M. AUGUSTA CAVALIERI (Firenze, 6
Aprile 1900 - Pelago (Pontassieve) 14 ottobre 1982) attiva anni Venti
- fine anni Trenta

Illustratrice fiorentina.
Si
firma M. Augusta Cavalieri, M.A. Cavalieri o con le sole iniziali
maiuscole M.A.C.
Maria Augusta
Luisa Cavalieri nacque a Firenze in via Jacopo Peri n°1, il 6 aprile
1900, alle cinque e un quarto del pomeriggio, figlia
unica di Luigi (1869
- 1940) di professione insegnante e
Maria Corradini, nubile (Bologna 1876 - Firenze 1946). Negli atti anagrafici
a riconoscerla fu solo il padre.
Nel'atto
di battesimo in San Jacopo in Polverosa del 9 Aprile (dove é registrata
come Cavaglieri) appare anche il nome della madre. Le furono dati i nomi al femminile
del nonno paterno Augusto e materno Luigi. Testimone della nascita
in Comune e padrino al battesimo fu lo scultore Vincenzo Rosignoli.
I suoi genitori si sposarono
civilmente a Firenze l'8 nov. 1905, ben cinque anni dopo la sua nascita.
Entrambi
i genitori si trasferirono ufficialmente a Firenze in occasione della nascita
della figlia: Maria Corradini (da Bologna) il 9 marzo 1900; Luigi Cavalieri (da
Pietrasanta) l'11 apr. 1900, quindi pochi giorni dopo la nascita della figlia.
Molte sono le ipotesi possibili sulla tardiva unione
ufficiale di Maria Corradini e Luigi Cavalieri, il quale fu forse restìo o impossibilitato
a sposarla fino al 1905, anno in cui diventato Professore all'Istituto d'Arte
di Firenze poté o ritenne opportuno regolarizzare la sua posizione. In ogni
caso Maria Augusta è, per i primi cinque anni della sua vita, una
presenza ingiustificata, una condizione che ha forse influenzato la sua
esistenza.
Nel 1906 la vita rientra nell'ordine: il padre di Luigi
lo raggiunge a Firenze ed insieme all'altro figlio Filippo, impiegato di
banca, che morirà di polmonite nel 1934, vivono tutti insieme en
famille. Luigi
si reca a Città
del Messico per le decorazioni del Palazzo delle Opere
Pubbliche, parte del team dei fratelli Coppedé.
Negli anni Venti Luigi Cavalieri comincia a farsi una
posizione: professore in carica all'Istituto d'Arte, dopo la commessa
messicana partecipa alla decorazione del "Conte Rosso", e ottiene una
Croce di Cavaliere. Oltre alla pittura e all'insegnamento a partire
dal 1909 Cavalieri si dedica all'illustrazione (Goldoni: Le
villeggiature a cura di Luigi Rasi, Rasi
editore, 1909)
Nel 1924 Maria Augusta, che non risulta aver
ricevuto un'istruzione formale,
appare col padre come l'illustratrice del Pinocchio Salani. Si
tratta di una delle più famose edizioni di Pinocchio e nel
2002 fu ristampata in edizione di lusso numerata dallo stesso Salani.
Secondo la critica d'arte Silvia Serreli, Maria Augusta fu educata dal padre
che le permise quindi di collaborare al Pinocchio,
lanciandola cosi nella carriera di illustratrice. Come nota la Serreli,
