Sposata giovanissima con Mario Cerri, ebbe
un primo figlio Aldo. Separata dal marito, convisse con il pittore pisano Francesco
Manetti, (ca. 1886-1933) dal quale ebbe un altro figlio, Renzo (ca 1914-1934).
Con Manetti passò anni
felici di cui le rimaneva il ricordo delle passeggiate in bicicletta e i picnics
a San Rossore col figlio e il compagno, che portava la sua cassetta per dipingere.
Manetti, un artista dimenticato ai nostri
giorni é l'autore di numerosi affreschi commissionatigli per le chiese
di Pisa: nel 1910 un Sacro Cuore nel Duomo di Pisa, nel 1914 di una Annunciazione nel
Duomo di Pisa e nel 1923 di una tavola raffigurante San
Domenico nella Chiesa
di Santa Caterina a Pisa, copia di un dipinto di Francesco Traini attualmente
al Museo Nazionale di San Matteo. Partecipò sotto la supervisione di Ludovico
Pogliaghi alla restaurazioen del Banco di San Gİorgio sempre a Pisa.
Nel 1933 fece un viaggio alle isole del Dodecanneso,
documentato in un articolo per Le Vie d'Italia, probabilmente con Manetti prima
della sua prematura morte che, dovuta a malattia, fu subitanea.
Copertina di Francesco Manetti, 1921
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Calino in Le vie d'Italia, 1933
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Dopo la morte di Manetti,
anche il figlio Renzo, studente all' Università di Pisa, morì,
suicida, nel 1934. La tragica morte del figlio gettò Bianca Gerin in una
profonda depressione fisica e morale, esasperata dalla solitudine ed espressa
in un costante malinconico desiderio di morte, da cui in pratica non si riebbe
mai, nonostante la vicinanza di fedeli amici fra i quali i più devoti
furono il pittore Renzo Lupo, (nato ad Urbino nel 1913 passò l'adolescenza
fra Pisa e Sarzana dove mori nel 2002) e
lo scrittore Giuseppe Dessì. Lupo, che le fu molto vicino, dipinse il
suo ritratto, la iniziò alla
lettura di Benedetto Croce e nei momenti peggiori di crisi passò lunghe
ore a vegliarla ed ascoltarla.
Gerin conobbe il giovane Giuseppe Dessì (Cagliari
1909-Roma 1977) , studente normalista tramite Lupo nel 1935. Fra i
due si creò un
rapporto spirituale madre-figlio, di affettuoso rispetto reciproco, documentato
in una corrispondenza durata un ventennio raccolta nel carteggio "Le corrispondenze
familiari nell'archivio Dessí" a
cura di Chiara Andrei, Firenze University Press, 2003. Dessi ritrovava in lei"
... fresca e giovanile una qualità rara, unica: la possibilità di
interessarsi alle pene e ai problemi degli amici"
Effettivamente in questa corrispondenza
che rimase per vent'anni al "Lei" formale, la Gerin, a parte del suo
stato di salute e del figlio Renzo, parla relativamente poco della sua vita quotidiana
e personale, interessandosi alla carriera letteraria e alla complicata vita sentimentale
di Dessi, prodiga di consigli e comprensione. e
si riferisce raramente alla propria scrittura: in una lettera (1943) confida
che anch'essa in un periodo della sua vita aveva vagheggiato l'idea di scrivere
un libro, un diario, delle memorie, in un'altra accenna alle noie connesse
alla composizione dei libri di lettura per le scuole, di cui lei si occupa,
in un'altra ai problemi legali connessi con gli affittuari del piano superiore
della sua villetta a Porta Lucca che installattivisi dopo la guerra pagavano
un affitto irrisorio.
La scrittura era per Gerin un mezzo di sussistenza:
Se le sue condizioni fisiche e mentali le avessero permesso di dedicare più tempo
alla scrittura avrebbe vissuto in una certa agiatezza: nel 1939 ricevette da
Salani la rispettabile cifra di 1200Lire
per Il
Romanzo di Frullo.
