Ruinen, (Le secret des ruines) 1959), portoghese
e spagnolo, i libri di Rosmer erano conosciuti anche in America:
Le
Manoir de Glace, by Jean Rosmer, a creditable addition to the edifying "Biblothèque
de Suzette" scrisse nel 1928 Books Abroad, An International Quarterly
of Comment on Foreign Books By Ernst Erich Noth, Roy Temple House.
The Indian Review edita da G.A. Natesan, citò
nel 1936 l'adattamento inglese di 720—C—13 di J. Rosmer e E. de Cys
La Canzone della Principessina fu tradotto in inglese
da Virginia Olcott: Rosmer, Jean (Comtesse De Brahm), The Princess
and the Gypsy: A Tale of Old Spain, ill. Marguerite De Angeli, Lippincott,
1937, citato in
The Horn Book Magazine 1937 e 1945 (Jeannie (sic!) I. de Brahm). Questo é l'unico
titolo della Biblioteca di Suzette che sia stato tradotto in inglese.
Rosmer appare come comtesse
de Brahm anche nel libro In secret Service, ma nessuna fonte conferma
il titolo e sembra piu' probabile che le fu attribuito dall'editore per impressionare
il mercato americano in connubio con i critici americani :
"The authoress, Jean Rosmer , is Comtesse de Brahm" ( in The
Librarian and Book World, 1940)
Al nome Vicômtesse de Brahm appare nel 1954 Ed. de la Pais, Le
Règne du
Cotillon traduzione francese di Petticoat Government della
Baronne Orczy
.
La fama — o il ricordo — di Rosmer durava
ancora negli anni Sessanta: nelle scene iniziali del film "Last year in
Marienbad"
(1961) di Alain Resnais si nota un manifesto che annuncia una fittizia rappresentazione
teatrale intitolata "Rosmer". La maggioranza dei critici ritiene che
sia una referenza letteraria a
"Rosmersholm." di Ibsen. Ma in una intervista con Jacques Saulnier
nel 1977, Resnais dichiarò chiaramente
di non aver avuto in mente Ibsen nello scegliere questo titolo arbitrario, piuttosto: « J'ai
peut-être pensé à Jean Rosmer, romancier
populaire des années vingt-cinq '» (In
Positif Revue du Cinema n° 329-30, p.22)
Alcanter morì nel 1943: la morte lo colse mentre scriveva:
fu trovato davanti alla sua scrivania, colpito da una crisi cardiaca. Jeanne
gli sopravvisse solo otto anni, passando gli ultimi anni in ristrettezze: i
suoi romanzi passati di moda non si vendevano più.
Alcanter non lasciò niente a parte le sue poesie e la sua modesta pensione
di funzionario. Potè rimanere
nel vecchio appartamento di Vaugirard grazie alla legge del 1948,
che permettava ai vecchi affittuari di pagare un affitto irrisorio.
Partita da una stazione di provincia, la timida Jeanne, la violetta di
Tolosa, arrivò a
Parigi, e divenuta "comtesse de Brahm" vi mori all'età di 76
anni — avendo
dedicato la sua vita alla scrittura
— in un palazzo sui Grands Boulevards dell'elegante VIII arrondissement,
dove abita l'aristocrazia e l'alta borghesia parigina, con un titolo non sollecitato,
ma perfettamente intonato al milieu a cui fini per far parte. Ma Jeanne
mori sola: la sua morte fu denunciata alla Mairie da un impiegato di una
società di pompe funebri. Anche il figlio l'aveva preceduta.

Le firme di Jeanne Ichard e Marcel Bernhardt
Alcanter sull''atto di matrimonio nel 1902. Fra le due quella di uno dei testimoni
Mme veuve Bernhardt
(1) Notice de Mme
Claudine
Dhotel-VELLIET, petite nièce de Louise Atché.
La première biographie
de Jane Atché par C.
Dhotel-VELLIET
est sortie en 2009.
"Jane Atché 1872-1937" Le Pont du Nord, 2009.
Su Jane Atché vedi
Jane
Atché : Le mystère Version
intégrale de l'article de Claudine Dhotel-Velliet
n°219 de la revue de la Bibliothèque Nationale "Nouvelles de l'Estampe" Paris,
sept.oct. 2008
ALTRE OPERE:
Une visite au musée Carnavalet,
Tome 2me par Jean Rosmer et Alcanter de Brahm, pp. 167, L. Geisler,
1909.
La Rose d'or. Ill. de Maurice Berty. a puntate In L'Etoile
Noeliste 1926 al nome Marcel d'Entraygues, in vol: Mame, 1929
L'Oiseau de verre, Jean Rosmer, ill. de Roger Broders, Coll.
Pour Tous, Tours, Mame, 1948.
