BIBLIOTECA DEI MIEI RAGAZZI

 
UN FANCIULLO SENZA NOME CHE VENNE DAL MARE
di J. Jones

 

Nel seguito di "In cerca di Mr Giannini" dove sostenne che Il Fanciullo che venne dal Mare fosse di origine inglese, J. Jones spiega come il Fanciullo divenne italiano


Tre collaboratrici al sito Biblioteca dei Miei Ragazzi hanno scoperto che "Il fanciullo che venne dal mare" di M. Giannini, no1 della omonima collana Salani, è la versione italiana di un romanzo intitolato A child without a name dell'inglese Evelyn Everett-Green famosa scrittrice-fiume ottocentesca, pubblicato a Londra nel 1887 dalla Religious Tract Society, editrice di letteratura biblica per giovinetti, un libro quindi di origine inglese (vedi In cerca di Mr. Giannini)

Il romanzo è stato pubblicato anonimo anche in Francia col titolo Un enfant sans nom, a Tolosa nel 1888 dalla Société des Livres Religieux, equivalente francese della Religious Tract Society.
Esiste anche una edizione italiana precedente di 30 anni alla Salani, intitolata Un fanciullo senza nome, pubblicata nel 1901 a Firenze dall'Editrice Claudiana, che pubblicava letteratura evangelica e riceveva molti testi originali direttamente dalla Gran Bretagna.

Come fece dunque il Fanciullo a perdere (di nuovo!) la madre ed acquistare un padre italiano? (non si può fare a meno di notare che questo bambino si perdeva davvero con grande facilità)

La risposta è che si possono fare solo supposizioni, speculazioni, teorie dato che non eravamo presenti all'editorial meeting in cui questo sperduto fanciullo fu adottato da Giannini-Salani, ma l'ipotesi più verosimile è la più semplice: cioé che la versione Giannini sia quello che risulta dal confronto dei testi: una traduzione-adattamento della versione francese.

Ettore Salani, oltre a, o prima di Suzette, si imbatte forse in Francia, nella versione francese del Fanciullo, del tutto anonima e senza alcuna indicazione visibile di proprieté literaire reservée. Considerando poi il tipo di mezzi di comunicazione e la scarsa diffusione della stampa che esistevano al principio del secolo scorso in Italia anche ammesso che Salani conoscesse la Claudiana, è abbastanza plausibile che nel 1931 non conoscesse l'esistenza di un'oscura edizione del Fanciullo di 30 prima che il nome dell'autore, E.E-Green, lo portava.

Ovviamente a Salani il Fanciullo piace: è un bel libro, molto religioso, trabocca di buoni propositi, trasuda fede cristiana, seppure protestante, un libro edificante, con qualche accorto ritocco, qualche abile riferimento alla Madonna, il testo può diventare anche rispettabilmente cattolico. Salani lo passa a Giannini.

Chi era "Manfredo Giannini"?
ICCU (Il catalogo on line delle Bibliotheche italiane) prova che fra la fine dell'Ottocento e gli anni Trenta una persona con questo nome o pseudonimo esisteva, ma di lui si sa poco, solo deduzioni che si possono trarre dalla sua bibliografia.
La maggioranza della sua produzione letteraria consiste di libri di testo per le scuole elementari "conforme i nuovi programmi governativi" (1903) (quindi di professione/formazione era insegnante; e/o ispettore scolastico, forse normalista), alcuni stampati da Biondo a Palermo (quindi forse visse in trasferta anche a Palermo dove Biondo aveva la sede principale o a Roma? o viaggiava l'Italia ispezionando scuole). Scrisse (ed. 1903 & rist. 1927) un libretto di storielline natalizie per bambini (quindi molto cattolico) illustrato dal celebre Pietro Scoppetta (m.1920). Di sicuro sappiamo che la sera del 4 gennaio 1899, a Pistoia lesse una conferenza su Mabellini, ovviamente scritta da lui, in occasione della "solenne inaugurazione" del teatro dedicato al compositore pistoiese (quindi doveva essere un locale di una certa età/prestigio/ rinomanza per partecipare in veste predominante a una solenne funzione, e si potrebbe speculare che ricevette l'incarico di celebrare Mabellini che era morto solo due anni prima, per averlo conosciuto personalmente). Sembra usasse anche lo pseudonimo Cap. Manfredo Nemo: il suo Al Polo Nord in aquilone, Cacialli, Pistoia 1898, è schedato sotto Manfredo Giannini e sotto Cap. Manfredo Nemo in due diversi cataloghi. Dalla bibliografia si può quindi calcolare che deve aver vissuto fra la metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento.

Che Giannini traduca-adatti dal francese è evidente dal confronto dei testi (vedi Cinque fanciulli a confronto) e dalla lunghezza dell'edizione Salani che è poco più di un terzo di quella francese e inglese. Sembra poi che in quegli anni fosse normale attribuire un libro al traduttore (1) e a conferma nel catalogo ICCU si trovano altri casi del genere, che qualche volta furono rettificati nelle edizioni successive, per esempio quattro romanzi di J. Rosmer sono attribuiti a un Nicolò della Rocca che non sembra aver scritto nient'altro ed è probabilmente il traduttore. E si pubblicavano decine di libri anonimi firmati by a Lady, by Miss G., by the Author addirittura. Giannini diventa dunque il padre putativo del Fanciullo finché dopo 73 anni le zelanti signore della BMR lo riuniranno con la madre naturale.

In fondo speculare come il Fanciullo, nato inglese, sia passato per italiano non ha poi molta importanza. E solo una curiosità letteraria ed editoriale che non toglie nullla ai meriti di Giannini e di Salani, semmai va a loro credito averlo fatto conoscere a qualche generazione di bambini italiani. A me pare anzi un divertente plot, che riflette la trama del Fanciullo, un final twist che vede la Biblioteca come protagonista e ne aumenta il fascino.

©J.Jones, Jan. 2004 for www.bibliotecadeimieiragazzi.it

(1) La redazione ritiene che anche Petite Lavande (Fior-di-Spigo) di C. de Richter sia una traduzione/adattamento attribuita, originariamente scritta da un autore/autrice irlandese o inglese. Nella bibliografia de Richter, anche la BNF avverte che "...certaines traductions ont été publiées comme étant des ouvrages de lui".

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