Marie Affre figlia di un notaio nacque al n°8,
rue Neuve, Perpignano nel Roussillon, una regione francese
in cui si parla catalano donde lo pseudonimo Catalany. Era la più giovane
di quattro sorelle.
La
famglia é molto religiosa e conta fra gli antenati Mgr. Denis-Auguste Affre (1793-1848) arcivescovo
di Parigi (1)
Catalany cominciò a scrivere molto presto inviando
racconti e poesie a Le Noël firmati con lo pseudonimo Violette
des Pirénées (nell'annata 1912 si trovano: La Sybille
e La Révolte du Bronze).
I
lettori de Le Noël e di L'étoile Noëliste che
avessero almeno 15 anni e fossero abbonati da almeno due anni alla rivista potevano
far parte della Association de l'Union Noëliste i
cui membri si scambiavano notizie personali nelle due riviste sotto vari pseudonimi
e organizzavano riunioni, feste, incontri letterari e messe mensili. Marie Affre/Violette
de Pirénées ne fu presidente nel 1906.
Catalany che parlava catalano fluentemente fu nominata Maître ès
Jeux Floraux de Toulouse nel
1914 e 1918, nel prestigioso concorso annuale di poesia in lingua d'oc, su
un soggetto religioso glorificante la Vergine Maria o Dio, creato a Tolosa nel
XIV secolo da un gruppo di sette trovatori. Il premio era una violetta d'oro
benedetta. (Victor Hugo vinse questo titolo due volte).
Il 10 gen. 1914 Marie Affre sposò il fratello della
sua amica Marthe Barrère (1888-1978), anch'essa
nel gruppo noëliste (con lo pseudonimo Toremilla).
I Barrère erano
una famiglia di ricchi proprietari
terrieri.
Raoul Barrère (1890-1955) era il
minore di quattro figli di Jacques e Maria Nicolau di Flos, (Thuir): Marthe, Yvonne
e Etienne. Frequentò (1900-1901) L'École
de Sorèze e fece il suo servizio militare nella marina.

Installazione primitiva di un colono francese nella pianura
dell'Oued R'dom affluente del Sébou, circa 1916
"Vous étiez catalane, Myriam
Catalany , et pour suivre un époux, la rigueur de l'amour vous fait fuir
la patrie: si, du moins, c'est fuir la patrie, quand on est française,
que franchir la mer qui est nôtre mare nostrum et porter au Maghreb
l'esprit de la France" proclama Emile
Thouverez, professore dell'Universita di Toulouse, nella sua allocuzione per
la consegna a Marie di una medaglia di vermeil in occasione dei giochi del 1939.
I Barrère emigrarono in Marocco subito dopo il matrimonio
e vi arrivarono nel marzo 1914.
stabilendosi dapprima a Casablanca nel quartiere "Les Roches Noires".
Il marito si occupava della vendita di macchinario agricolo. Durante la
Grande Guerra, come tutti i commercianti, impiegati, proprietari e agricoltori
di Casablanca fu mobilizzato fra i riservisti per la difesa dei territori marocchini.
Catalany raccontò gli
anni marocchini dal maggio 1914 al dicembre 1918 in La Kasba parmi les tentes Croquis
Marocains (Bayard, 1919).
Segue spesso il marito di kasba in kasba sia nei suoi viaggi di lavoro che durante
il suo periodo militare, tiene una specie di dispensario pronto-soccorso, scrive,
partecipa a matrimoni e funerali berberi, iscrive le sue galline a un concorso
agricolo e vince un diploma "
un diplome? J'en ferai un triptique avec mon diplôme de Noêliste
et mes Lettres de Maitrise ès
Jeux Floraux. Ce sera original et inédit..."
Non dimentica gli
amici noellisti: il 1° dicembre 1915, da Ouled-Salah vicino a Fez,
Catalany dedica loro una poesia: "Aux
Noëlistes de Reims, fraternellement".

Catalany col figlio Edmond e la cavallina Larbi,
Kasba Moulay-Driss,
1918
Nel 1920, dopo la morte dello zio Jean Jacques Michel
da cui ereditarono parte del cospicuo patrimonio Barrère, Raoul e Marie
tornarono in Francia, comprarono il castello di Belluyère vicino a Castres
e vi restarono per qualche anno, ma ben presto sono di nuovo in Marocco.