molte artiste dell'Ottocento furono o autodidatte o educate privatamente
poiché non era consuetudine che le donne frequentassero scuole
d'arte.
Il Pinocchio Salani è illustrato da otto (quattro
nell'ed. in 8°) tavole fuori testo a colori firmate in corsivo L.
Cavalieri e illustrazioni in testo e fuori testo in bianco e nero non
firmate. La sigla M.A. Cavalieri in stampatello, appare solo in un
piccolo disegno nel frontespizio. Per quanto le tavole in bianco e nero
non firmate siano attribuite a Maria Augusta, esse non differiscono
molto da quelle a colori firmate del padre.
A questo proposito, negli anni Settanta il critico
Alasdair McLoughin si occupò dei Cavalieri nel suo saggio "The
persistent Puppet: The Many Different Faces of Pinocchio", The
Studio Press, vol. IV, issue no. 4, London, Oct.-Dec., 1972. Incuriosito
da questa artista sconosciuta esaminò altre illustrazioni dei Cavalieri
(fra cui anche il Pinocchio
1929).
Studiando gli aspetti tecnici delle illustrazioni di
entrambi, trovò nei disegni attribuiti a Mary (sic!) Augusta
la "mano"
ricercata e complessa di Luigi, notò che dopo il 1940 (anno della morte
di Luigi) la Cavalieri divenne inattiva e concluse che facendo eccezione per
alcune copertine della BMR (... most of a nursery school quality ...
) la maggioranza dei lavori firmati M. Augusta sono di Luigi.
Fra il 1927 e il 1928 inizia la collaborazione dei due
Cavalieri alla collana Grandi Romanzi (poi Biblioteca delle
Signorine) di Salani.
Di Luigi si citano, tra le numerose
illustrazioni in antiporta, quelle di Joujou prende marito di
Dyvonne e Una bell'Anima di Maryan, la cui modella presenta una
forte rassomiglianza con Luigi e che
fonti contemporanee hanno riconosciuto essere Maria Augusta.
Di Maria Augusta si notano diverse illustrazioni
dei libri di Delly e di altri.
Per i ragazzi,
Maria Augusta illustra Le Novelle delle Fate (1928) dove
rappresenta una curiosa Cappuccetto Rosso discinta e invitante; firma
la copertina di una edizione di Sussi e
Biribissi (1935), e numerose
copertine della Biblioteca dei Miei Ragazzi.
I Cavalieri vivono in
affitto e traslocano con frequenza: dal 1911 al 1942, abitano in via
Montughi 58, in piazzale Donatello, in Viale Milton, di nuovo in via
Montughi al 58 e poi al 44 che diventa poi via Stibbert 35, dove Maria
Augusta risiederà fino al 1966, affittuaria dei frati Minori Cappuccini.
Nel 1938 la Cavalieri arriva a Napoli. Abita in P.za Amedeo, 184 e vi rimane
ufficialmente fino al 1942. Non si conoscono i motivi del suo soggiorno
napoletano. Si è tentati
di ritenerli legati a una relazione sentimentale, ma per quanto Maria Augusta
affermerà in tarda età di
essere stata sposata "per corrispondenza", non esistono prove
ufficiali di un suo matrimonio.

