75S. Le nuove avventure di Sussi e Biribissi, 1951.
Paolo Lorenzini, nasce a Firenze nel 1876, nella Parrocchia
di San Lorenzo, il primo di dieci figli di Ippolito e Giulia Morelli una giovane
sedicenne, figlia di Agostino, un ex maestro di scuderia del duca Roberto di
Parma e di una cameriera. Fu battezzato praticamente con tutti i nomi dei maschi
di famiglia: Paolo, Giuseppe, Luigi, Agostino, Domenico Angiolo, Carlo.
Il padre che ha sempre vissuto precariamente, ha finalmente
un lavoro stabile, impiegato al Comune di Firenze. Egli é fratello
cadetto (di sedici anni) di Carlo Lorenzini scrittore con lo pseudonimo Collodi.
Viene battezzato col il nome dello zio Paolo, che divenuto direttore della
Manifattura Ginori, fu in grado di aiutare finanziariamente i numerosi componenti
della poverissima famiglia Lorenzini, specie Ippolito che era sempre indebitato
e che i fratelli aiutavano sia direttamente che indirettamente pagando i conti
dei fornitori.
Il piccolo Lorenzini passa le vacanze estive a Castello nella
villa «Il
Bel Riposo» in via della Petraia,
ospite dello zio Paolo e la moglie Luisa, che non avevano figli e con la nonna
Angiolina Orzali , con cui fino a sei anni visse più che con la
madre e occasionalmente con lo zio Carlo. Fin da ragazzino
dimostra un temperamento vivace che lo porterà a
avere una vita avventurosa.
Con l'aiuto di entrambi gli zii frequenta "con
buon esito" le ginnasiali al Collegio Cicognini di Prato, poi il Collegio
Militare in via della Scala Firenze che abbandonò per motivi di salute
e l'Istituto Tecnico di Firenze nella sezione Fisica-Matematica che attende di
malavoglia poiché, scrivere, "il
vizio di famiglia" lo
aveva già colto. Infatti oltre allo zio Carlo, anche il padre Ippolito
fu scrittore con lo pseudonimo Icilio Cortona.
Giovanissimo emigra in Argentina, dove giá si trovavano molti Lorenzini.
Imbarcatosi a Genova, arrivò a Buenos Aires il 24 giu.
1897, viaggiando in seconda classe sulla nave Perseo. Nella lista
passeggeri si dichiara "anni 22, non accompagnato, cattolico, celibe,
sa leggere e scrivere, professione: civile". Arrivato con duecento
lire in tasca,
per sopravvivere é costretto a fare vari mestieri: commerciante, assicuratore,
corriere postale, peone, farmacista a Belgrano
(dovetti
adattarmi a tutto, anche a studiare
farmacia e per forza di cose, finii per diplomarmi dopo
tre anni in quella disciplina)
Ritornato in Italia debutta nel 1900 con una raccolta di poesie Canti
Mesti (Tipografia Baroni e Lastrucci, via Folco Portinari
3/3, 1900)
e in seguito si dedica alla prosa scrivendo sopratutto per i ragazzi e sfruttando
in numerosi romanzi il personaggio di Pinocchio, inventato dallo zio Carlo.
Seguono "Le
avventure di Chifellino, libro per i ragazzi", Bemporad R. & Figlio
1902, ill. Carlo Chiostri, e "Sussi e Biribissi", 1902 per cui ricevette
da Salani la somma di 200Lire.
Negli anni Trenta lavora all'EIAR come presentatore-animatore del programma "Il Cantuccio dei bambini" raccontando storie che furono poi
raccolte in volume, illustrate da Roberto Lemmi.
Nel
1932 divenne il primo direttore responsabile del settimanale "Topolino" edito
dall'editore Nerbini di cui fu molto amico. Introdusse il no1, del 31 Dic.
1932 con l'editoriale: Due paroline di Topolino ai suoi lettori .
Nel giugno 1934 la direzione passò a Mario Nerbini.
Pare infatti che Lorenzini si sia licenziato perché da striscie
con testo rimeggiato (Topolino dal rinchiuso, fatto ardito, anzi gradasso,
al bestione in pieno muso scaglia dritto un grosso sasso), Topolino
sia passato ai balloons americani che Lorenzini detestava, ma
continuò a collaborare almeno saltuariamente.