Ma Gerin era convinta di non essere una grande scrittrice
considerandosi solo un'artigiana che aveva imparato il mestiere. Eppure i giudizi
sui sui scritti sono positivi
Dessi giudicò la sua scrittura "un'
attività modesta che sta alle soglie della poesia e che talvolta può essere
senza pretenderlo vera e propria poesia."
La publicazione di "Aprire la Porta", Ceschina,
1931, fu recensita positivamente anche nelle riviste straniere contemporanee:
—Books Abroad riporta: Bianca Gerin . Aprire la porta
. Milano. Ceschina . A collection of
short stories dealing with the pleasures and charms of provincial life
—The New International
Year Book scrive: Bianca
Gerin , little known among the Italian women writers, made a valuable
contribution to short stories in Aprire la porta (Open the Door; Ceschina, 1931)
—The Booklist By American Library Association: GERIN
BIANCA "Aprire la porta". Ceschina, L.10. Original short stories
told with a fine delicate touch
—Il libro fu anche citato
in "Bulletin of the American Association of Teachers of Italian
By American Association of Teachers of Italian"
A un susseguirsi di malattie alcune probabilmente psicosomatiche (asma, crisi
cardiache, febbri, bronchiti ed eczema) esacerbati da un'insonnia permanente,
che la costringevano a lunghi periodi di immobilità, (passa tutto ottobre
1936 a letto) si aggiunsero difficoltà finanziarie
che ad un certo punto la obbligarono a tenere pensionanti per arrotondare le
entrate:
uno, nel 1941, fu il nipote di Salvatore di Giacomo. Nel 1951 lo stesso Dessi
con l'affetto generoso di un buon amico le regala un costoso apparecchio aereosol
per alleviare le sue crisi di asma.
Il figlio Aldo sposatosi e trasferitosi a Torino, la
Gerin passò un lungo periodo presso di lui, godendo della compagnia del
nipotino che la chiamava "nonna Pigia", nomigliolo con cui scherzosamente
firma alcune lettere a Dessi
Nel 1937 vagheggia l'idea di pubblicare il suo epistolario col figlio Renzo,
ma Dessi la dissuade, commentando che nemmeno il figlio l'avrebbe apprezzata.
Intrattenne rapporti di amicizia anche con
Dario Simoni medico umanista che curava i Savoia durante i loro soggiorni in
Toscana, letterato, cultore di storia e letteratura pisana, autore di San
Rossore nella storia (Olschki, 1910), Coltano e la sua Storia,
Bemporad 1911 ed altri scritti di argomento toscano.
Nel frattempo Renzo Lupo
si era trasferito a Firenze (1936), occupato con l'insegnamento e l'organizzazione
delle mostre dei suoi quadri e viaggi in Sicilia e nel Nord Italia. Infine si
era sistemato a Sarzana. Si sposò nel
1947 con Gina Lusetti e rimase in rapporti con Gerin.
Durante gli ultimi anni della sua vita Gerin
non usciva piu di casa se non accompagnata per qualche rara passeggiata in macchina.
Alla sera, prima di ritirarsi, si preparava una tazza di latte e le medicine
che le avrebbero dato qualche ora di sonno.
Il
suo ultimo protegé fu Enzo Lucarelli un
giovane normalista conosciuto nel 1950, salvatosi per puro miracolo
da un suicidio.
L'attrazione della Gerin per i giovani era
un tentativo di ritrovare in loro il fantasma del figlio: come aveva scritto
a Dessi (1935) "quello
che mi attira verso voi giovani é proprio il vostro tormento. E quanto
piu il vostro tormento assomiglia a quello di Lui, tanto piu vi voglio bene"
Lucarelli
alleviò con
la sua presenza i suoi ultimi anni e la assisté con costante devozione
fino alla fine. Fu lui (come fece anche Renzo Lupo) ad informare
Dessi della morte di Bianca e gli restitui — su istruzioni scritte di Gerin
— le lettere del loro carteggio, che furono molto utili a studiare la personalità dello
scrittore, poichè in
esse egli si abbandonò a quel tipo di confidenze spontanee che avrebbe
probabilmente fatto alla propria madre morta prematuramente.
