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Testo depositato allla Société des Gens de Lettres de France il 23 novembre 2010, incluso nel nuovo libro di Anna Levi Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi, Bibliografia e Informazione, 2012.


COLLODI Nipote
(Firenze 12 gennaio 1876 — 31 maggio 1958)

39S. Sussi e Biribissi: Storia di un viaggio verso il centro della terra, 1934.
75S. Le nuove avventure di Sussi e Biribissi, 1951.

 

Collodi Nipote è lo pseudonimo di Paolo Lorenzini che nasce a Firenze nel 1876, nella parrocchia di San Lorenzo, il primo di dieci figli di Ippolito e Giulia Morelli una giovane sedicenne, figlia di Agostino, un ex maestro di scuderia del duca Roberto di Parma e di una cameriera. Fu battezzato praticamente con tutti i nomi dei maschi di famiglia: Paolo, Giuseppe, Luigi, Agostino, Domenico, Angiolo, Carlo.
Il padre che ha sempre vissuto precariamente, ha finalmente un lavoro stabile, impiegato al Comune di Firenze. Egli è fratello cadetto (di sedici anni) di Carlo Lorenzini scrittore con lo pseudonimo Collodi.
Lo zio Paolo, diviene direttore della Manifattura Ginori, ed è in grado di aiutare finanziariamente i numerosi componenti della poverissima famiglia Lorenzini, specie Ippolito che era sempre indebitato e che i fratelli aiutavano sia direttamente che indirettamente pagando i conti dei fornitori.
Il piccolo Lorenzini dimostra fin da ragazzino un temperamento vivace che lo porterà a avere una vita avventurosa. Passa le vacanze estive a Castello nella villa Il Bel Riposo, in via della Petraia, ospite dello zio Paolo e la moglie Luisa, che non avevano figli e con la nonna Angiolina Orzali, con cui fino a sei anni visse più che con la madre. Occasionalmente arriva anche lo zio Carlo.
Con l'aiuto di entrambi gli zii frequenta «con buon esito» le ginnasiali al Collegio Cicognini di Prato, poi il Collegio Militare in via della Scala a Firenze che abbandonò per motivi di salute e l'Istituto Tecnico di Firenze nella sezione Fisica-Matematica che attende di malavoglia poiché, scrivere, «il vizio di famiglia» lo aveva già colto. Infatti oltre allo zio Carlo, anche il padre Ippolito fu scrittore con lo pseudonimo Icilio Cortona.
Giovanissimo emigra in Argentina, dove giá si trovavano molti Lorenzini. Imbarcatosi a Genova, arrivò a Buenos Aires il 24 giugno 1897, viaggiando in seconda classe sulla nave Perseo. Nella lista passeggeri si dichiara «anni 22, non accompagnato, cattolico, celibe, sa leggere e scrivere, professione: civile». Arrivato con duecento lire in tasca, per sopravvivere è costretto a fare vari mestieri: commerciante, assicuratore, corriere postale, peone, farmacista a Belgrano «dovetti adattarmi a tutto, anche a studiare farmacia e per forza di cose, finii per diplomarmi dopo tre anni in quella disciplina» scrisse nella sua autobiografia.
Ritornato in Italia, e impiegatosi come farmacista, visse fra Venezia e Roma ritornando definitivamente a Firenze nel 1919.
Debutta nel 1900 con una raccolta di poesie Canti Mesti (Tipografia Baroni e Lastrucci, via Folco Portinari 3/3, 1900) e in seguito si dedica alla prosa scrivendo sopratutto per i ragazzi e sfruttando in numerosi romanzi il personaggio di Pinocchio, inventato dallo zio Carlo. Seguono Le avventure di Chifellino, libro per i ragazzi, Bemporad R. & Figlio 1902, ill. Carlo Chiostri, e Sussi e Biribissi, 1902 per cui ricevette da Salani la somma di 200Lire. Negli anni Trenta lavora all'EIAR come presentatore-animatore del programma Il Cantuccio dei bambini raccontando storie che furono poi raccolte in volume, illustrate da Roberto Lemmi.