La piece fausse, de Jean Rosmer, ill. Henri Schaeffer, ed. Casterman,
1a ed. 1953
Napoléon, La Prison de l'Aigle, Saint Hélène,
ill. de Le Coultre Mame,1938.
Le prince errant, n° 459 collection Stella, ed. Petit Echo
de la Mode, ca 1940
In Secret Service a mystery story of Napoleon's court translated by Virginia
Olcott; with a foreword by Professor Frédéric Georges Hoffherr
... illustrated by Robert Lawson. (Philadelphia, London, 1937) Translated from
the French of Jean Rosmer. (comtesse de Brahm)
BIBLIOGRAFIA @ BNF

ALCANTER DE BRAHM
- MARCEL BERNHARDT
(Mulhouse, 3 Mag.1868 — Paris, 24
Nov. 1943).
Marcel Jean Baptiste Bernhardt nacque a Mulhouse in rue de la Justice, no7, il
3 marzo 1868 da Jean Baptiste (b. 1834) e Josephine Kaiser (b.1840) in un'antichissima
famiglia alsaziana.
Il padre era Brigadiere e Luogotenente di battaglione
della Garde de Paris, dove era di guarnigione alla nascita del figlio. Si stabili
definitivamente a Parigi nel 1870 e fu fra gli "Optants" del 1872.
Marcel fece i suoi studi classici
al Collège
Chaptal e al Lycée
Condorcet condiscepolo di Marcel Proust. Laureato in Lettere alla Sorbonne nel
1899 e in Legge a Toulouse nel 1903 si dedicò inizialmente
al giornalismo debuttando nel 1891, a ventitré anni su Le Moniteur
de l'Armée.
Ma la sua vera passione é la poesia e Bernhardt esordisce come poeta nel
1892 con una raccolta di poesie che pubblicò a sue spese Chansons
poilantes, ed. Alcanter et Saint-Jean, 1892, con una prefazione di Willy
(il marito di Colette), assumendo il nome Alcanter de Brahm, un quasi-anagramma
del suo nome originale, con cui egli fu sempre conosciuto anche ufficialmente.
Un nome di cui il critico della rivista ERMITAGE recensendo il libro (nel no
di Jul-Dec. 1892) scrisse "...quelle allure Kabbalistique dans
ce vocable"
"Un pseudonyme qui faisait sourire
Henri de Régnier" (Maurice Pierre Boyé in Portraits et
rencontres de la vie littéraire, 1974)
Nel 1896 Le Courrier Français mette
in evidenza quelli che saranno i difetti letterari permanenti di de Brahm e che
hanno limitato la sua notorietà ad una determinata epoca. «Si,
dans Eros
Chante,
la langue de M de Brahm n'est pas toujours exempte d'imprudence et de néologismes,
l'expression en est souvent un jolie tour de volupté, d'une inspiration hautaine,
suave et tour à tour choisie. Nous recommanderons seulement à l'auteur
un peu plus de sobrieté dans les métaphores et de clarté dans les allusions»
Nel 1902 sposa a Tolosa Mlle Jeanne Ichard da
cui ebbe un figlio, Pierre.
Diviene impiegato al Museo Carnavalet dal
1903 quando fece un inventario manoscritto delle
opere esposte nelle sale del Museo, tuttora conservato nell'Archivio di Carnavalet.
Vi rimase tutta la vita ricoprendo varie cariche amministrative, da capo bibliotecario
a attaché-sécretaire
e infine divenne conservatore onorario. Fu anche conservatore
al Musée de Cluny e al Pavillon de l'Arsenal. Fu de Brahm a catalogare
fra le due guerre le carte dello storico Jules Michelet donate dalla famiglia
a Carnavalet e col materiale raccolto pubblicò l'importante
opera Michelet
inconnu nel 1937.