Successivamente, sempre per Nerbini, Lorenzini diresse L'Avventuroso
fondato nel 1934, "Giungla!" e
nel 1938 il giornale a fumetti Pinocchio
che chiuse dopo trenta numeri. Nel 1938 conobbe quindi il regista italiano
Fellini che passò qualche mese lavorando per Nerbini.
Nel 1935 Corrado Sarri illustrò l'albo "Il gaucho nero".
con testo di Lorenzini per la collana «Avventura» illustrata
di Nerbini.
Partecipò all realizzazione del film (1936) I
due sergenti diretto da Enrico Guazzoni con Gino Cervi e Alida Maria
Altenburger (ovvero Alida Valli al suo debutto cinematografico), tratto
dal suo "I due sergenti: romanzo
dell'epoca napoleonica: sulla trama del dramma di D'Aubigny",
Firenze, 1932 (ICCU).
Lorenzini partecipò come consulente tecnico anche a
una poco conosciuta versione cinematografica di Pinocchio, Le avventure
di Pinocchio diretto nel 1947 da Gianetto Guardone e interpretato da
Sandro Tomei (Pinocchio), Vittorio Gassman (Il Pescatore Verde), Mariella Lotti
(la Fata Turchina) ed Erminio Spalla (Mangiafuoco) che non ebbe molto successo,
ma é considerata da alcuni critici molto superiore alla recentissima versione
a colori del regista italiano Benigni.
La cinematografia era attiva in Toscana sin dal 1933, negli studi Tirrenia Film (la prima città del cinema italiano) e più di un illustratore della BMR vi prese parte con varie prestazioni (sceneggiature, illustrazione per manifesti, disegnatori di sets, animazione, etc.)
Lorenzini mantenne continuamente viva la memoria dello zio
Carlo e ne scrisse una biografia: Collodi e Pinocchio, Coll. L'ulivo,
n°59, A. Salani, 1954 ampliando una memoria che aveva scritto nel novembre
1930 su La Lettura, (on line BIBLIOTECA BRAIDENSE) in cui descriveva
lo zio come persona privata, non come letterato. In esso ammise che lo zio non
era molto espansivo con lui "poche volte ebbi da lui un bacio".
Tuttavia lo zio lo portava con sé a passeggiare spesso "col tranvay
a vapore fino alle Cascine" che era la passione del piccolo Paolo,
incitandolo a conversare e ascoltandolo con piacere.
Paolo Lorenzini fu il più informato sulla vita dello
zio Carlo poichè il padre Ippolito era in possesso di quelle che furono
chiamate Le Carte Collodiane ricevute dalla cognata Luisa alla morte
del marito Paolo.
Nel 1940 uscì in America la fantasia animata disneo-hollywoodiana Pinocchio,
che ebbe un enorme successo di pubblico e critica anglosassone. L'unica obiezione
venne da Paolo Lorenzini, che chiese con insistenza al Ministero della Cultura
Popolare di far causa a Walt Disney per diffamazione perchè il regista
aveva travisato il burattino in maniera da farlo sembrare un americano. Una richiesta
non del tutto infondata che Mussolini non perseguì avendo, all'epoca,
altri problemi da affrontare. Del resto, al momento, Mussolini era
in buoni rapporti personali con Walt Disney avendolo ricevuto in visita privata
(con foto autografa) ben due volte negli anni Trenta. In quanto
ai diritti letterari della traduzione, negli USA essi appartenevano all'editore
John C. Winston Co. di Philadelphia che li aveva acquisiti nel 1923 e li rinnovò nel
1951.
Lorenzini era conosciuto in America sin dal 1919 grazie alla
publicazione della versione inglese di "Il cuore di Pinocchio" che,
uscito in Italia nel 1917, fu pubblicato negli USA da Harper&Brothers nel
1919, e godette di un certo successo essendo in ristampa fino al 1933, ma è più che
probabile che la publicazione fu dovuta alla celebrità del
protagonista che al valore intrinseco del libro che racconta le avventure di
Pinocchio dall'entrata in guerra dell'Italia nel 1915 fino alla morte dell' imperatore
Francesco Giuseppe nel 1916. Pur ribollendo di fermenti patriottici, il libro è un'implicita
condanna della guerra. Personalmente Lorenzini non aveva alcuna passione per
la vita militare: essendo stato riformato per un vizio cardiaco non partecipò a
nessuna guerra.
Poliglotta tradusse anche alcuni testi stranieri (es: I
racconti di Natale di scrittori italiani e stranieri, raccolti e tradotti
da Paolo Lorenzini Ed. Nerbini, 1945).
