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ALBERTO MICHELI
(Firenze 28 dicembre 1870 — m. Bibbiena 7 gennaio
1943)

Pittore conosciuto anche come Micheli-Pellegrini ritrattista e paesaggista formatosi
all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Alberto Salvino Carlo Micheli figlio di Vincenzo (Modena, 1833–1905).
e della sua seconda moglie Antonietta Salvini figlia di Michele Salvini, nacque
il 28 dicembre 1870 alle ore tre del mattino in contrada Porta San Felice in
Piazza.
Il padre è il celebre architetto, direttore dell'Accademia
di Belle Arti di Firenze la cui opera più popolare è la
Mole Antonelliana a Torino. I Micheli, presenti a Carrara sin dal 1400,
si arricchirono nelle seguenti generazioni con la estrazione e il commercio del
marmo. Nel
XVIII secolo un Micheli si imparentò con i conti Pellegrini vecchissima
famiglia carrarese, dando origine nel 1793 al ramo Micheli-Pellegrini, tuttavia
Vincenzo non ne faceva parte, ma il figlio, Alberto
aggiunse il cognome Pellegrini al suo con sentenza del Tribunale di
Firenze del 2 giugno 1931.
Vincenzo era stato sposato in prime nozze con Elena
Torchiano da cui ebbe Giulio (n.1859), Ida (n.1860) e
Carlotta (n.1865). Dalla
seconda moglie ebbe oltre ad Alberto una figlia, Bianca (n.
Scandicci, 1873).
All'ombra del famoso padre, Micheli fu
a lungo incerto se dedicarsi ad
una carriera figurativa, pur frequentando i corsi di Giovanni Fattori (1825-1908).
"Nel
Lungarno Torrigiani in uno studio tranquillo e sereno, cui serve da anticamera
un giardinetto grazioso, sta il mio giovane amico Alberto Micheli. Studia
assai ed ha esposto più volte
alla Promotrice, ma è ancora
incerto sulla via da seguire " scrisse Guido Carrocci nel volumetto Firenze
d'Oggi, 1896. Accanto a Micheli lavorava Enrico Lusini (8
ott 1861-d.1934),
all'epoca pittore, che si era già fatto un
nome per quell'architetto famoso che poi divenne. Un altro vicino di Micheli
al 3, Lungarno Torrigiani era Carlo Girard, il suo futuro cognato.
Nel 1901 Micheli sposò a Firenze Sophie Girard,
(b. Firenze 12 Sett.1871- d. 7 Nov. 1949). di
una famiglia calvinista francese arrivata a Firenze alla metà dlell'Ottocento,
via Svizzera,
Il padre era Charles Joseph Girard, (Génève, 1834-Firenze 1915) mercante
d'arte, stabilitosi a Firenze verso il 1860, la madre la fiorentina Leopoldina
Pierina Agostini. I Girard in quegli anni abitavano a Firenze il Palazzo dei
Mercatanti.
Micheli conobbe la moglie attraverso
il di lei fratello Carlo Matteo Girard nato a Firenze nel 1876, anche
egli mercante d'arte e arredatore (Royal Suite Waldorf Astoria NY) che
poi si stabili a New York (149, East 17th) dove mori
nel 1945. (vedi
N Y Times, Oct 7th, 1945). Girard era anche direttore artistico della
Cutler & Girard, che disegnava e produceva
mobili artistici "moderni" (il che allora significava Liberty) in
uno studio laboratorio al 3, Lungarno Torrigiani e un negozio di esposizione
in via Tornabuoni, 8.
Dal
1902 al 1903 la coppia visse a Milano ritornando a Firenze il 29 dicembre
1903. A febbraio 1904 nacque la loro unica figlia Leonarda che mori nel 1911
di broncopolmonite.
Il soggiorno milanese è molto probabilmente dovuto
alla sua collaborazione alla rivista Novissima (1901-1910) giudicata la
più elevata
espressione del "liberty italiano"
che i primi due anni di vita si
stampava a Milano. Nel 1903 la redazione fu trasferita a Roma. Micheli comunque
vi collaborò fino
alla fine delle publicazioni.
A Firenze i Micheli abitarono in via Palestro, via Montebello,
via Aretina e via La Farina.
Micheli esordisce
esponendo un ritratto a pastello all'Accademia con discreto successo nel 1896-1897.
Nel 1898 espone a Torino l'Autoritratto e un Paesaggio. Nel
1902 sempre a Torino Ritratto in Grigio e un paravento dipinto in cuoio.
Nel
1911 partecipa alla Esposizione internazionale di Roma con Ritratto della
signora Piccinini. In seguito
al successo riportato, Micheli finì col
dedicarsi al ritratto e divenne il ritrattista alla moda delle signore eleganti
dell'alta società fiorentina, che all'epoca contava molte inglesi
e americane Il loro ritrovo era l'elegante Gran Caffè Doney
in via Tornabuoni
Allo stesso tempo lavora per l'illustrazione: nel 1893 illustra il "Secondo
libro dei monologhi", (illustrato da disegni di artisti fiorentini),
di L. Rasi, Hoepli, Milano e collabora a "Fiammetta" versione
fiorentina del noto "Gil Blas illustré" e a "Italia
ride", la rivista satirica della Belle Époque italiana (Bologna,
gennaio-giugno 1900).
Con Luigi Cavalieri illustra le commedie della Villeggiatura di Goldoni,
edite da Luigi Rasi "con sfarzo di carta, tipi, e ricco apparato
iconografico".
Contribuì anche a "La Voce" (illustrazioni
per Tercets Florentins illustrés de XXI di BERTRAND Pierre, Florence,
in "La Voce", 1924).
Ha disegnato anche alcuni manifesti pubblicitari in stile Liberty (es. Pastiglie
estratto Paneraj, 1905).
Fu uno dei partecipanti al famoso concorso Alinari bandito nel 1900 (vedi ZARDO).
Alinari stampò in formato cartolina alcuni dei suoi dipinti (v. Mercato
dei cocci ad Assisi )
Micheli fu parte integrante della Firenze intellettuale, artistica e mondana
Primo Novecento in cui dominava la figura del poeta Angiolo Orvieto e della moglie
Laura Orvieto Cantoni.
Nel maggio
1914, Micheli curò con la moglie, l'allestimento scenico
e i costumi dell'Aminta di Torquato Tasso rappresentata nel rinnovato
Teatro Romano di Fiesole a cura del Comitato del Teatro Romano di Fiesole
di cui Orvieto era Presidente .
In una lettera del 9 giugno 1914, Micheli ringrazia Orvieto anche a nome della
moglie per gli elogi ricevuti per il loro contributo: " [...] ...e
grazie pure per le lodi all'opera nostra. Lodi ambite ma superiori al nostro
merito, poiché sappiamo
che se all'opera nostra non mancarono la buona volontà e tutto l'impegno,
fu in gran parte mirabilmente aiutata dal dolce paesaggio fiesolano, che tanto
s'intonava alla favola e a i suoi personaggi.

