L'articolo di seguito riportato, "Dalla più bella alla più amata" a firma di W. Fochesato, è stato pubblicato nella rivista CHARTA rivista bimestrale di antiquariato, collezionismo, mercati, no 46, maggio-giugno 2000, pag 71-73, ed è riprodotto per gentile concessione dell'autore e il Direttore Editoriale di CHARTA, Vittoria de Buzzaccarini.
W. Fochesato è docente di Storia delle tradizioni popolari all'Università di Genova.
Ha scritto altri interessanti articoli sulla "Biblioteca dei Miei Ragazzi"
Dalla più bella alla più amata
La "Biblioteca dei miei ragazzi" della Salani
WALTER FOCHESATO
Dai primi anni Trenta alla metà degli anni Cinquanta alla "Scala d'Oro' della Utet (cfr. CHARTA n. 43) si affianca la "Biblioteca dei miei ragazzi", pubblicata dalla fiorentina Salani, che divenne per alcune generazioni un ineludibile paradigma, una fonte di appassionate letture, di scambi, di prestiti, di passaparola, di sogni. Diede con ciò vita a vere e proprie "comunità" di lettori che si riconoscevano attomo ad alcuni topoi ed emblemi della serie. Fatto certamente raro nella storia della nostro letteratura per l'infanzia. Ancora oggi la "Biblioteca" manda segnali, emette bagliori, induce al collezionismo, al rimpianto, al ricordo, all'ammiccamento.
ONOR DI PAGINA
Già Antonio Faeti in un bellissimo saggio del 1979 (Una settimana di molte domeniche) attomo agli autori, ai temi e alle idee della raccolta citava il largo spazio che gli attribuiva Giovanni Gandini ne II Mondo. Un catalogo flash di oggetti anni '30-40, Milano, Rizzoli, 1974: la prima guida al modernariato, come veniva definita in copertina. L'Autore non esitava a cominciare la sua impresa, comprensiva di quotazioni amatoriali, proprio con i titoli della serie, concedendo a uno di essi, La teleferica misteriosa, l'onore di un'intera pagina.
Nel 1986 Beatrice Solinas Donghi, finissima scrittrice per adulti e per l'infanzia, pubblicava, per la collana "Le letture" della E. Elle, un ottimo romanzo per ragazzi: Quell'estate al castelilo. Vi si narra la storia di due amiche, Gina e Ippolita, nel breve arco di una stagione di vacanza, nell'Italia degli anni Trenta. Vuoi per il titolo, vuoi per situazioni e citazioni, l'opera è un affettuoso e ironico omaggio al mondo creato dalla "Biblioteca". Nel 1988 poi la stessa Salani - rinata per voIontà di Marlo e Luigi Spagnoli - iniziava a proporre, con l'autorevole avaIlo di Umberto Eco, la ristampa anastatica di alcuni dei titoli più fortunati.
Tutto inizia nel 1931 quando un tal Manfredo Giannini (la Donghi ha addirittura ipotizzato un nom de plume per la rielaborazione di un testo francese) dà il la con Il fanciullo che venne dal mare a cui fanno rapidamente seguito alcuni del titoli di più alto richiamo. Provo a elencarne alcuni: La piccota pantofola d'argento di De Carnac, Otto giorni in una soffltta di Giraud, L'erede di Ferlac di Bourcet, II mistero del castelo di Nalim, Un pierrot e tre bambine di Bernage, Per l'onore di Roccabruna ancora di Bourcet, Il castello di ghiaccio di Rosmer, Lupo, ci sei? di De Camac. Ma da dove provenivano queste opere che già nel titolo alludono a grandi e piccoli intrighi, ad avventure fra casteIii turriti, passaggi segreti, tesori o antichi documenti da scoprire? Altri ci rimandano a qualche intricata trama all'insegna dell'esotismo o a una quotidianetà (la soffitta) che può diventare terreno di segreti da celare più o meno lungamente al mondo degli adulti.
