BIBLIOTECA DEI MIEI RAGAZZI

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GERIN BIANCA
(Pisa, 8 Gennaio 1885 - 12 marzo 1957)

62. Il Romanzo di Frullo, 1941.


Nella foto: Bianca Gerin, sd [source: Archivio Contemporaneo "Alessandro Bonsanti". Gabinetto Vieusseux, Firenze (Fondo Dessí. GD. 14.4.68)]
Figlia di Pietro e Fortunata Frigi-Baldeschi, nacque e visse a Pisa dove abitò in via S. Caterina 10, in via Fabio Filzi. e poi in Porta a Lucca.
Fu scrittrice per l'infanzia e contribuì a riviste e giornali.

Sposata giovanissima con Mario Cerri, ebbe un primo figlio Aldo. Separata dal marito, convisse con il pittore pisano Francesco Manetti, (ca. 1886-1933) dal quale ebbe un altro figlio, Renzo (ca 1914-1934). Con Manetti passò anni felici di cui le rimaneva il ricordo delle passeggiate in bicicletta e i picnics a San Rossore col figlio e il compagno, che portava la sua cassetta per dipingere.

Manetti, un artista dimenticato ai nostri giorni é l'autore di numerosi affreschi commissionatigli per le chiese di Pisa: nel 1910 un Sacro Cuore nel Duomo di Pisa, nel 1914 di una Annunciazione nel Duomo di Pisa e nel 1923 di una tavola raffigurante San Domenico nella Chiesa di Santa Caterina a Pisa, copia di un dipinto di Francesco Traini attualmente al Museo Nazionale di San Matteo. Partecipò sotto la supervisione di Ludovico Pogliaghi alla restaurazioen del Banco di San Gİorgio sempre a Pisa.

Nel 1933 fece un viaggio alle isole del Dodecanneso, documentato in un articolo per Le Vie d'Italia, probabilmente con Manetti prima della sua prematura morte che, dovuta a malattia, fu subitanea.


Copertina di Francesco Manetti, 1921

Calino
in Le vie d'Italia, 1933

Dopo la morte di Manetti, anche il figlio Renzo, studente all' Università di Pisa, morì, suicida, nel 1934. La tragica morte del figlio gettò Bianca Gerin in una profonda depressione fisica e morale, esasperata dalla solitudine ed espressa in un costante malinconico desiderio di morte, da cui in pratica non si riebbe mai, nonostante la vicinanza di fedeli amici fra i quali i più devoti furono il pittore Renzo Lupo, (nato ad Urbino nel 1913 passò l'adolescenza fra Pisa e Sarzana dove mori nel 2002) e lo scrittore Giuseppe Dessì. Lupo, che le fu molto vicino, dipinse il suo ritratto, la iniziò alla lettura di Benedetto Croce e nei momenti peggiori di crisi passò lunghe ore a vegliarla ed ascoltarla.

Gerin conobbe il giovane Giuseppe Dessì (Cagliari 1909-Roma 1977) , studente normalista tramite Lupo nel 1935. Fra i due si creò un rapporto spirituale madre-figlio, di affettuoso rispetto reciproco, documentato in una corrispondenza durata un ventennio raccolta nel carteggio "Le corrispondenze familiari nell'archivio Dessí" a cura di Chiara Andrei, Firenze University Press, 2003. Dessi ritrovava in lei" ... fresca e giovanile una qualità rara, unica: la possibilità di interessarsi alle pene e ai problemi degli amici"

Effettivamente in questa corrispondenza che rimase per vent'anni al "Lei" formale, la Gerin, a parte del suo stato di salute e del figlio Renzo, parla relativamente poco della sua vita quotidiana e personale, interessandosi alla carriera letteraria e alla complicata vita sentimentale di Dessi, prodiga di consigli e comprensione. e si riferisce raramente alla propria scrittura: in una lettera (1943) confida che anch'essa in un periodo della sua vita aveva vagheggiato l'idea di scrivere un libro, un diario, delle memorie, in un'altra accenna alle noie connesse alla composizione dei libri di lettura per le scuole, di cui lei si occupa, in un'altra ai problemi legali connessi con gli affittuari del piano superiore della sua villetta a Porta Lucca che installattivisi dopo la guerra pagavano un affitto irrisorio.