Napoli,
P.za Amedeo nel 1938
In realtà Cavalieri si trova a Firenze nel 1940 alla
"tragica e improvvisa fine" del padre e vi rimane per i suoi "gravissimi
doveri" come
scrive in una lettera a Ugo
Ojetti,
(1) Presidente del Regio Istıtuto d'Arte
di Firenze, in risposta al suo telegramma di condoglianze.
Al funerale organizzato da Ojetti nella sua veste di Presidente dell'Istıtuo
d'arte parteciparono tutto
il corpo insegnante e gli alunni dell'Istıtuto.
La attività artistica di M Augusta,
strettamente legata ai Salani, si interrompe alla fine degli anni Trenta, esattamente
nel 1938.
Dopo la
scomparsa del padre che era stata la sua guida e al quale la legava un profondo
affetto, al limite della devozione, la Cavalieri non riprende il lavoro. Senza
Luigi, Maria Augusta è incapace
di gestirsi da sola.
Del resto, dopo la guerra, da Salani arrivano illustratori
nuovi, giovani, moderni, illustratori fumettistici. Il romanticismo
ottocentesco surrealista-fantastico della Cavalieri non è più di
moda.
I rapporti con la madre,
religiosa e possessiva, sono invece difficili come dimostra simbolicamente
l'illustrazione di "La mamma ed io" (1934): c'e una frattura fra due
figure che vivono in universi circoscritti, la bambina negandosi
all'abbraccio materno.
Nel 1946, morta la madre, Maria Augusta
Cavalieri è una donna sola apparentemente con sufficienti (se non abbondanti)
mezzi di sussistenza che consistono principalmente nella pensione di reversibilità del
padre, ma non si sa come abbia vissuto esattamente nei vent'anni fra il 1946
e il 5 Agosto 1966, (2) quando da via Stibbert entra in una
comunità residenziale
per donne in stato di disagio, in via di Varlungo a Firenze.
Nel 1967 da via Varlungo
arriva a Ronta nel Mugello e vive per alcuni anni in due diversi
alberghi locali.
In uno di questi si affeziona alla giovane figlia dei proprietari colmandola
di attenzioni che si spingono fino ad aiutarla nei compiti e che dimostrano un
grande amore per i bambini. Maria Augusta le fa alcuni disegni (datati 1972)
che sono la sua ultima produzione e le regala due vecchi ritrattini infantili
firmati MAC.
Parla spesso del padre, e ne tiene la foto sul tavolino da notte.
Molto elegante, ingioiellata, truccata, vestita di colori pastello di preferenza
verde, prende cura del suo aspetto con sedute settimanali dal parrucchiere. Va
regolarmente in taxi da Ronta al cimitero di Trespiano fermandosi a comprare
fiori per la tomba dei genitori in un noto negozio di fiori in viale Don Minzoni.
Passa le estati di questi anni a Camaiore.
Insiste di essere chiamata "signorina".
Rimpiange la perdita della casa di Firenze e di tutto il suo contenuto sembrando
indicare che, contro la sua volontà, le fu imposta o da parenti o da estranei.
A quest'epoca i segni di una latente instabilità mentale
che durava da anni, apparsa forse in giovinezza, cominciano talmente ad aggravarsi
che nel 1969 Cavalieri è inabilitata con sentenza del Tribunale di Firenze
(3). In seguito nel 1974 ne necessitano il ricovero in una piccola
casa di riposo di Borgo San Lorenzo tenuta da religiose. Alla sua partenza regala
alle suore numerosi libri illustrati dal padre.
Nel 1978 é trasferita in una clinica specializzata per malati di
Alzheimer a San Godenzo.
Viene infine trasferita
in una casa di cura a Pelago dove rimane fino alla sua morte nei 1982.
Durante questi ultimi anni per la maggior
parte del tempo rimane chiusa nella sua stanza senza vedere nessuno: rifiuta
i pasti, non prende cura di sé, né del suo ambiente, accidentalmente dà fuoco
alle supellettili. Le sue condizioni peggiorano: manifesta ricorrenti
violente crisi parossistiche di collera che rendono difficile accudirla. Le sue
condizioni finanziarie sono diventate precarie.
I contemporanei che la
conobbero sono concordi nel descriverla: "Alta, bionda, capelli
ricciuti, distinta, molto bella, grande fumatrice". A volte
altezzosa, si rinchiudeva in lunghi sdegnosi silenzi. Altre volte
diventava loquace, raccontava la sua vita: si definiva una nobile
decaduta vantandosi di avere “una bellissima casa piena di quadri a
Firenze e un'altra a Trespiano", era stata insegnante, aveva avuto molte
delusioni amorose, ma si era sposata "con un uomo
che abitava molto lontano", parlava della "cugina bolognese", ricordava
che usava passare sei mesi all'anno a Camaiore e sei mesi a Ronta,
un luogo ricorrente nella vita di Maria Augusta, ma molte delle sue reminescenze
sembrano un misto di fantasia e realtà.
Morì di anoressia senile,
indotta da depressione, a Pelago (Pontassieve) il 14 ottobre 1982.
Consumate tutte le sue poche rendite e i suoi pochi beni, la sua unica