Scrisse anche qualche romanzo poliziesco ("Il segreto di Stato", Nerbini,
1937, "L'ultimo convegno", Nerbini, 1942).
Poco conosciuta è la sua attività di ghost
writer (come Cassone, Chiosso e Greco) per Bemporad per finire trame o sviluppare
titoli lasciati da Emilio Salgari, che vennero poi pubblicati o sotto il nome
del Salgari o di uno dei due figli Omar e Nadir. Nella loro corrispondenza Omar
scriveva su carta intestata "puntigliosamente minacciosa" «Omar
Salgari, erede di Emilio, via Mantova 35, Torino» e Lorenzini
rispondeva firmandosi
«Paolo Lorenzini-Collodi-Nipote».
La sua autobiografia Aspettando la morte (visione di una vita duramente vissuta) fu pubblicata da Salani.
Lorenzini condivise l'ideologia politica dell'epoca.
Lorenzini fu tradotto in francese
dalla contessa de Gencé, [Marie-Louise Blondeau, Mme Pouyollon,
1872 - 1951? (BNF)]:
— Lorenzini, Paolo (sous le pseud.: Collodî neveu), Sussi
et Biribissi, ill. A. Rapeno, Bibliothèque amusante pour
la jeunesse, A. Michel, ed. 1950.
— Collodi jeune: Les Aventures de Berlingot (Chiffellino),
Traduit et adapté par la comtesse de Gencé, Paris, Albin Michel, éditeur,
1924.
Nonostante una vasta produzione solo il primo Sussi sopravvive
ristampato con regolarità fino a tempi recentissimi. Le avventure complete
di Sussi e Biribissi comprendono anche il poco conosciuto terzo volume "Sussi
e Biribissi in giro per il mondo" pubblicato circa 1956.
Lorenzini fu sposato ed ebbe due figli:
"ho sempre tirato avanti la famiglia e condotti due figliuoli ad
una professione".
Testimone di
due epoche, quella della Toscana postducale e quella del Ventennio, Paolo Lorenzini
mori a 82 anni a Firenze ed é sepolto
nella tomba di famiglia a San Miniato.
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Vedasi l'attività giornalistica di Paolo Lorenzini
in ANONIMA FUMETTI
BIOGRAFIA in Collodi e Pinocchio
BIBLIOGRAFIA in ICCU
ALTRE OPERE:
Sulla via della Gloria, romanzo umoristico per ragazzi,
Carra, Roma, s.d. (inizio 900), cop. ill. a col. di M.S.
Il cuore di Pinocchio - nuove avventure del celebre burattino Bemporad&figlio,
1917
The Heart of Pinocchio, New Adventures of the Celebrated Little Puppet, by
Collodi Nipote, Ill. by J.R. Flanagan, Adapted from the Italian by Virginia Watson,
New York, Harper & Bro., 1919.
Re Meneimpipo; visioni di sogno d'una testolina bislacca,
ill. e cop a colori di D. Betti. [Firenze, R. Bemporad & f.°,
1929] (LoC)
Quel briccone di Paolino al microfono dell' E. I. A. R.: divagazioni
su birichinate vecchie e nuove radiotrasmesse da un eterno ragazzo, Paolo
Lorenzini (Collodi Nipote), con illustrazioni e coperta a colori di Roberto
Lemmi, Marzocco, 1940
Le scarpette di lucertola, Collana: I romanzi del disco azzurro
n. 18
Nerbini 1943
La compagnia della morte romanzo di cappa e spada, Nerbini,
1944.
Nel
regno degli Incas, Ill. B/N di R. Squillantini, Collana
I libri meravigliosi, pp.146, Firenze, Salani 1957
Canzonette con parole di Paolo Lorenzini:
All'erta, marinar: Canzone di guerra del marinaio italiano di Ettore Dal Lastego, parole di Paolo Lorenzini, 1916.
Madonna fiorentina Serenata di Vincenzo Billi, versi di P. Lorenzini [Collodi nipote] 1928
O rondinella, camicina nera: canzone patriottica di Vincenzo Billi, parole di Paolo Lorenzini, 1936.
BIBLIOGRAFIA in ICCU
(sources: Stefan Kanfer & Hannah Kovos, London and Istanbul &
Fondazione Giovanni Agnelli - Italiani nel Mondo & other sources
masked)