La scrittura era per Gerin un mezzo di sussistenza: Se le sue condizioni fisiche e mentali le avesero permesso di dedicare più tempo alla scrittura avrebbe vissuto in una certa agiatezza: nel 1939 ricevette da Salani  la rispettabile cifra di 1200Lire per  Il Romanzo di Frullo.
Ma Gerin era convinta di non essere una grande scrittrice considerandosi solo un'artigiana che aveva imparato il mestiere. Eppure i giudizi sui sui scritti sono positivi

Dessi giudicò la sua scrittura "un' attività modesta che sta alle soglie della poesia e che talvolta può essere senza pretenderlo vera e propria poesia."
La publicazione di "Aprire la Porta", Ceschina, 1931, fu recensita positivamente anche nelle riviste straniere contemporanee:
—Books Abroad riporta: Bianca Gerin . Aprire la porta . Milano. Ceschina . A collection of short stories dealing with the pleasures and charms of provincial life
—The New International Year Book scrive: Bianca Gerin , little known among the Italian women writers, made a valuable contribution to short stories in Aprire la porta (Open the Door; Ceschina, 1931)
—The Booklist By American Library Association: GERIN BIANCA "Aprire la porta". Ceschina, L.10. Original short stories told with a fine delicate touch
—Il libro fu anche citato in "Bulletin of the American Association of Teachers of Italian By American Association of Teachers of Italian"

A un susseguirsi di malattie alcune probabilmente psicosomatiche (asma, crisi cardiache, febbri, bronchiti ed eczema) esacerbati da un'insonnia permanente, che la costringevano a lunghi periodi di immobilità, (passa tutto ottobre 1936 a letto) si aggiunsero difficoltà finanziarie che ad un certo punto la obbligarono a tenere pensionanti per arrotondare le entrate: uno, nel 1941, fu il nipote di Salvatore di Giacomo. Nel 1951 lo stesso Dessi con l'affetto generoso di un buon amico le regala un costoso apparecchio aereosol per alleviare le sue crisi di asma.

Il figlio Aldo sposatosi e trasferitosi a Torino, la Gerin passò un lungo periodo presso di lui, godendo della compagnia del nipotino che la chiamava "nonna Pigia", nomigliolo con cui scherzosamente firma alcune lettere a Dessi
Nel 1937 vagheggia l'idea di pubblicare il suo epistolario col figlio Renzo, ma Dessi la dissuade, commentando che nemmeno il figlio l'avrebbe apprezzata.

Intrattenne rapporti di amicizia anche con Dario Simoni medico umanista che curava i Savoia durante i loro soggiorni in Toscana, letterato, cultore di storia e letteratura pisana, autore di San Rossore nella storia (Olschki, 1910), Coltano e la sua Storia, Bemporad 1911 ed altri scritti di argomento toscano.

Nel frattempo Renzo Lupo si era trasferito a Firenze (1936), occupato con l'insegnamento e l'organizzazione delle mostre dei suoi quadri e viaggi in Sicilia e nel Nord Italia. Infine si era sistemato a Sarzana. Si sposò nel 1947 con Gina Lusetti e rimase in rapporti con Gerin.

Durante gli ultimi anni della sua vita Gerin non usciva piu di casa se non accompagnata per qualche rara passeggiata in macchina. Alla sera, prima di ritirarsi, si preparava una tazza di latte e le medicine che le avrebbero dato qualche ora di sonno.

Il suo ultimo protegé fu Enzo Lucarelli un giovane normalista conosciuto nel 1950, salvatosi per puro miracolo da un suicidio.