I Barrère ebbero due figli: Edmond (n.1915) che
Marie chiamava affettuosamente Dedé e Maryvonne (n.
1922, al castello di Belluyère) a cui dedicò Poussiers
dans le Chergui (Arthaud 1946).
Gli anni del secondo soggiorno marocchino furono forse i più felici della
vita di Catalany, sia sul piano professionale che personale.
La Bonne Presse la pubblica regolarmente sia in feuillotons su La Croix sia nelle
due collezioni Bijou e Roman Populaires.
Fra il 1934 e il 1936 i Barrère vissero a Ouarzazate. Nel 1939 il figlio Edmond marechal-de-logis al
1° Reggimento dei Cacciatori d'Africa, si sposa a Tamelet-el-Djedid
lo stesso giorno in cui i Barrère festeggiano le nozze d'argento. Nel
1941 nasce il primo nipotino Jacques Barrère (seguiranno Pierre e Michelle). Nel
1941 a Mogador Catalany dirige una corale e scrive Lalla
aicha. Lo stesso anno vince il premio Letterario del Marocco. Sabato
9 agosto 1941 incontra le Noëlistes di Rabat, un'occasione festosa e commovente.
Raoul muore il 13 maggio 1955.
Catalany rimase in Marocco con la figlia e il genero funzionario del governo
francese ma alla fine del protettorato nel 1956. tutto
il personale francese
viene rimpatriato e Catalany segue la famiglia della figlia
in Francia.
Marie vinse numerosi premi letterari: si citano: Prix du Jasmin d'argent, 1923
(Premio di Poesia), Premio Letterario del Marocco,
1941 con Timimmit
Ksourienne pubblicato nel 1938, che dedicò al marito a cui la
univa un'intesa profonda e Prix des Editions Ringier 1950 (premio giornalistico
svizzero, vedi L'ILLUSTRE No 27 del 05.07.51) con Le Jardin condamné. Premiata
dalla Académie Française
per La Kasba parmi les tentes. Croquis marocains.
Dotata di grande immaginazione, sostenuta da ottime ricerche
bibliografiche, Catalany scrisse romanzi esotici e storici come Le
secret de Pallahore, 1926 in
"Étoile Noëliste", Haine de Brahmane, 1931, La
Guerre du Soleil, 1925, Les fugitives du Palatin, 1925 e Nidikê, 1936.
Usò il nome del marito aggiunto al suo per una parte
della sua produzione letteraria.
I romanzi pubblicati al nome Barrère-Affre, che sono la maggioranza sono
in genere destinati ad un pubblico adulto, molti si svolgono nel Maghreb ed hanno
per protagonisti personaggi berberi, le cui storie facevano parte della tradizione
orale e che Barrère-Affre reinterpreta come altri scrittori "franco-magrebini" (Jérôme
et Jean Tharaud, François Bonjean) in chiave esotica e folkloristica.
(Vedi "Politique berbère et litérature
au Maroc colonial", Maurice Le Glay et Marie Barrère Affre, in The
Maghreb Review, Londres, vol. X, n°1-2/1985).
Catalany scrisse oltre un centinaio di romanzi e contribui
a innumerevoli riviste.
Oltre a collaborare a Le Noël per cui scriveva ancora negli
anni Trenta scrisse per Le Petit Echo de la Mode, La Croix, A
la Page-L' hebdomadaire des jeunes, La Semaine de Suzette (vi appare
per la prima volta nel 1909 col il romanzo Le voyage de Mimose), L'
ETOILE NOELISTE la rivista per ragazzi
edita dalla Bonne Presse e Les
Veillées
des Chaumières.
Il suo editore principale fu
La Maison de la Bonne
Presse,
divenuta poi Bayard Éditions, fondata (1898) dai Padri Assunzionisti
e specializzata in letteratura destinata ai cattolici praticanti e a chi
simpatizza per le posizioni morali dei Cattolici (2).