eredità è una valigetta con pochi straccetti e una scatolina con
l'occorrente da cucito. Nessuno conosceva il suo passato di
illustratrice e la sua bravura artistica.
E' sepolta al cimitero
di Trespiano nella tomba di famiglia con il padre e la madre (era questa la
casa a Trespiano che
proclamava di avere ?). Per mancanza di fondi, il suo nome non fu aggiunto sulla tomba.
Maria Augusta è la grande dimenticata
dell'illustrazione fiorentina del primo Novecento, persino sconosciuta
a certi "addetti ai lavori" di critica d'arte che non ne conoscono nemmeno
l'esatto legame di parentela con Luigi, ritenendola una sorella. Le sue opere
sono note al giorno d'oggi solo a un ristrettisimo gruppo di aficionados italiani
di letteratura giovanile.
Con poche
eccezioni i figurinai fiorentini dell'epoca vissero
precariamente e morirono ignorati, ma il caso di Maria Augusta, dalla
vita tormentata, che per più di mezzo secolo è stata una
ignota ombra inconsistente, morta sola, abbandonata anche
nella morte, è sicuramente
il più tragico.
(Sull'opera di M. A. Cavalieri vedi anche L'erede
del Pennello)
(1) La lettera qui
trascritta senza data fu inviata da Maria Augusta per conto della madre impossibilitata
a farlo personalmente in risposta al telegramma di condoglianze di Ugo Ojetti
indirizzato alla Signora Cavalieri.
Il testo autografo è di tre pagine su carta da lettera bordata a lutto.
La calligrafia fortemente in diagonale verso il basso. (Fondo Ojetti: Soprintendenza
alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, box 17)
(2) Un episodio del 1956 conseguente
alla salute della Cavalieri non é riportato per riservatezza.
(3) L'inabilitazione discende
da un provvedimento del giudice, e i suoi presupposti sono uno o più dei
casi seguenti:
uno stato di infermità meno grave rispetto all'interdizione,
la prodigalità,
l'abuso di bevande alcoliche o sostanze stupefacenti, che possano causare un
grave pregiudizio economico al soggetto o alla sua famiglia,
il sordomutismo
o la cecità sin
dalla nascita qualora sia mancata un'istruzione sufficiente.
Luigi Cavalieri
(Bologna, 26 feb. 1869 — Fiesole 18 ott.
1940)
Luigi Cavalieri nacque a Bologna il
26 febbraio 1869, primogenito di due fratelli, da Federico Augusto e
Maria Corsi.
Il fratello minore, Filippo, nacque nel 1872. Di professione
bancario visse a Firenze col fratelllo e morì celibe di polmonite, il
18 aprile 1934, con i conforti religiosi.
Cavalieri frequentò l'Istituto
di Belle Arti a Bologna dove si diplomò nel 1892 e dove ottenne due
premi al Concorso Curlandese (istituito nel 1785 da Pietro Biron duca
di Curlandia per le arti figurative) uno per la Pittura e uno per la
Decorazione.
Dopo il diploma vinse il concorso di insegnante di
decorazione alla Scuola d'Arte di Pietrasanta (Lucca), la scuola fondata
nel 1842 con il patrocinio di Leopoldo Granduca di Toscana, dove rimase
come titolare fino a che vinse (1905) il concorso per insegnante di
Ornato e la figura elementare alla Scuola Professionale di Arti Decorative
e Industriali
(1) di Firenze a Santa Croce. Nel 1902 era già elencato
nel corpo insegnante dell'Istıtuto nell'opera di Vannuccio Vannucci:
Istituzioni Fiorentine. Nel 1896
Cavalieri fu l'autore della decorazione di una pergamena offerta dal comune di
Pietrasanta a Giosué Carducci in occasione delle celebrazioni dei suoi
35 anni di insegnamento.
Alla Scuola Professionale
Cavalieri divenne assistente del suo maestro bolognese Giacomo Lolli
(1857-1931) noto pittore e professore nella sezione di pittura decorativa, che
si trovava a Firenze già dal 1894 e aveva incoraggiato l'allievo a
raggiungerlo.
Uno dei loro allievi fu il pittore Ermanno Toschi (illustratore dei
disegni interni di "La fiamma nel cuore" di U. Scotti-Berni), che ricordava
sia Lolli che Cavalieri come suoi maestri di decorazione industriale
(circa 1910-1920).
Cavalieri fu incaricato dalla scuola di
compilare un corso elementare di contorni d'ornato a mano libera.
Nel 1905 sposò a Firenze Maria Corradini
(Bologna 24 nov.1876 - Firenze, 22 feb.1946) da cui il 6 Aprile 1900
aveva avuto la figlia Maria Augusta. Nel 1906 il padre di Luigi, rimasto
vedovo nel 1887, si trasferisce da Bologna a Firenze per essere vicino
ai figli.
La sua carriera di pittore inizia ufficialmente nel
1892. Fra il 1897 e il 1900 è presente ad undici delle mostre
organizzate dalle Società Promotrici di Belle Arti di Genova e Firenze.
Le sue sono composizioni in formato ridotto: la più grande misura
90x50cm.
Negli anni Venti probabilmente per motivi finanziari. sembra
aver abbandonato la pittura per dedicarsi all'illustrazione non disdegnando di
illustrare libri mondani come Il Re dei Cuochi.