Autore eclettico de Brahm fu giornalista, publicista,
critico d'arte, romanziere, storico, drammaturgo ma sopratutto poeta,
fondatore nel 1907 della Anthologie de la Société des
Poètes Français, per quanto come scrisse nel 1969 lo scrittore
André Salmon in "Souvenirs sans Fin": "Personne
n'est fichu de citer un seul vers d'Alcanter" e aggiunse, non
a torto, che "un
certain point d'ironie qu'il inventa tient lieu d'oeuvres complètes"
Infatti
de Brahm - un personaggio singolare, soggetto a una certa
dose di sarcasmo anche al suo tempo - é passato
alla storia della letteratura, solo come nota a pie' di pagina, per aver ideato
e proposto nel 1899
(Notule touchant le point d'ironie nella rivista "La Critique", n° ° 94,
20 gen. 1899) l'uso del punto
ortografico di ironia (nella foto a sn.) e per aver inventato il neologismo arriviste dal
titolo di un suo libro pubblicato nel 1893 (vedi la prefazione di Jules Claretie
in Promenades
de deux enfants a travers Paris, 1903). La proposta di de Brahm fu
commentata anche dal New York Times (29 Genn. 1899)

Anche se ai nostri giorni sembra aver avuto
un revival nella
letteratura T-shirt, il
punto d'ironia non ebbe fortuna , nemmeno il suo "inventore" lo usava. Suscitò molte
critiche. Per esempio
il lessicografo D.C. Muecke contrario al suo uso perché limita la libertà di
lettura di un testo, commentò derisivamente
che de Brahm "aurait du s'appeler lui-même Alcanter de Brahm
¿ "
Frequentatore di tutto quanto vi era di meglio nel mondo letterario e artistico
parigini e di futuri accademici (e.g. Claretie, de Regnier, Donnay)
fu anche parte attiva della bohème intellettuale boulevardière fin
de siècle, del Quartiere Latino e di Montmartre,
assiduo della Brasserie Balzar, dove ogni sera teneva
circolo e mangiava zuppa di cipolle e choucroute farcita, annaffiate di fine
di bock e di marc.

Montmartre 13 marzo 1904 — Le Lapin Agile
In primo piano: M. & Mme Alcanter de Brahm
Altri locali di cui fu habitué erano Le
Chat Noir (che vide i debutti di Maurice Donnay) , la Brasserie Wepler,
Le Lapin Agile, (il ritrovo di Dorgelès
e Picasso), la Pension Laveur. e il Café de Cluny "Sitôt
sorti du musée
de Cluny, où il a son bureau de conservateur-adjoint, il traverse la rue
et vient ici rendre ses oracles. On l'écoute parceque il a du savoir" racconta
l'amico Dorgelès in "Au beau temps de la Butte".
Frequentava anche i salotti borghesi per esempio il salone letterario di Mme
Sansot (moglie del suo editore Edward Sansot) ) e quello a Vaugirard di Mme
Osbert moglie del pittore Alphonse Osbert (1857-1939) dove si recò negli
anni 1897-98, prima di sposarsi. Mme Osbert riceveva i primi tre venerdi del
mese e non era infrequente trovarvi de Brahm che cantava le sue canzoni-poesie
accompagnato al piano da Mme Osbert durante serate che si prolungavano fino alle
prime ore del mattino.
La lettura era il suo passatempo preferito
come sport praticava il footing, e
collezionava libri e autografi. Era membro presidente del
club Cercle des Lettres et des Arts frequentato anche da Paul Valéry.
In quanto alla politica , de
Brahm riteneva che gli intellettuali dovessero disinteressarsene
come specificò rispondendo ad una inchiesta (nel n° 71, 15 febb.1898)
della rivista Critique riguardo
l'intervento di Zola nell'affaire Dreyfus «L'
attitude d'Emile Zola dans l'affaire Dreyfus se rapportant à des
intérêts soit généraux que particuliers tous différents
de ceux qui préoccupent les véritables artistes, m'indiffère
absolument. / (…) Les vrais intellectuels , ceux du moins dont la tarentule
politique n'a pas envahi le plafond , sont comme moi : ils s'en foutent »
Tuttavia più per difendere la libertà artistica che per
motivi politici, nel
1911 Alcanter fu fra i firmatari di una petizione lanciata da Robert de Flers
in favore del commediografo Henry Bernstein che, vittima di una cabala antisemita,
fu costretto a chiudere le rappresentazioni alla
Comédie Française della sua commedia "Apres moi". In
ringraziamento l'autore gli inviò una copia con
dedica della edizione in volume della commedia pubblicata da Fayard : "A.
M. Marcel Alcanter de Brahm qui a signé la protestation, hommage de
ma reconnaîssance et de ma sympathie, Henry Bernstein"
Fra gli amici vi fu Jacques
Ferny e il compositore-chansonnier Pierre Trimouillat che compose il poema «Ballade
pour Alcanter de Brahm » (1922).
Ferny e de Brahm scrissero rispettivamente la
prefazione e la postfazione di una edizione delle opere musicali di Trimouillat
che usci nel 1931 dopo la morte dello chansonnier. Donnay lo ricorda in "Mes
debuts à Paris",
1937:
"... Un
autre soir, Alcanter de Brahm , grand, maigre, blond et sombre, Alcanter de
Brahm, inventeur du point d'ironie, nous ravit avec sa chanson
des Croquemorts"
Tutti quelli che lo citarono nelle loro
opere ricordano il suo profilo assiro, l'aspetto da mago, il suo eterno cappello
a larghe falde, un enorme mantello e il monocolo.
