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ALBERTO MICHELI PELLEGRINI
(Firenze 1870 — m. 1950)
Pittore ritrattista e paesaggista formatosi all'Accademia
di Belle Arti di Firenze.
Appartiene ad una illustre famiglia patrizia carrarese le cui origini risalgono
al X secolo.
Figlio del celebre architetto Vincenzo Micheli (Modena, 1833–1905).
direttore dell'Accademia di Belle Arti di Firenze la cui opera più popolare è la
Mole Antonelliana a Torino.
All'ombra del famoso padre, Micheli fu
a lungo incerto se dedicarsi ad
una carriera figurativa, pur frequentando i corsi di Giovanni Fattori (1825-1908). "il
mio giovane amico Alberto Micheli studia assai ed ha esposto più volte
alla Promotrice, ma è ancora
incerto sulla via da seguire " scrisse Guido Carrocci nel volumetto Firenze
d'Oggi, 1896
Esordisce
esponendo all'Accademia con discreto successo nel 1896-1897 un ritratto a pastello. Nel
1898 espose a Torino l'Autoritratto e un Paesaggio. Nel 1902
sempre a Torino Ritratto
in Grigio e un paravento dipinto in cuoio.
Nel 1911 partecipa alla Esposizione
internazionale di Roma con
Ritratto della signora Piccinini. In seguito al successo riportato,
Micheli finì col
dedicarsi al ritratto e divenne il ritrattista alla moda delle signore eleganti
dell'alta società fiorentina che all'epoca contava molte inglesi
e americane.
Allo stesso tempo lavora per l'illustrazione: nel 1893 illustra il "Secondo
libro dei monologhi", (illustrato da disegni di artisti fiorentini),
di L. Rasi, Hoepli, Milano e collabora a "Fiammetta" versione fiorentina
del noto "Gil Blas illustré"
Con Luigi Cavalieri illustra le commedie della Villeggiatura di Goldoni,
edite da Luigi Rasi
"con sfarzo di carta, tipi, e ricco apparato
iconografico".
Collabora a "Italia ride", la rivista satirica della Belle Époque
italiana (Bologna, gennaio-giugno 1900) e fino al 1907 alla rivista annuale "Novissima" (1901-1910)
giudicata la più elevata espressione del "liberty italiano"
Contribuì anche a "La Voce" (illustrazioni
per Tercets Florentins illustrés de XXI di BERTRAND Pierre, Florence,
in "La Voce", 1924).
Ha disegnato anche alcuni manifesti pubblicitari in stile Liberty (es. Pastiglie
estratto Paneraj, 1905).
Fu uno dei partecipanti al famoso concorso Alinari bandito nel 1900 (vedi ZARDO).
Alinari stampò in formato cartolina alcuni dei suoi dipinti (v. Mercato
dei cocci ad Assisi )
Micheli fu parte integrante della Firenze intellettuale,artistica e mondana Primo
Novecento in cui dominava la figura del poeta Angiolo Orvieto sposato alla scrittrice
Laura Orvieto Cantoni.
Nel maggio
1914, Micheli curò con la moglie, l'allestimento scenico
e i costumi dell'Aminta di Torquato Tasso rappresentata nel rinnovato
Teatro Romano di Fiesole a cura del Comitato del Teatro Romano di Fiesole
di cui Orvieto era Presidente .
In una lettera del 9 giugno 1914, Micheli ringrazia Orvieto anche a nome della
moglie per gli elogi ricevuti per il loro contributo: " [...] ...e
grazie pure per le lodi all'opera nostra. Lodi ambite ma superiori al nostro
merito, poiché sappiamo
che se all'opera nostra non mancarono la buona volontà e tutto l'impegno,
fu in gran parte mirabilmente aiutata dal dolce paesaggio fiesolano, che tanto
s'intonava alla favola e a i suoi personaggi.

Aminta - I Pastori, costumi di A Micheli
foto©Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Bologna, 2003
Fondo Antonio Cervi
Angiolo Orvieto, Guido Biagi e Giulio Fano
furono fondatori a Firenze nel 1902 della "Società Leonardo
da Vinci" un club per intellettuali limitato a 100 (poi 200) membri che
aveva per scopo, come recita l'art. 1 dello Statuto " ... di raccogliere
nella sua sede, a fine di conversazione, di cultura e di nobile svago, persone
dedite alle più varie
attività della
mente. E però si intitola da Leonardo da Vinci, che tutte
le manifestazioni dell'intelligenza raccoglie e simboleggia nel suo nome."
Micheli
ne fu socio e fu l'autore del ritratto di Angelo
Orvieto, Presidente dal 1914 al 1919. La Società aveva la tradizione
di far eseguire il ritratto dei propri presidenti da artisti di fama.
Fu iscritto al Sindacato Fascista Pittori e Scultori, sezione
di Firenze. Produsse numerosi lavori di propaganda fascista (posters, cartoline,
libri di testo per le scuole)
Passata la moda del ritratto alla Boldini o alla Sargent,
negli Anni Venti Micheli ormai vicino alla sessantina, si dedica alla illstrazione
di libri. Oltre
al noto "Incompreso" e "Un
piccolo Lord" disegnò numerosissime illustrazioni per i romanzi
della "Biblioteca
delle Signorine", divenendo l'indiscutibile maestro
del rosa Salani.
Incluso nella mostra "Immagini
e retorica di regime,
Bozzetti originali di propaganda fascista 1935-1942", Museo Civico, Sansepolcro
27 settembre 2001 30 gennaio 2002, dedicata alla illustrazione della propaganda
fascista.
(Source: Silvia Serreli & other
sources masked )
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE :
Sophie de Segur, "Memorie d'un asino", disegni
di Alberto Micheli, Firenze, 1924.
Ugo SCOTTI BERNI : "La Fiamma nel cuore", Una tavola a colori
di A.Micheli e illustrazioni in nero di E.Toschi, Salani, 1930.
Ada Soria: "Fiori con Fiori" coll. Grandi Piccoli Libri, Salani,
1933.
Frances Hodgson Burnett: "Un piccolo Lord", Salani, 1935.
Trudi Müller:"La strada della valle", copertina illustrata
di A. Micheli, Salani, 1949 (1a ed: 1943)
Alfredo Baccelli, "Nell'ombra dei vinti" , ill. di Alberto
Micheli, Biblioteca delle Signorine
BIBLIOGRAFIA in ICCU
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Novissima 1903

Novissima 1902


Baroness von Hutten, Pamela, 1936
Una delle numerosissime
illustrazioni eseguite da Micheli
per la Biblioteca delle Signorine

Ritratto della Signora FP ca1910

Nell'ombra dei vinti , ill. di A. Micheli
Biblioteca delle Signorine
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