LA NAZIONE,
5 gennaio 1899
Quella che sembra la sua prima prestazione di
illustratore appare nel 1909: La Villeggiatura di Carlo Goldoni
inclusa nella trilogia "Le villeggiature" pubblicata da Luigi Rasi,
alla quale contribuirono Alberto Micheli, Emma Ciardi, Augusto Burchi,
Alfredo Baruffi e Francesco Nonni.
Fu in questa occasione che
Cavalieri conobbe Carlo Coppedé che illustrò gli "occhietti" del volume.
Coppedé apparteneva a una famiglia fiorentina di celebri pittori,
architetti e decoratori d'interni.

Museo delle Belle Arti, Mexico City Salone dei
Ricevimenti ufficiali
Invitato dai fratelli Coppedé, Luigi
Cavalieri fece parte del team che decorò il Palacio de
Comunicaciones y Obras Públicas progettato e costruito a Citta del
Mexico fra il 1902 e il 1911 dall'architetto toscano Silvio Contri
(Arcidosso-GR, 1856-1933), dal 1982 trasformato in Museo delle Belle
Arti. È probabile che Cavalieri abbia dipinto alcuni quadri mentre si
trovava in Messico che sono riapparsi negli anni Duemila sul mercato americano.

Carlo Coppedé: Processione di Dame e Cavalieri
(550x180cm) Decorazione per la sala da pranzo del Conte
Rosso
Luigi Cavalieri decorò le sale di II Classe
del piroscafo Conte Rosso del Lloyd Sabaudo. Costruito dagli
stablimenti navali Beardmore's Naval Construction Works in Dalmuir
(Scozia) fece il suo viaggio inaugurale sulla Genova-Napoli-Buenos Aires
il 19 marzo 1922.
Gli interni del Conte Rosso furono
allestiti dai fratelli Coppedè (Adolfo, Gino, Carlo) e, oltre che dal
Cavalieri, furono decorati da altri artisti ed artigiani fiorentini che per eseguire
il lavoro si recarono in Scozia.
Il risultato fu "un’orgia decorativa
dove l’ornamento andava a scapito della funzionalità; uno stile
pesantemente criticato dagli artisti italiani, ma che trovò consensi
esaltanti in America" (cit. da I colossi del mare Storia della
società di navigazione 'Italia' di Giovanni Sbisà).
Con la stessa opulenza furono decorata dal team
Coppedé le navi gemelle Conte Biancamano e Conte
Verde anche esse costruite
negli stessi cantieri navali. Il Conte Verde fece il viaggio inaugurale
nel giugno 1923; lungo le pareti del salone da ballo correva un fregio che rappresentava
le quattro danze: campestre, comica, sacra, bacchica
"dovute
all'arte del prof. Cavalieri" (scrisse l'Illustrazione Italiana)
Per i suoi meriti nel campo dell'insegnamento,
Cavalieri ricevette la Croce di Cavaliere della Corona d'Italia.
Alla sua morte Ugo Ojetti Presidente dell'Istıtuto
d'Arte organizzò il funerale a cui parteciparono tutto il corpo accademico
e gli studenti.
Cavalieri pittore non appartiene a una
corrente pittorica ben precisa: il
suo stile si può definire
un romanticismo fantastico fine Ottocento. Dimenticato e sconosciuto alla
critica d'arte italiana odierna anche a causa della sua scarsa
produzione, le opere (ne avrebbe prodotte undici) di Cavalieri sembrano
scomparse dalla circolazione, Le poche conosciute (sette) si vendono sotto
l'etichetta generica "Pittura europea del XIX secolo" in prestigose case
d'aste come Sotheby & Christie, New York e Massol
Parigi.
|
Asta |
Titolo |
Data |
cm |
Medium |
|
14 Jun 06 |
Madre e bimbo nell'antica Roma |
|
61x83 |
Olio/tela |
|
10 Dec 03
|
Pomeriggio nel parco a Firenze |
1892 |
26x45 |
Olio/tela |
|
28 Oct 03 |
Inspiration of Love |
|
50.8x90.2 |
Olio/tela |
|
13 Jun 03 |
Promenade dans le parc |
1892 |
26x45 |
Olio/tela |
|
29 Sep 02 |
La promenade dans le parc à Firenze |
1892 |
26x45 |
Olio/tela |
|
19 Apr 02 |
Scène de parc |
1892 |
26x45 |
Olio/tela |
|
28 Nov 01 |
Au parc |
1892 |
26x45 |
Olio/tela |
|
15 Sep 93 |
The monk's repose |
|
38.1x50.8 |
Acquarello |
|
26 Feb 91 |
Formal dance |
|
49x71 |
Olio/tela |
|
27 Nov 90 |
Tuning his violin |
|
34.5x43.5 |
Acquarello |
|
29 Oct 07
|
Bozzetto |
|
43x39
|
İnchiostro/carta
|
LUIGI CAVALIERI
Inspiration of love - Oil on Canvas - 50 x 90 cm.
Sold at Sotheby's New York, 28 October 2003
SOLD ON BEHALF OF CHRISTIAN BROTHERS UNIVERSITY, MEMPHIS, TENNESSEE IN ORDER
TO BENEFIT ITS SCHOLARSHIP FUND
***
(1) Nata come Scuola Professionale
per le Arti Decorative e Industriali (1880) divenne Istituto Statale
d'Arte di Porta Romana (1924).
***
(sources: Silvia Serreli, Lia Madorsky,
Paola Cardi, &
Istituzioni fiorentine: raccolta di monografie dei principali istituti di beneficenza,
letterari, scientifici, educativi, ecc By Vannuccio Vannucci Published by F.
Lumachi, 1902 & Anagrafe
Storica Comune Bologna with special thanks to Signor Claudio Roncarati & other
sources omitted)
NOTA BENE: Le
notizie biografiche sui Cavalieri, risultato di una ricerca che ha impegnato
vari contributori al sito, sono inedite ed esclusive alla Biblioteca dei Miei
Ragazzi. Coloro che desiderano usarle sono pregati di citare la fonte (Sept.
2007)
|