Aminta - I Pastori, costumi di A Micheli
foto©Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Bologna, 2003
Fondo Antonio Cervi
Angiolo Orvieto, Guido Biagi e Giulio Fano
fondarono a Firenze nel 1902 la "Società Leonardo
da Vinci" un club per intellettuali limitato a 100 (poi 200) membri che
aveva per scopo, come recita l'art. 1 dello Statuto " ... di raccogliere
nella sua sede, a fine di conversazione, di cultura e di nobile svago, persone
dedite alle più varie
attività della
mente. E però si intitola da Leonardo da Vinci, che tutte
le manifestazioni dell'intelligenza raccoglie e simboleggia nel suo nome."
Micheli
ne fu socio e fu l'autore del ritratto di Angelo
Orvieto, Presidente dal 1914 al 1919. La Società aveva la tradizione
di far eseguire il ritratto dei propri presidenti da artisti di fama.
Fu iscritto al Sindacato Fascista Pittori e Scultori, sezione
di Firenze. Produsse numerosi lavori di propaganda fascista (posters, cartoline,
libri di testo per le scuole)
Nel 1939 Micheli con
la moglie
si recò a New York. Viaggiò sul transatlantico "Rex" salpato
da Genova il 24 maggio. Si recarono a visitare Carlo, il fratello di Sophie,
che morì nel 1945 dopo una lunga e penosa malattia.
Passata la moda del ritratto alla Boldini o alla Sargent,
negli Anni Venti Micheli ormai vicino alla sessantina, si dedica alla illustrazione
di libri. Oltre
al noto "Incompreso" e "Un
piccolo Lord" disegnò numerosissime illustrazioni per i romanzi
della "Biblioteca
delle Signorine", divenendo l'indiscutibile maestro
del rosa Salani. Negli anni Venti (fra il 1922 e il 1927) il compenso
di Micheli per disegno variava fra le 150 e le 200Lire.
Incluso nella mostra "Immagini
e retorica di regime, Bozzetti originali di propaganda fascista 1935-1942",
Museo Civico, Sansepolcro 27 settembre 2001 30 gennaio 2002, dedicata
alla illustrazione della propaganda fascista.
Micheli mori nel 1943 a Bibbiena dove la famiglia si era
rifugiata per sfuggire ai bombardamenti. La moglie gli sopravisse solo di sei
anni e mori anche essa come il fratello di una lunga e penosa malattia. Micheli,
la moglie e la figlia Leonarda sono sepolti con altri membri della famiglia Girard
al cimitero degli Allori a Firenze.
(Source: Silvia Serreli & other
sources masked)

Collezione privata — Foto courtesy Leonardo Becherucci
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE :
Sophie de Ségur, "Memorie d'un asino",
disegni di Alberto Micheli, Firenze, 1924.
Ugo SCOTTI BERNI : "La Fiamma nel cuore", Una tavola a colori
di A.Micheli e illustrazioni in nero di E.Toschi, Salani, 1930.
Ada Soria: "Fiori con Fiori" coll. Grandi Piccoli Libri, Salani,
1933.
Frances Hodgson Burnett: "Un piccolo Lord", Salani, 1935.
Trudi Müller:"La strada della valle", copertina illustrata
di A. Micheli, Salani, 1949 (1a ed: 1943)
Alfredo Baccelli, "Nell'ombra dei vinti" , ill. di
Alberto Micheli, Biblioteca delle Signorine
Exclusive by Anna Levi & Lia Madorsky
2002-2010 © bibliotecadeimieiragazzi.com
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Fiammetta 1896:
a ds dall'alto: Signorini, Kienerk, Micheli, Scarselli.


Novissima 1903

Novissima 1902


Baroness von Hutten, Pamela, 1936
Una delle numerosissime
illustrazioni eseguite da Micheli
per la Biblioteca delle Signorine

Ritratto della Signora FP ca1910

Nell'ombra dei vinti , ill. di A. Micheli
Biblioteca delle Signorine

Cimitero degli Allori
La tomba di A Micheli
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