Per La Bonne Presse fu una delle più assidue scenariste dei romans
cinématiques che
la casa editrice pubblicò dal 1920 al 1956.

Roman
cinématique
Al rientro in Francia la Bonne Presse non le rinnova
il contratto nonostante che per anni «La Croix» non
avesse mai mancato di citarla come "notre très
estimée
collaboratrice"
e nonostante le decine di romanzi (pagati il meno possibile) che Catalany
aveva letteralmente "sfornato"
per la Bonne Presse nei decenni precedenti.
Dopo
la seconda guerra mondiale gli introiti dei suoi diritti d'autore si ridussero
al niente e senza rendite, essa visse poveramente. con l'aiuto del padre assunzionista
Roger Guichardan, che continuava a pubblicare a puntate i suoi romanzi nella
rivista Le Pélerin da lui diretta.
Cattolica praticante e religiosissima fu la destinataria di
una benedizione papale in occasione della comunione di uno dei suoi numerosi
nipotini a cui accenna in una lettera autografa a Salani.
É sepolta al cimitero di Perpignan.
V. Un écrivain oublié :
Marie Barrère-Affre di
Georges Monnet
(1) Monsignor Affre mori sulle barricate di
Parigi, ucciso da un proiettile vagante durante la rivoluzione del 1848, mentre
cercava di metter pace fra gli insorgenti e l'esercito.
A novembre dello stesso anno, alla sua memoria il governo francese diede il nome
di Affreville a un piccolo agglomerato di casupole vicino ad Algeri innalzandovi
una statua in bronzo di Mgr Affre.
Affreville divenne col tempo un'affluente cittadina ma nel 1962 con la guerra
di indipendenza algerina, fu abbandonata dai suoi abitanti francesi e ... resta,
comme seul chrétien, la statue en bronze de Mgr Affre, inaugurée
en grande pompe il n'y avait pas si longtemps et qui bénissait un silence
dévasté (cit. Marie ELBE in Affreville,
village de colons.)
(2) La Bonne Presse est une vaste entreprise
d'évangélisation qui
a des gros moyens, qui a compris qu'on peut “gagner des ames” en propageant une
littérature romanesque bien pensante mais c'est n'est là qu'une
petite partie de son influence. Un catalogue de librairie de novembre 1927 consiste
de plus de 30 pages. Il y a 18 rubriques dont une seule la XV (p.20 à 23
) consacré à Art
et Littérature . Il contient aussi Evangiles, Apologétique,
Vie de saints, Actes pontificaux, Etudes Philosophiques, Action catholique, Agriculture,
Sciences, Propagande ... (cit. Prof. Georges Monnet)
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE :
Sotto il nome Marie Barrère-Affre
La Kasba parmi les tentes. Croquis marocains, Bonne Presse, 1920.
En marge de Perrault: Les Filles de Barbe-Bleue, ill. de R.
de la Nézière & L'Etoile de Mouvantes, ill. de Hérouard,
Paris, Gautier et Languereau, 1922
SOUS LES PALMES DE BENARES, Bonne Presse, 1925
Clari, Bonne Presse, 1927 - tradotto in esperanto sotto il
titolo Klari romano, Paris, Esperanto Katolika. 1929
Le Balcon sur le désert, Bonne Presse, 1938.
Lalla aicha, Bonne Presse, 1939.
Le Warf d'Ebène Maison de la Bonne Presse, La Frégate,
1946.
Zouina, la petite sultane; récits marocains, ill. Elis.
Gross Tours, Mame, 1954
L'Héritière des Montalba, Paris, Maison de la
Bonne Presse, 1925.
Lyautey, le grand Africain, Editions du Clocher, 63 pages, Collection
les pionniers de l'Empire, N·1,Toulouse, 1943
Con lo pseudonimo Catalany Myriam:
La petite marquise de Karabat et La Maison aveugle, Gautier-Languereau, 1927.
L'héritage des Mirewel, Bonne Presse, coll. Bijou 1935, 1941
Nidikê, Coll Bijou, Bonne Presse, 5, rue Bayard, 1936
BIBLIOGRAFIA
@ BNF
(source: M
Georges Monnet & other sources omitted)
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