Negli anni Trenta fece parte del direttivo (composto
di sette poeti) della Maison de Poésie, una Fondazione indipendente
fondata nel 1928 e tuttora esistente che organizza avvenimenti poetici e distribuisce
premi letterari. Come tale de Brahm scrisse la prefazione dei libri di alcuni
nuovi poeti, es:
Raphaëlle Martinon. Entre deux mondes. Préface d'Alcanter
de Brahm, de la Maison de Poésie, ed. Albert Messein, 1930. Nel marzo
1933 pubblica
Cent ans de poésie 1830-1930, Paris,
Écrivains indépendants, Bibliothèque del'artistocratie
Collaborò alle riviste
Mercure de Flandre, Le Rappel, L'Evénement,
La Critique, Alceste, Penseur, Chroniqueur de Paris, Paris-Noël, Les Cahiers
de France (es.1942) e
alla maggioranza delle pubblicazioni d'arte dell'epoca.
Fu
Segretario della Commission
des Bourses Nationales de Voyage Littéraire, della Sociéte
des Peintres du Paris-Moderne, del Nouveau
Paris, del Jury del Salon des Poètes. Membro
della Société académique et archéologique
du Midi (Toulouse), della Société des Gens
de Lettres (Sociétaire 1910), des Orateurs, della Société des
Poètes
français e als.
Come disse sarcasticamente Paul de Fernac, un
suo feroce critico : " ... lá oú il
y a de l'art, on tombe sur de Brahm..."
Col passar degli anni le principali figure della
bohème
di Montmartre
si trasformarono in rispettabili borghesi, insigniti di varie onorificenze: Donnay,
Claretie, de Regnier divennero Accademici di Francia, Dorgeles, membro dell'Accademia
Goncourt e Picasso divenne ... Picasso: solo de Brahm, rimasto lo stravagante enfant
terrible della
letteratura dell'epoca, non ricevette nessuna onorificenza, nemmeno la Legion
d'Honneur. Nonostante sia stato proposto più di
una volta, la pratica per ottenerla si arenava sempre
all'ultimo momento a causa degli interventi dei rappresentanti del mondo ben
pensante che de Brahm irrideva apertamente con i suoi scritti e irritava col
suo atteggiamento controcorrente. Per esempio una notte del 1942 il metro
con cui rientrava rimase immobilizzato per un allarme aereo: Alcanter tirò fuori
dalle profonde tasche della sua palandrana un panino e una bottiglia
di vino e si mise tranquillamente a fare uno spuntino di fronte
ai viaggiatori sorpresi. İn un'altra occasione alla Brasserie
Wepler fra l'entusiasmo degli amici, inseguì con gli spruzzi
di una bottiglia di seltz un ubriaco che infastidiva i presenti, fino
a farlo uscire dal locale.
Tuttavia per i suoi quarant'anni di servizio
come impiegato di Carnavalet non gli si poté negare una medaglia di O.I.
(Officier d'Instruction Publique) di cui andava molto fiero.
De Brahm rimase a Parigi durante l'occupazione
tedesca e da quel gourmet et gourmand che era sempre stato, la sopportava
male a causa della scarsità di
cibo. Per consolarsi teneva in tasca delle piccole fiale delle sue bevande
preferite da cui attingeva volta a volta, e che apparentemente non offriva ai
suoi visitatori.
Nel 1942 cercò di far rivivere il Gruppo letterario Calel a cui
aveva appartenuto prima della guerra, ma solo cinque membri si ritrovarono alla
riunione organizzata in un ristorante di Montmartre e il progetto fu rimandato
a tempi migliori.
Nel
1943 assisteva regolarmente ai pranzi del Madrigal e del Epigramme di
Dominique Combette e ogni venerdì lo
si trovava immancabilmente a Aux
Deux Magots. Per sopperire ai magri pasti serviti nei ristoranti portava
con sé provviste supplementari in una sacca a righe bianche e rosa.
Una fredda giornata
di novembre del 1943, preoccupati della sua assenza alla riunione settimanale
della Maison de Poésie alcuni amici si recarono a cercarlo a
rue Vaugirard, e non avendo ottenuto risposta fecero aprire la porta dal concierge:
trovarono Alcanter alla sua scrivania, rigido sulla sua sedia, davanti a una
tazza di caffè vuota,
immobilizzato nel gesto di arrotolarsi una sigaretta.
Figlio di un'epoca che era finita da tempo
de Brahm era morto fulminato da una crisi cardiaca intento a scrivere. Sulla
scena della café-society letteraria gli
successe Sartre, un enfant
terrible che ebbe maggior fortuna.
BIBLIOGRAFIA @ BNF
(sources: ALL SOURCES MASKED Special
thanks to Annie Mazzollo, Toulouse, from Entraide FGW31.
)
TOUTE REPRODUCTION MEME PARTIELLE STRICTEMENT INTERDITE