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from http://www.cdt.ch/magazinearch/191299/magazine/sala.htm (Note: the text of the interview with Mrs Mazzitelli has been published also in "Il Giornale di Vicenza", 5/3/99 signed by Emanuele Buffetti, under the title "Storia di un piccolo editore che ha ripreso a volare")
Sabato 18 e domenica 19 dicembre 1999 |
| Salani, non solo fiabe sugli
scaffali A colloquio con Maria Grazia Mazzitelli, direttrice della casa editrice - Un'impresa che ha quasi 150 anni e che è divenuta famosa per le sue pubblicazioni destinate ai ragazzi - Alla ricerca di una letteratura per i giovani lettori intelligente e spigliata, non didascalica |
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È uno dei più straordinari casi editoriali degli ultimi anni in area culturale italiana. La Storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, romanzo di Luis Sepúlveda da cui è anche stato tratto un delizioso cartone animato, occupa da un anno i vertici delle classifiche dei libri più venduti. Un bel successo per la sua casa editrice, la Salani: una firma storica, ma minore, che si è vista di colpo proiettata nell'empireo dei grandi. Una condizione che affronta con la tranquillità di chi ha alle spalle una lunga vita fitta di esperienze spesso vincenti, soprattutto negli anni Venti e Trenta.
È il 1862 quando dal torchio di legno del tipografo fiorentino Adriano Salani cominciano a uscire i primi "Fogli", canzoni popolari, spesso di carattere politico, che invadono i borghi e le campagne intorno a Firenze. A quest'uomo che aveva fatto solo l'"abbacchino", ossia la prima elementare, era venuta l'idea di diffondere le canzoni e gli inni che in quei tempi incendiavano gli animi, le gesta dei Reali di Francia o del Guerrin Meschino. Ai "Fogli" si aggiungono presto le "Storie", piccoli fatti di cronaca nera come Il mistero del cadavere ripescato in Arno, La ragazza che si è buttata nel pozzo... Sulla scia della moda del feuilleton i "Fogli" diventano opuscoli e infine libri. Sono libri garbati, che propongono buoni sentimenti e storie appassionanti con un linguaggio semplice, e che, come ha ricordato Valentino Bompiani, potevano "essere comprati ad occhi chiusi", anche perché l'editore li contrassegnava con una sigla: (A) per adulti, ( C) cautela, (S) per signorine, (G) per i giovani, (T) per tutti. Su questa classificazione si costruisce il successo della Salani che, passata ad Ettore, figlio di Adriano, fonda collane e pubblica autori oggi divenuti leggendari. Tra le collane c'è "La biblioteca dei miei ragazzi", che con i suoi volumi dalla copertina rigida e tutta illustrata ha nutrito intere generazioni di giovani lettori; e c'è "La biblioteca per signorine", con i romanzi di Carolina Invernizio - più di cento titoli di grande successo - o della "Delly", che in realtà era un ingegnere che lavorava in Francia. Un altro filone assai riuscito è quello religioso. Nel 1987 Luigi Spagnol (scomparso poche settimane fa), direttore della Longanesi, ha comprato la Salani, nel frattempo ridotta in gravi difficoltà. Il nuovo proprietario, che si è trovato in mano un patrimonio di testi e di illustrazioni (di Chiostri, Mazzanti, Cavalieri: un archivio di notevole importanza), ha puntato a restituire vigore alla vecchia casa editrice, rimanendo sul terreno dell'editoria di settore, in particolare per ragazzi, ma facendo germogliare su di esso nuove idee. Di tutto questo parlo con Maria Grazia Mazzitelli, direttrice editoriale della Salani. Quali sono stati i grandi successi storici della sua casa editrice? "Tutti i libri di Carolina Invernizio e, all'interno della celeberrima "Biblioteca dei miei ragazzi", titoli come Otto giorni in una soffitta o La teleferica misteriosa , che abbiamo ristampato in copia anastatica". Dei tre filoni principali è rimasto solo quello dedicato ai ragazzi? "L'intenzione è stata sempre quella di riportare in vita tutti e tre i filoni storici della Salani. Siamo partiti con i libri per i ragazzi, investendo in maniera nuova su un settore piuttosto in crisi, cercando di costituire una letteratura intelligente e spigliata, lontana dalla tradizione italiana del libro per ragazzi, pesante, didascalico. Ma da due anni abbiamo cominciato anche a pubblicare volumi dedicati alle donne. Si tratta di una collana all'avanguardia in Europa, fatta di romanzi leggeri, ironici, sulla vita delle donne nella nostra società. I titoli più venduti sono Gli uomini sono come il cioccolato della tedesca Grube e Superdonna di Hera Lind, due romanzi che dimostrano come possa esistere una letteratura al femminile di successo anche al di fuori