|
GIOVANNI FAORZI
(Firenze 14 giugno 1919)
Figlio di Armando e Arduina Venturi e fratello minore
di Fiorenzo Faorzi, Giovanni nasce a Firenze il 14 giugno 1919. Il padre
era operaio in una ditta di decorazioni in gesso per interni. Fu autore
ed esecutore delle decorazioni di numerosi palazzi fiorentini. I genitori
della madre possedevano un'avviata macelleria in San Frediano.
In famiglia esiste già una tradizione artistica che
influenzerà il futuro dei due giovani Faorzi.
Un fratello della madre,
Gino Venturi sarà scultore a Parigi dove morirà nel 1940.
Uno zio
paterno, Natale Faorzi, decoratore e pittore fu
fra i partecipanti al concorso Alinari indetto nel 1900 per lillustrare
una nuova edizione della Divina Commedia e vinse il terzo premio ex-equo con
Duilio Cambellotti.
Una sua illustrazione
(Sick souls who could not lift themselves from
the ground at Mount Holyoke College Dante Collection) per
il canto XXIX dell'Inferno fu inclusa nella edizione Alinari che usci nel
1902. Nonostante questo successo, Natale che si manteneva facendo l'affrescatore
di soffitti, non appare ulteriormente nelle cronache artistiche. Mori senza discendenti.
Sulle orme del fratello, Giovanni frequenta l'Istituto
d'Arte di Firenze seguendo - come Fiorenzo - il corso di Arti Grafiche
di Pietro Parigi (1892-1990) e Francesco Chiappelli (Pistoia
1890 - Firenze 1947) con cui studiarono i contemporanei Enzo Faraoni (n.1920) e Dilvo
Lotti (n.1914) e si diploma Maestro d'Arte nel 1937.
Presentato dal fratello a Salani, intraprendre una carriera
artistica in cui si distinguerà come brillante incisore, pittore
e illustratore di libri per ragazzi, svolgendo la sua attività per
numerose case editrici: Marzocco, Paravia, Giannini.
Negli anni Quaranta insieme a
Sandro Angiolini, viene invitato
dall'amico Roberto
Sgrilli (1899-1985), illustratore che contribui
anche al Corriere dei Piccoli, a far parte del team incaricato di produrre cartoons
animati autartici in sostituzione degli ormai proibiti films di origine
USA.
Il team di Sgrilli crea il cortometraggio a colori AGFA "Anacleto
e la faina"," che venne presentato al festival di Venezia nel
1942 e vinse una medaglia d'oro insieme a Nel paese dei ranocchi
di Antonio Rubino. Riccardo Morbelli un noto maestro compositore italiano
scrisse con Gino Filippini due canzoncine per la colonna sonora del film
(Anacleto e
la gallina e La canzone della grondaia)
Prodotto dalla Bassoli Film e distribuito dalla Tirrenia Cinematografica,
il film fu il primo esperimento italiano di disegni animati a colori.
Ricevette un buon successo di critica. Il settimanale di cinematografia
Cinemamundus sottolineò compiaciuto nel no 23 del giugno
1942 che : "tecnicamente e artisticamente la Film Bassoli non
si e proposta l'imitazione di modelli stranieri, ma si é ispirata
alle tradizioni dell'umorismo italiano".
Dopo il servizio militare e la guerra Faorzi riprese
il suo lavoro di illustratore, realizzando anche disegni pubblicitari:
nel 1955 fu impiegato da Bemporad come tecnico grafico, ma a causa della precarietà del mestiere di illustratore, pagato a prestazione e
non sempre puntualmente, entrò come disegnatore fisso della casa
Marzocco. Là conobbe la futura moglie, Loredana Buti impiegata
nel reparto legatoria. Si sposarono nel 1978. Non ebbero figli.
Partecipò a varie mostre didattiche ed esposizioni,
inclusa quella sugli illustratori del libro per ragazzi, tenutasi nel 1955 al
Chiostro Nuovo, Firenze.

Pinocchio
dal catalogo della mostra al Chiostro Nuovo, Firenze, 1955
Ha illustrato numerosi libri per Salani; per la Biblioteca
dei Miei Ragazzi si citano la seconda edizione (1942) di Sim Ragazzo
abissino, Il sentiero di casa rossa, Vince chi sfida, Tonino
l'inventore (ill.interne), Piccolo Re (ill.interne)
È autore delle belle illustrazioni di un notissimo
libro per l'infanzia di Alfredo Panzini: Novelline divertenti per
bambini intelligenti, Marzocco, 1956.
Ha collaborato a La settimana dei ragazzi diretta
da Laura Orvieto.
Si firma FG con un tratto orizzontale che unisce le due lettere.
Giovanni fu affezionatissimo al fratello di cui mantiene
vivo il ricordo circondato dalle sue foto e i suoi dipinti.
Amante degli animali ebbe per diciannove anni un gatto chiamato Ciprottino.
Vive a Firenze con la moglie nella vecchia casa di famiglia in cui abitarono
i suoi genitori.
(vedere anche: Erano
chiamati figurinai di Silvia Serreli)
(source: ICCU & additional material
by SILVIA SERRELI & personal contribution LB&GF &
other sources omitted)
|

In alto: Giovani Faorzi, sd, ca 1990
a ds: con la moglie Loredana Buti
ca 1985
|
|
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE :
Faorzi Giovanni, Roma antica - 12 incisioni originali
di Giovanni Faorzi, Coll.: Italia di sempre, Ed. num. di 300 esempl., Firenze,
L. Giannini, [19..]
Recupito A. M., Una storia di Natale. cop. e ill. di G. Faorzi, Marzocco,
1950. (LofC)
Brasiello Attilia, Il Filo di perle, copertina di G. Faorzi, Ed.
Marzocco, 1951.
Duro
Aldo, La formazione
della Lingua italiana, disegni di G. Faorzi, G. B. Paravia e C.,
DUMAS
A.,
I Due Fratelli trad. Vampa, Ill. G. Faorzi Coll capolavori brevi Marzocco,
1954
BIBLIOGRAFIA
in ICCU
|

Giovanni Faorzi, sd
Dizionario enciclopedico dei pittori
e degli incisori italiani,
©Mondadori,
1983, vol. XI.

Novelline Divertenti
per Bambini Intelligenti

Cappuccetto Rosso
Chiostro Nuovo, Firenze, 1955
(private collection)

Schizzi di G. Faorzi per
Anacleto e la Faina
from Cinemundus, no23, 1942
(private collection)

Libro di lettura
1945
|