Nel 1932 divenne il primo direttore responsabile del settimanale Topolino edito dall'editore Nerbini di cui fu molto amico. Introdusse il n°1, del 31 dicembre 1932 con l'editoriale: "Due paroline di Topolino ai suoi lettori".
Nel giugno 1934 Lorenzini si licenziò con una lettera aperta perché da striscie con testo rimeggiato «Topolino dal rinchiuso, fatto ardito, anzi gradasso, al bestione in pieno muso scaglia dritto un grosso sasso», Topolino passò ai balloons (fumetti) americani che Lorenzini detestava, quando Nerbini ottenne la licenza ufficiale di riproduzione italiana da Walt Disney, ma ne ridivenne direttore per gli ultimi numeri in edizione Nerbini.
Successivamente, sempre per Nerbini, Lorenzini diresse L'Avventuroso fondato nel 1934, Giungla! e nel 1938 il giornale a fumetti Pinocchio che chiuse dopo trenta numeri. Nel 1938 conobbe quindi il regista italiano Fellini che passò qualche mese lavorando per Nerbini.
Nel 1935 Corrado Sarri illustrò l'albo Il gaucho nero. con testo di Lorenzini per la collana Avventura illustrata di Nerbini.Partecipò alla realizzazione del film I due sergenti (1936) diretto da Enrico Guazzoni con Gino Cervi e Alida Maria Altenburger (ovvero Alida Valli al suo debutto cinematografico), tratto dal suo I due sergenti: romanzo dell'epoca napoleonica: sulla trama del dramma di D'Aubigny, Firenze, 1932.Lorenzini partecipò come consulente tecnico anche a una poco conosciuta versione cinematografica di Pinocchio, Le avventure di Pinocchio diretto nel 1947 da Gianetto Guardone e interpretato da Sandro Tomei (Pinocchio), Vittorio Gassman (Il Pescatore Verde), Mariella Lotti (la Fata Turchina) ed Erminio Spalla (Mangiafuoco) che non ebbe molto successo, ma è considerata da alcuni critici molto superiore alla versione a colori del regista italiano Benigni. La cinematografia era attiva in Toscana sin dal 1933, negli studi Tirrenia Film (la prima città del cinema italiano) e più di un illustratore della Biblioteca dei Miei Ragazzi vi prese parte con varie prestazioni (sceneggiature, illustrazione per manifesti, disegnatori di sets, animazione, etc.) Lorenzini mantenne continuamente viva la memoria dello zio Carlo e ne scrisse una biografia: Collodi e Pinocchio, Coll. L'ulivo, n°59, A. Salani, 1954, ampliando una memoria che aveva scritto nel novembre 1930 su La Lettura, in cui descriveva lo zio come persona privata, non come letterato. In esso ammise che lo zio non era molto espansivo con lui «poche volte ebbi da lui un bacio». Tuttavia lo zio lo portava con sé a passeggiare spesso «col tranvay a vapore fino alle Cascine» passeggiata che era una vera passione per piccolo Paolo, incitandolo a conversare e ascoltandolo con piacere.Paolo Lorenzini fu il più informato sulla vita dello zio Carlo poichè il padre Ippolito era in possesso di quelle che furono chiamate "Le Carte Collodiane" ricevute dalla cognata Luisa alla morte del marito Paolo. Ippolito le lasciò  poi in donazione alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Nel 1940 uscì in America la fantasia animata disneo-hollywoodiana Pinocchio, che ebbe un enorme successo di pubblico e critica anglosassone. L'unica obiezione venne da Paolo Lorenzini, che chiese con insistenza al Ministero della Cultura Popolare di far causa a Walt Disney per diffamazione perchè il regista aveva travisato il burattino in maniera da farlo sembrare un americano. Una richiesta non del tutto infondata che Mussolini non perseguì avendo, all'epoca, altri problemi da affrontare. Del resto, al momento, Mussolini era in buoni rapporti personali con Walt Disney avendolo ricevuto in visita privata (con foto autografa) ben due volte negli anni Trenta. In quanto ai diritti letterari della traduzione, negli Usa essi appartenevano all'editore John C. Winston Co. di Philadelphia che li aveva acquisiti nel 1923 e li rinnovò nel 1951. Lorenzini era conosciuto in America sin dal 1919 grazie alla publicazione della versione inglese di Il cuore di Pinocchio che, uscito in Italia nel 1917, fu pubblicato negli Usa da Harper&Brothers nel 1919, e godette di un certo successo essendo in ristampa fino al 1933, ma è più che probabile che la publicazione fu dovuta alla celebrità del protagonista che al valore intrinseco del libro che racconta le avventure di Pinocchio dall'entrata in guerra dell'Italia nel 1915 fino alla morte dell' imperatore Francesco Giuseppe nel 1916. Pur ribollendo di fermenti patriottici, il libro è un'implicita condanna della guerra. Personalmente Lorenzini non aveva alcuna passione per la vita militare: essendo stato riformato per un vizio cardiaco non partecipò a nessuna guerra. Poliglotta tradusse anche alcuni testi stranieri (es: I racconti di Natale di scrittori italiani e stranieri, raccolti e tradotti da Paolo Lorenzini Ed. Nerbini, 1945). Scrisse anche qualche romanzo poliziesco (Il segreto di Stato, Nerbini, 1937, L'ultimo convegno, Nerbini, 1942).
Poco conosciuta è la sua attività di ghost writer (come Cassone, Chiosso e Greco) per Bemporad per finire trame o sviluppare titoli lasciati da Emilio Salgari, che vennero poi pubblicati o sotto il nome del Salgari o di uno dei due figli Omar e Nadir. Nella loro corrispondenza Omar scriveva su carta intestata "puntigliosamente minacciosa": «Omar Salgari, erede di Emilio, via Mantova 35, Torino» e Lorenzini rispondeva firmandosi «Paolo Lorenzini-Collodi-Nipote». La sua autobiografia Aspettando la morte (visione di una vita duramente vissuta) fu pubblicata da Salani.
Lorenzini, insieme agli amici Sarri e Lemmi condivise l'ideologia politica dell'epoca.
Fu tradotto in francese dalla contessa de Gencé, (Marie-Louise Blondeau, Mme Pouyollon, 1872-1951?).