del romanzo rosa. Per il futuro stiamo pensando di riprendere anche il terzo filone, quello religioso". La Salani dedica grande spazio alla letteratura straniera per ragazzi... "Seguiamo con grande interesse la produzione estera. In particolare dell'Inghilterra, che è ricca di fermenti in questo ambito: abbiamo avuto il merito di portare in Italia l'opera completa del più grande autore per ragazzi, Roald Dahl. Seguiamo anche il Nord Europa, che possiede una tradizione e una qualità eccezionali in questo settore. Ora stiamo uscendo con autori australiani, cechi e perfino cinesi. Sia come quantità che come qualità la produzione italiana è inferiore a quella dei Paesi citati. Fra i tanti dattiloscritti che ci arrivano è raro che ci sia qualcosa di buono. Di solito manca l'equilibrio tra invenzione narrativa e sviluppo della trama". Che qualità deve avere un buon libro per ragazzi? "Tutte le qualità di un buon libro, con in più una grande facilità di scrittura. Chiarezza e capacità di comunicare un senso di avventura sono due ingredienti indispensabili, che devono legarsi alla possibilità di trovare nel libro la vita, con i suoi problemi e le sue durezze, anche se raccontate con fantasia e ironia". Nel vostro catalogo c'è anche spazio per il brivido. Un buon libro per ragazzi deve anche mettere un po' paura? "Lo spavento è una delle cose che i bambini amano di più. Serve a confrontarsi con la vita: non a caso la paura ha sempre avuto una parte nelle fiabe. Lo spavento, però, non deve mai essere fine a sé stesso, ma dev'essere un mezzo per introdurre dentro il racconto, portare chi legge a interagire col libro. Perciò abbiamo rifiutato molti testi del genere horror, che ci sono sembrati inutili, vuoti". Anche oggi la Salani riserva un'attenzione particolare alle illustrazioni... "Consideriamo le illustrazioni una parte fondamentale dei nostri libri e dedichiamo molte energie alla loro ricerca. Posso dire con orgoglio che abbiano fatto diverse scoperte: tanti illustratori che hanno esordito con la Salani oggi lavorano con le maggiori case editrici". La Salani è diventata di nuovo una casa editrice di successo. È la dimostrazione che i ragazzi leggono ancora? "Leggono fino alla seconda media. Poi, quando cominciano i problemi di identità personale, smettono. La scuola in questo trapasso dà un aiuto pressoché nullo". Mi parli dello strepitoso successo avuto col best-seller di Sepúlveda... "Un giorno Sepúlveda, che è un autore del nostro gruppo (Guanda, N.d.R.), ci disse che stava scrivendo un libro per bambini. Decidemmo allora di inserirlo nel catalogo Salani. Quando, dopo parecchio tempo, finalmente arrivò il dattiloscritto, capimmo subito che si trattava di un libro bellissimo. Ma mai avremmo pensato a un successo come quello che è arriso alla Storia di una gabbianella. È un libro che ha il grande dono della naturalezza, e che, appunto, può essere letto da tutti. Noi pensiamo che sia riduttivo classificare alcuni libri in base alla fascia d'età dei lettori. Ci sono libri che sono per tutti, ossia sono dei classici, nel senso che comunemente si dà a questo termine". Quali altri successi ha al suo attivo la Salani? "Sicuramente Giobbe Covatta: Parola di Giobbe è rimasto un fenomeno unico nel panorama editoriale italiano. Poi tutti i libri di Roald Dahl, e Pennac con l'Occhio del lupo o Abbaiare stanca. E alcuni altri classici come Pippi calzelunghe della Lindgren". |
![]() La copertina di un libro appartenente alla «Biblioteca dei miei ragazzi» della Salani, edito nell'ormai lontano 1931. |
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UN PATRIMONIO CULTURALE
Dagli archivi escono tanti «sogni
di carta» A metà del secolo scorso, in un'Italia non ancora unificata, con una popolazione in larga parte analfabeta e i primi giornali destinati solo alle classi colte, un ruolo importante per la diffusione di una cultura popolare, di base, fu svolto da alcuni intraprendenti e coraggiosi tipografi o edicolanti che s'improvvisarono editori. Uno di questi fu Adriano Salani, tipografo a Firenze, che nel 1862 cominciò la sua attività editoriale puntando soprattutto sulla "nera", passando in seguito a libri di ben altro spessore, storici come l'Ettore Fieramosca di D'Azeglio o favolistici. Fu quest'ultima la branca che ebbe il maggiore sviluppo sul finire dell'Ottocento, grazie alle fiabe scritte da Emma Perodi, Epaminonda Provaglio, Cesare Causa, Collodi, Tommaso Catani, Collodi nipote e altri autori. Fiabe - come dice Roberto Messapi che sta curando la collana La città delle fate che riproporrà celebri libri d'un secolo fa - ricche di "una cifra prevalentemente