L'attrazione della Gerin per i giovani era un tentativo di ritrovare in loro il fantasma del figlio: come aveva scritto a Dessi (1935) "quello che mi attira verso voi giovani é proprio il vostro tormento. E quanto piu il vostro tormento assomiglia a quello di Lui, tanto piu vi voglio bene"

Lucarelli alleviò con la sua presenza i suoi ultimi anni e la assisté con costante devozione fino alla fine. Fu lui (come fece anche Renzo Lupo) ad informare Dessi della morte di Bianca e gli restitui — su istruzioni scritte di Gerin — le lettere del loro carteggio, che furono molto utili a studiare la personalità dello scrittore, poichè in esse egli si abbandonò a quel tipo di confidenze spontanee che avrebbe probabilmente fatto alla propria madre morta prematuramente.

In una delle ultime lettere di Bianca, datata 11 gennaio 1957 c'è quasi il presagio dell'imminente morte che avvenne il 12 marzo 1957.

Giuseppe Dessi ne scrive il necrologio intitolato "Ricordo di Bianca", pubblicato sul quotidiano "Il Tempo" il 29 Ottobre 1957 e nella rivista "Rassegna" nel numero sett.-dic. 1957.

LE OPERE DI BIANCA GERIN:
— Alla Biblioteca Universitaria di Pisa esiste un componimento poetico al nome Gerin Cerri Bianca in "Nozze Rossetti - Scaniglia", 10 giugno 1906, pubblicato a Pisa dalla tipografia Prosperi di L. Orsolini, [1906]
— Ufficialmente esordisce sulla rivista "La Rassegna Nazionale" e su "Cultura moderna" (1910) con articoli di psicologia infantile.
— Pubblica il suo primo libro Lucciole : (le gemme della vittoria) con illustrazioni di Francesco Manetti nel 1921 nella Biblioteca Bemporad per i ragazzi.
— Ma già un suo primo romanzo "C'erano due perline in un guscio d'uovo" era apparso a puntate nel 1918 su "Primavere italiane", raccolto in volume da Paravia nel 1923.
— Collaborò col geografo Olinto Marinelli a La Toscana di Olinto Marinelli e Averardo De' Negri per gli Almanacchi regionali Bemporad per i ragazzi, 1925.
(Figlio di Giovanni, Olinto Marinelli, cartografo e geografo fu professore di geografia a Firenze dal 1902 al 1926).
Il romanzo di Frullo (Salani, 1941) apparve a puntate nel 1936 (nn 39-50) sul "Corriere dei Piccoli" col titolo "Le strade invisibili".
— Autrice di testi scolastici per le scuole elementari, e.g. : "Pane nostro", Letture per la seconda classe elementare, illustrazioni di O. Valenti, La Editoraile Libraria, Trieste, 1946
— Il suo ultimo libro L' azalea d'oro e altri racconti, coperta e illustrazioni di U. Fontana uscì nel 1953 da Marzocco.

Collaborò a numerose altre riviste. Si citano:

"Il giornale della donna" quindicinale edito dal Partito Nazionale Fascista (L'ultimo fiammifero, 1933)
"I diritti della scuola"
"Il giornalino della domenica"
"La gazzetta dei piccoli"
"Corriere dei Ragazzi"
"La domenica dei ragazzi"
"Corriere dei Piccoli" (per oltre 35 anni)
"La lettura", Fascicolo (nov, 1931), p. 1014, Arbitrella: Racconto disponibile on line nel sito EMEROTECA BRAIDENSE.


"Le vie d'Italia" con gli articoli:
- La terra delle acque: Coltano, Milano, 1933, con ill, pp. 219/229, un articolo sulla Toscana, che riprende il soggetto di un libro di Dario Smoni Coltano e la sua storia, Pisa - 1911
- Calino, pp. 641/656 con ill. Milano, 1933.
(Kalymnos, un'isola dell' Egeo, fra le Sporadi meridionali, che allora faceva parte delle colonie italiane, dove la Gerin si reco in viaggio nel 1933).

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(sources: Biographical details from "Le corrispondenze familiari nell'archivio Dessí", a cura di Chiara Andrei, Biblioteca Digitale, Dipartimento di italianistica, Firenze University Press, 2003, courtesy ebook version distributed by Casalini Libri & ICCU & als.)

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