LE FONTI E GLI ANTEFATTI
Giungevano da una ben attrezzata e collaudata cucina editoriale: quella della francese Gautier-Languereau e in particolare dal periodico per fanciulle "La Semaine de Suzette'. Fanciulle della borghesia cattolica e tradizionalmente (non è raro trovarvi accenti vandeani), da educare alle buone maniere ma aperte contemporaneamente al sogno e non prive di doti quali il coraggio e una fattiva energia. Nata nel 1904 "La Semaine' era un giomalino discreto e raffinato, con un uso attento del colore, illustratori di qualità, la presenza di un personaggio destinato a lunga vita e grandi successi come la maldestra e fattiva servetta Bécassine creata da Caumery (Maurice Languereau) e disegnata da Jean-Pierre Pinchon (cfr. CHARTA n. 39), C'erano poi i romanzi pubblicati a puntate e, spesso, in volume. Si tratta appunto di quelli ripresi dalla Salani: piccoli feuilleton che in Francia avevano il compito di: preparare le giovinette alla letteratura sentimentale e lacrimosa di un altro periodico dell'editore: alla presse du coeur de "Les Veillées des Chaumières" Nonostante questi limiti, per l'Italia le situazioni rappresentate costituivano pur sempre un forte elemento di novità: al piacere dell'intreccio si sommava un ruolo forte e fattivo affidato alle ragazzine. Le vicende poi, si dipanavano quasi sempre nella magica parentesi delle (allora) lunghe vacanze estive. Gruppi di ragazzi, sovente imparentati fra loro, scorazzavano fra ville e casaIi, organizzando giochi ed esplorazioni, laute merende (ben diverse da quella descritta nel Cuore di De Amicis) e scorribande.
In questi piccoli mondi - pur sempre contrassegnati dal privilegjo- si muovevano appunto, i personaggi al femminile. Talaltra la via dell'emancipazione appariva cadenzata dal necessario superamento di prove e sfide, non senza agnizioni e colpi di scena. "Esse appartengono infatti"' - ha scritto Faeti - "sorelle minori ma con pieno diritto, al grande corteo di fanciulle perseguitate che attraversa tutte le Ietterature: dai miti del paganesimo alle leggende cristiane, dalle novelle Iaiche alle allegorie d'amore".
C'era poi un brivido di giallo nel piccolo e delizioso ciclo creato da M. Giraud con le quattro storie dedicate a "Il signor Tito poliziotto privato".
IL CONTRIBUTO NAZIONALE
Al vasto consenso attribuito alla "Biblioteca dei miei ragazzi' contribuì non poco anche l'aspetto dei volumetti, tascabili, dal costo non alto, dotati di una forte riconoscibilità e frutto di un'intelligente progettazione. Maneggevoli, robusti quanto basta, connotati da un'eleganza lieve, talora raffinata, che promanava, anzitutto, dal decoro delle copertine che coinvolgevano piatti e dorso in un unico festoso e ammaliante messaggio. Tutti italiani erano gli autori di questi coloratissimi annunci di emozioni e macchinazioni: Alberto Zardo, Giulio Corradini (Nino), il fertile ma discontinuo Gastone Rossini, ai quaIi si aggiungono - fra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta - Baldi, Squillantini, Ugolini. Tre però sono i nomi che si impongono su tutti. GIi acquereIli e le tempere di Albetto Micheli istaurano un colto e meditato dialogo con Ia coeva illustrazione francese e anglossassone e con quegli stilemi che la nuova cinematografia andava elaborando. I suoi volumi per l'infanzia e le numerosissime copertine per le serie in rosa della Salani mostrano la stessa ineccepibile e aristocratica passione, composte di struggenti morbidezze. E non può non stupire che questo passaggio, da un lato, alla nursery e d'all'altro alle trame di Delly e della Baronessa d'Orczy, sia avvenuto, quando l'autore era ormai prossimo alla sessantina.
Di Maria Augusta Cavalieri non si hanno notizie bibliografiche: è attiva per Salani dove realizza sopratutto copertine (magnifica quella per un Sussi e Biribissi del 1935) e decora - fra le pochissime donne - Le avventure di Pinocchio (1924), con uno squisito e intrigante gusto tardo liberty che evolverà in seguito verso cadenze déco.
Fiorenzo Faorzi (nato a Firenze nel 1911) esordisce giovanissimo come illustratore realizzando fin verso la metà degli anni Cinquanta decine di opere sopratutto per il mondo editoriale del capoluogo toscano. Dedicandosi poi esclusivamente alla pittura ha lasciato un segno forte nell'illustrazione per l'infanzia. La sua è stata una lezione di leggerezza, e di grazia sospesa fra l'altro esempio di Piero Bernardini ed eleganze déco.