In una delle
ultime lettere di Bianca, datata 11 gennaio 1957 c'è quasi
il presagio dell'imminente morte che avvenne il 12 marzo 1957.
Giuseppe Dessi ne scrive il necrologio
intitolato "Ricordo
di Bianca",
pubblicato sul quotidiano "Il Tempo" il 29 Ottobre 1957 e nella rivista "Rassegna" nel
numero sett.-dic. 1957.
LE OPERE DI BIANCA GERIN:
— Alla Biblioteca Universitaria di Pisa esiste un componimento poetico
al nome Gerin Cerri Bianca in "Nozze Rossetti - Scaniglia", 10 giugno
1906, pubblicato a Pisa dalla tipografia Prosperi di L. Orsolini, [1906]
— Ufficialmente esordisce
sulla rivista "La Rassegna Nazionale" e su "Cultura moderna" (1910)
con articoli di psicologia infantile.
— Pubblica il suo primo libro Lucciole
: (le gemme della vittoria) con illustrazioni di Francesco Manetti nel 1921
nella
Biblioteca Bemporad per i ragazzi.
— Ma già un suo primo romanzo "C'erano
due perline in un guscio d'uovo" era apparso a puntate nel 1918 su "Primavere
italiane",
raccolto in volume da Paravia nel 1923.
— Collaborò col
geografo Olinto Marinelli a La Toscana di Olinto Marinelli e Averardo
De' Negri per gli Almanacchi regionali Bemporad per i ragazzi, 1925.
(Figlio di Giovanni, Olinto Marinelli, cartografo
e geografo fu professore di geografia a Firenze dal 1902 al 1926).
— Il romanzo di Frullo (Salani, 1941) apparve a puntate nel 1936
(nn 39-50) sul "Corriere dei Piccoli" col titolo "Le strade invisibili".
— Autrice di testi scolastici per le scuole elementari, e.g. : "Pane
nostro", Letture
per la seconda classe elementare, illustrazioni di O. Valenti, La Editoraile
Libraria, Trieste, 1946
— Il suo ultimo libro L'
azalea d'oro e altri racconti, coperta e illustrazioni di U. Fontana uscì nel
1953 da Marzocco.
Collaborò a numerose altre riviste.
Si citano:
"Il giornale della donna" quindicinale
edito dal Partito Nazionale Fascista (L'ultimo fiammifero, 1933)
"I diritti della scuola"
"Il giornalino della domenica"
"La gazzetta dei piccoli"
"Corriere dei Ragazzi"
"La domenica dei ragazzi"
"Corriere dei Piccoli" (per oltre 35 anni)
"La lettura", Fascicolo
(nov, 1931), p. 1014, Arbitrella: Racconto disponibile on line nel sito
EMEROTECA BRAIDENSE.
"Le vie d'Italia" con gli articoli:
-
La
terra delle acque: Coltano, Milano, 1933, con ill, pp. 219/229, un articolo
sulla Toscana, che riprende il soggetto di un libro di Dario Smoni Coltano e la sua storia, Pisa
- 1911
-
Calino, pp. 641/656 con ill.
Milano, 1933. (Kalymnos, un'isola dell'
Egeo, fra le Sporadi meridionali, che allora faceva parte delle colonie italiane,
dove la Gerin si reco in viaggio nel 1933).
****
(sources: Biographical details from "Le
corrispondenze familiari nell'archivio Dessí", a cura di Chiara Andrei,
Biblioteca Digitale, Dipartimento di italianistica, Firenze University Press,
2003, courtesy ebook version distributed by Casalini Libri & ICCU & als.)