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BIBLIOTECA DEI MIEI RAGAZZI

Le Pagine Mancanti e la Zia Amorevole

Bibliofila innanzi tutto, esperta bibliografa, collezionista consumata, profonda conoscitrice di libri per l'infanzia e in particolare delle edizioni Salani, Lia Madorsky ha avuto una vita avventurosa.

Il padre, nato ad Harbin, in Manchuria — dove esistevano fiorenti comunità ebraiche installatevisi sin dalla fine dell'Ottocento — si era laureato in medicina a Bologna nel 1938 e aveva sposato una signorina bolognese. Allo scoppio della guerra per evitare le persecuzioni razziali, egli ritornò in Cina stabilendosi a Shangai con la moglie. La giovane coppia viaggiò sul "Conte Rosso" il mitico piroscafo che era stato decorato da artisti fiorentini, fra cui il padre dell'illustratrice della BMR, Maria Augusta Cavalieri.
A bordo, la madre di Lia descrisse il favoloso arredamento della prima classe nelle lettere su carta intestata della nave, che inviò alla famiglia, e che Lia ancora conserva.

Contemporanea di Jim, l' eroe di Empire of the Sun di J.G. Ballard, Lia nacque a Shangai e passò i primi anni della sua vita nella Concessione Internazionale, testimone, come Jim, dell'invasione giapponese. Non é del tutto impossibile pensare che Jim e Lia si siano forse incontrati a un party in costume, come quello che apre la storia autobiografica di Ballard.

Nel 1947 i Madorsky rientrarono in Italia dove viveva ancora parte della loro famiglia. Lia che parlava (e parla ancora) russo, francese, inglese e cinese, imparò l'italiano anche dai libri della Biblioteca dei Miei Ragazzi.

Lia ha contribuito al sito della Biblioteca dei Miei Ragazzi con innumerevoli immagini, tutte derivate dalle sue collezioni private.
Con la sua conoscenza bibliografica, Lia Madorsky ha dato un contributo decisivo alla scoperta del testo originale di "Il Fanciullo che venne dal Mare".

Il racconto di Lia

Era il 1947. Appena tornati (o meglio scappati) da Shanghai, la nostra prima tappa fu Bologna. Attorniata da sei zie che facevano a gara a coccolarmi ed insegnarmi a parlare italiano, mi sentii quasi subito più portata verso la zia Momi, la maggiore, la "mamma" di tutte.
Sono sicura che l'attrazione era dovuta a quei bellissimi librini che mi leggeva e che erano parte della collezione di famiglia: La prediletta, Due ragazzi e una scimmia, Sim ragazzo abissino, Il segreto dell'uomo di ferro.

A Il Segreto dell'Uomo di Ferro sono particolarmente legata, ora più che mai; è così scarabocchiato, sciupato, ma ha internamente due fogli di quaderno su cui sono state scritte a mano due pagine mancanti. Non potendo ricomprarne un'altra copia, mia zia andò' in biblioteca e le ricopio'. Questi quattro libri mi hanno seguito sempre e sono stati l'inizio della mia completa collezione, con addirittura doppie e triple edizioni, sono stati letti, riletti, accarezzati, amati, ma Oddone di Rambona, Susetta e Gianni trasmettono qualcosa in più.

Lia Madorsky, 2006


Il Segreto dell'Uomo di Ferro, Salani, 1941
Le pagine ricopiate a mano dalla zia Momi

Il segreto delL'uomo di Ferro, Salani, 1941
La dedica della zia Momi