Delle edizioni francesi della "Semaine" si riprendono invece i decori interno affidati ad artisti raffinati e fascinosi come Henry Morin, Maurice Berty, Manon Iessel, Raffin, Giffey, Guydo, Douché, Le Rallic, de la Néziere. Sono un insieme di illustratori che - pur all'interno di una loro riconoscibilità - palesano una non comune concordia espressiva. Se Raffln è maggiormente propenso a sottolineare le ambientazioni noir Berty e ancora più la lessel (quest'ultima con sottile disinvoltura e trattenuta sensualità) danno conto di un mondo dove è piacevole muoversi e vivere, e ciò nasce da una ribadita e attentissima riproduzione di oggetti quotidiani, dj vesti, di mobili, di auto, dello stesso agire dei personaggi. Si è ben Iontani dai marmi e dalle cartapeste del regime. Una misura civile e, azzarderei, Iaica, certo impensabile per le bambine e ragazzine di allora. A queste ultime si rivolgeva la collana, ma i libri venivano letti anche dai maschietti e a loro erano dedicati alcuni titoli ben noti come Giorgio Picchia calciatore di F.E Trigona, la già citata Teleferica misteriosa di A.E Pessina o i ben meno amati romanzi delI'ineffabile Giorgio Chelazzi con storie di coraggiosissimi balilla avanguardjsti e aviatori in erba fino ai toni esagitati e lacrimevoli di di Maria Rossi Gentile, dedicato alla guerra di Spagna.
UNA MOLTITUDINE DI LETTORI
Ma, fatte poche eccezioni, sono proprio i titoli francesi a conoscere i maggiori successi: Otto giorni in una soffitta ha ben 19 ristampe, con 60.000 copie complessive. Altri titoIi si assestano su cifre di poco inferiori. Faeti ci ricorda che ogni prima edizione viaggiava sulle tremila copie, ma di ben diecimila fu la tiratura inizale dei casi de Il Signor Tito. Cifre altissime se si considera l'epoca e occorre poi tener conto della presenza in biblioteche scolastiche, ma ancor più dei prestiti, della circolazione in gruppi familiari (o parentali) sovente ampi. E' certo comunque che la serie non si limitò a un ambito alto-medio borghese ma conobbe una ben più vasta diffusione.
In apparenza le cose paiono sempIici: 99 titoli dal 1931 al 1955 e si chiude con Il segreto di Marika di A. Bruyère. In effetti la situazione è piuttosto intricata.
Sinteticamente: il numero 98 (si tratta de Il mistero di Mont Noir di De Maillane) annunciato nei risguardi non venne mai pubblicato. Conobbe la luce soltanto più tardi (1963) in una non felice ripresa della serie in formato maggiore, con graziose tavole a colori dj Rossini.
Gii awenimenti bellici portarono nel 1943 alla sospensione della collana al numero 70. Perciò alcuni titoli, nonostante gli annunci, non verranno mai editi.
Riprese le pubblicazioni, otto titoil (i numeri 27, 30, 34, 39, 48, 53, 67, 69) vengono sostituti. Si trattava di alcuni del testi più smaccatamente propagandistici del regime fascista.
A voler essere pignoli, fermo restando che si arriva a quota 106, ci sarebbero da registrare cambi di tirolo (L'erede di Ferlac viene italianizzato in L'erede di Ferralba), di copertine e, in alcuni casi, di illustrazioni interne. Per ora è stata registrata una decina di casi. Si possono ancora ricordare i cambiamenti più o meno profondi di testo con I'esclusione del riferimento al fascismo (basti citama decina di numeri. Ormai la serie andava esaurendosi, otteneva evidentemente uno scarso successo e le tirature erare I ragazzi di San Marco del Chelazzi e Avanti ad ogni costo di Confidati.
Non sono infine inutili alcume considerazioni suI versante collezionistico.
Molti titoli sono ancora oggi. reperibili senza grosse difflcoltà, anche se la presenza del volumetti della "Biblioteca" tende a rarefarsi su cataloghi, librerie e mercatini. Le opere più difficili a trovarsi sono quelle pubblicate attorno al 1943, prima delI'interruzione e soprattutto l'ultino decisamente inferiori a quelle del passato. Al tempo stesso sono piuttosto rari i titoli con cambio di copertina
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PER SAPERNE DI PlU'
A. Faeti, Guardare le figure, Torino, Einaudi, 1972
A. Faeti, Una settimana con molte domeniche in Conformismo e contestazione nel libro per ragazzi, Bologna, Cappelli, 1979
W. Fochesato, Quelle estati, quei castelli quei misteri, in "LG argomenti", XXII, 1986
E Pallottino, Storia della illustrazione italiana, Bologna, Zanichelli, 1988
B. Solinas Donghi, Le francesi della Biblioteca dei miei ragazzi, in LG argometi, XXX, 3-4, 1995 |
NOTA della Redazione BMR:
L'articolo è illustrato con le copertine fronte e retro di
J. Rosmer, Il casteIlo di ghiaccio, n.25
B. Bernage, Un Pierrot e tre bambine, n.16
M. Catalany, Il Viaggio di Mimosa, n. 18
C. de Richter, Fior di spigo, n.37
M. Giannini, Il Fanciullo che venne dal mare, n.1 |