Pinocchio, 1924 ill. di Luigi Cavalieri e M
Augusta Cavalieri

Pinocchio,
1924 ill. b/n senza firma

Dettaglio
fs, Pinocchio 1924 (courtesy L. Madorsky priv. coll.) click to
enlarge

Dinah Maria Mullock,
La mamma ed io M.A.C, 1934

cop. Salani, 1934 firmata M. A.
Cavalieri

Biblioteca delle
Signorine Delly, Il re delle Ande M Augusta
Cavalieri, 1932
 Dyvonne, Joujou prende marito Luigi Cavalieri,
1928
Maryan: Una
Bell'Anima
L. Cavalieri 1928 per
Biblioteca delle Signorine

Delly, La
colomba del castello
M. Augusta Cavalieri, 1932

Flavia Steno, Quando
amore comanda M. A. Cavalieri, 1934

Luigi Cavalieri
Biblioteca delle Signorine
 Maria
Augusta Cavalieri Biblioteca delle Signorine


Cappuccetto Rosso
M. A. Cavalieri per
Le novelle delle
Fate
1a ed., Salani, 1928

via F. Stibbert

Ronta nel
Mugello dove
M.A. Cavalieri visse
negli anni
Settanta.

Luigi Cavalieri per Salani, ca 1922
Salani pubblicò il primo Re dei Cuochi nel 1874.
Questa edizione illustrata dal Cavalieri è
probabilmente quella del 1922

|