— Lorenzini, Paolo (sous le pseud. Collodî neveu), Sussi et Biribissi, ill. A. Rapeno, Bibliothèque amusante pour la jeunesse, A. Michel, ed. 1950.
— Collodi jeune: Les Aventures de Berlingot (Chiffellino), Traduit et adapté par la comtesse de Gencé, Albin Michel, 1924.

Nonostante una vasta produzione solo il primo Sussi sopravvive ristampato con regolarità fino a tempi recentissimi. Le avventure complete di Sussi e Biribissi comprendono anche il poco conosciuto terzo volume Sussi e Biribissi in giro per il mondo pubblicato circa 1956. Lorenzini fu sposato ed ebbe tre figli, uno dei quali, Vieri morì nel 1908 a soli due giorni: «ho sempre tirato avanti la famiglia e condotti due figliuoli ad una professione».
La moglie era Antonietta Vianello, una ragazza veneziana nata nel 1892 che sposò nel 1902 a Venezia da cui ebbe, oltre a Vieri, Mario nato a Venezia nel 1909 che divenne ragioniere impiegato di banca e Maria nata a Roma nel 1905, professoressa di lettere. Nel 1942, Maria sposò  un collega, ma dopo due mesi tornò a vivere coi genitori e nel 1949 il suo matrimonio fu annullato.Testimone di due epoche, quella della Toscana postducale e quella del Ventennio, Paolo Lorenzini mori di vecchiaia a 82 anni a Firenze ed è sepolto nella tomba di famiglia a San Miniato.

Bibliografia essenziale

Sulla via della gloria, romanzo umoristico per ragazzi, Carra, Roma, s.d. (inizio 900), cop. ill. col. di M.S.
Il cuore di Pinocchio-nuove avventure del celebre burattino Bemporad&figlio, 1917
The Heart of Pinocchio, New Adventures of the Celebrated Little Puppet, by Collodi Nipote, ill. by J.R. Flanagan, Adapted from the Italian by Virginia Watson, New York, Harper & Bro., 1919.
Re Meneimpipo; visioni di sogno d'una testolina bislacca, ill. e cop a colori di D. Betti. [Firenze, R. Bemporad & f.°, 1929]
Quel briccone di Paolino al microfono dell'E. I. A. R.: divagazioni su birichinate vecchie e nuove radiotrasmesse da un eterno ragazzo, Paolo Lorenzini (Collodi Nipote), ill. e cop. col. di R. Lemmi, Marzocco, 1940
Le scarpette di lucertola, I romanzi del disco azzurro n° 18, Nerbini 1943
La compagnia della morte romanzo di cappa e spada, Nerbini, 1944.
Nel regno degli Incas, ill. R. Squillantini, I libri meravigliosi, pp.146, Firenze, Salani 1957

Canzonette con parole di Paolo Lorenzini:
All'erta, marinar: Canzone di guerra del marinaio italiano di Ettore Dal Lastego, parole di Paolo Lorenzini, Venezia, 1916.
Madonna fiorentina Serenata di Vincenzo Billi, versi di P. Lorenzini [Collodi nipote], 1928
O rondinella, camicina nera: canzone patriottica di Vincenzo Billi, parole di Paolo Lorenzini, 1936.
Ricco, Fortunato-Al Leone d'Italia: Canto e piano. Parole di P. Lorenzini (Collodi Nipote), Venezia, 1912

Biografia in Collodi e Pinocchio, Coll. L'ulivo, n° 59, A. Salani, 1954
Vedasi l'attività giornalistica di Paolo Lorenzini in Anonima Fumetti

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(sources: Stefan Kanfer & Hannah Kovos, London and Istanbul &  Fondazione Giovanni Agnelli: Italiani nel Mondo & Vita, tempeste, sciagure di Salgari il padre degli eroi, G Arpino & R.Antonetto, Rizzoli, 1982 & other sources masked)

 



Paolo Lorenzini, ca 1920
da Collodi e Pinocchio
(courtesy Lia Madorsky)

 



coll. Maria Kovos, London

 



coll. Maria Kovos, London

 


 



Canti Mesti
con dedica dell'Autore.
courtesy
Giampiero Palazzo www.collezionando.it

 



ca. 1900, ed. Carra, Roma

 


 



courtesy
Studio Bibliografico Pera

 


 



courtesy
Libreria Franco Volta, Roma

 


 


 



Nerbini, 1943

 




Sussi e Biribissi, 1902