solare, mediterranea, magica, dove l'orrido è molto raro, e il moralismo rarissimo", favole con "l'incanto stregante dei grandi libri di fiabe mediterranee". Le illustrazioni di disegnatori del calibro di Carlo Chiostri, Enrico Mazzanti, Luigi Cavalieri, Ezio Anichini e tanti altri arricchivano di delicate suggestioni quelle storie, che oggi offrono ai grandi l'occasione per un ritorno al passato e ai piccoli un mezzo per scoprire che per svagarsi non esistono solo la televisione e i videogiochi. La Salani possiede un patrimonio unico: un catalogo di centinaia di titoli di successo, ma soprattutto un archivio di più di 35.000 disegni. Questi, salvati durante l'alluvione di Firenze del 1966 (che disperse invece l'archivio storico dei libri), sono rimasti a lungo accatastati in grossi scatoloni. Adesso, riportati alla luce grazie all'attenta e lunga opera di catalogazione dei nuovi dirigenti della Salani (entrata nel 1986 nel gruppo Longanesi, dopo una lunga crisi), costituiscono il nucleo principale dell'Archivio Storico che la casa editrice ha di recente presentato e messo a disposizione di studiosi e ricercatori. Un archivio che, appunto, non ha eguali in Italia, dal momento che tutti gli altri sono andati perduti. È un vero viaggio nell'immaginario fiabesco, con le fate indiscusse protagoniste di storie che con i loro titoli ci trasportano in vari mondi colorati di giallo, di rosa, di azzurro - Fate e rose, Fate e mimose, Le fate gialle, Fate e violette, mentre una favola di Provaglio, illustrata da Chiostri, si intitola Il cinematografo delle fate, singolare incontro fra la tradizione antica e una novità del Novecento - quasi in un caleidoscopio dei vari generi letterari, dal poliziesco all'educativo, dall'orrido al sentimentale. Sono almeno 120 gli autori dei disegni - ad acquerello o tempera per le tavole a colori, in china per il bianco e nero, di ingenuità ottocentesca, con echi gotici o leggerezze di sapore déco - e tra questi figurano tutti i maggiori illustratori di un secolo fa. Un patrimonio iconografico imponente, che permette di riscoprire e apprezzare il valore di disegnatori che in molti casi furono veri e propri pittori, e che seppero interpretare con intelligenza, originalità e gusto lo spirito dei racconti o delle favole dei tanti autori protagonisti dei decenni a cavallo dei due secoli. Accanto alle collane rivolte ai più piccoli e alle "signorine", come si diceva a quel tempo (i romanzi di Carolina Invernizio, autrice peraltro non priva di risvolti gialli o neri), la Salani pubblicò anche diversi libri polizieschi, secondo la moda del tempo, come i romanzi di Fantomas o quelli di Sherlock Holmes o di Raffles, le cui storie, raccolte nel volume Un ladro notturno, furono illustrate da Chiostri, passato dalle fate al ladro gentiluomo. Un altro tema coltivato fu quello dei briganti e dei pirati, con storie illustrate con disegni che non risparmiavano i particolari più macabri di torture e assassinii. Un misto, poi, di tutti i generi, dal fiabesco al poliziesco e persino al "rosa", fu l'indimenticabile e ineguagliabile collana chiamata "Biblioteca dei miei ragazzi", che accoglieva anche capolavori come I ragazzi della via Paal di Ferenc Molnar e sulle cui pagine si è formata la cultura e si è arricchita l'immaginazione delle generazioni tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta. Va ricordato come tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento furono numerosi gli editori - dall'altro ex-edicolante fiorentino Nerbini, oggi affermato nel campo dei fumetti, al milanese Sonzogno - che scesero in campo, con iniziative spesso concorrenziali fra loro e destinate talvolta a rapida fine. Nell'editoria libraria sul finire del secolo scorso venne dato ampio spazio alle dispense (che si vendevano in migliaia di copie) indicate con titoli anche ripetitivi - Il romanziere poliziesco, I romanzi polizieschi eccetera - senza tuttavia trascurare la letteratura tradizionale, spesso raccolta in varie collane, come la "Biblioteca classica", la "Biblioteca del popolo" o la "Biblioteca romantica economica", per conquistare lettori in tutti i ceti sociali. Tutti questi editori, quelli dimenticati e quelli che hanno superato con coraggio i momenti difficili, hanno scritto una pagina importante nella storia della cultura italiana e hanno favorito, anche attraverso i libri di fiabe o i romanzi gialli, quel lento cammino di avvicinamento alla lettura che, almeno in area culturale italiana, non si è ancora concluso. CARLO SCARINGI Sul «Corriere del Ticino» di mercoledì 15 dicembre 1999 a pagina 49 saved
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