BIBLIOTECA DEI MIEI RAGAZZI

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BOURCET MARGUERITE MARIE  
(Dole, Jura(39), 26 agosto 1899 - Parigi 18 giugno 1938)

6.L'erede di Ferralba, 1934
L'héritière de Ferlac, 1922 e 1939

17.Per l'Onore di Roccabruna
L'étoile de Navailles, 1925


nella foto M. Bourcet nel 1925*

Marguerite-Marie Bourcet nasce il 26 agosto 1899 in rue Saint-Jacques, no 6, a Dole nel Giura da Paul  (n.1874) studente in medicina e Marie Louise Rosalie Bourdon  (n.1871) senza professione. I genitori abitano   a Parigi rue du Val de Grace, 26 e si trovano a Dole in casa della famiglia paterna per la nascita della loro primogenita.

Il padre Paul, laureatosi in medicina per volere dei genitori, intraprende dopo la laurea la carriera di chimico.

La famiglia materna è dominata dalla figura matriarcale della nonna Rose che rimasta vedova giovanissima sposò in seconde nozze, Henry Lenormand, il maestro di piano dei suoi figli. Egli divenne un "padrino" amatissimo dai figliastri.

Marguerite passa vacanze felici a Chavannes la casa della nonna dove tutta la numerosa famiglia della madre si riunisce durante le vacanze, intrattenendosi con passeggiate, picnics, sciarade e produzioni familiari di commedie, scritte da Marguerite e i cugini.

Questo ambiente farà da sfondo ai due Suzettes di Bourcet, in particolare l'Etoile de Navailles, in cui Marguerite e la sorella cadetta Marie-Rose, nata il 1°marzo 1903, sono romanzate in Marguerite e nella angelica protagonista Marie-Rose.

Fu sempre affezionatissima alla sorella e ai suoi nipotini a cui dedicherà Princesse de Neige nella serializzazione in La Semaine cominciata il 3 dic. 1925 (A mes chers petits neveux Paul, Maire-Jose et Monique Fouche)

A causa dei frequenti cambiamenti di residenza dovuti alla professione del padre e ad un salute delicata Marguerite fa i suoi studi in casa con una istitutrice presentandosi regolarmente agli esami di stato.
Nel 1916 segue i corsi della Schola Cantorum di Mâcon dimostrando un talento che la rende indecisa se seguire una carriera letteraria o musicale. Sente una forte vocazione per la scrittura a cui deciderà eventualmente di dedicare la sua vita esattamente come Marguerite-Margherita in l'Etoile de Navailles (ch. XI) "Voici Marguerite [....] elle a senti s'éveiller d'une façon irrésistible la vocation d'écrivain qui sommeillait en elle.  Elle ne se mariera pas et consacrera sa vie à  enchanter les autres par sa plume ... " . Sono le stesse parole che Bourcet parlando del suo futuro aveva scritto da giovinetta nel suo diario. 

Questa vocazione si manifesta sin dall'infanzia. Il suo primo racconto  mandato a uno dei concorsi per i lettori indetti dalla rivista, viene stampato nel 1906 su "St Nicolas, Journal illustré pour garçons & filles" pubblicato da Delagrave, una rivista letta in famiglia da due generazioni. Marguerite ha sei anni e mezzo e fino al 1909, con lo pseudonimo Guette (il suo soprannome di bambina) apparirà come regolare contributrice del "St. Nicolas".  A dieci anni crea un giornale per le sue bambole.

Nel 1918 manda a Gautier-Languereau il manoscritto de "L'héritière de Ferlac" che sarà pubblicato a puntate su "La Semaine" dal 22 aprile al 19 luglio 1920 e verrà votato dalle lettrici il romanzo più popolare dell'anno.
Inizialmente intitolato "La fille du milliardaire" e poi "Le chemin qui monte" che sarà il titolo di uno degli ultimi capitoli, il manoscritto fu accettato a condizione di cambiarne il titolo in "L'héritière de Ferlac". Per l'edizione italiana Salani pagò a Gautier-Languereau la somma di 600franchi in data 23 dic 1930.
Nello stesso anno a richiesta dell'editore, M. Bourcet inizia "L'étoile de Navailles" ("... on a accepté Ferlac, on prend Navailles... "commenta la sua amica e biografa Mme Ella Bouet) e inizia a collaborare a "Les Veillées des Chaumières": nel 1929 vi firma 12 fra articoli e racconti.

Vince due volte (una nel 1919) il "Prix Littéraire de l'Académie de Mâcon" e nel 1931 il premio Montyon per Toujours Prêtes (ed.Spes). Il nonno Lenormand lo comunica con orgoglio alla Académie de Mâcon, di cui era membro con una lettera datata 15 sett.1931.

Nel 1921, la madre muore dopo una lunga malattia.

La collaborazione con La Semaine continua: Marguerite Bourcet tiene anche la rubrica di attualità col nome di Guettte e cura l'edizione in volume de "L'héritière de Ferlac" che viene pubblicato il 12 agosto 1922; per rispettare lo standard editoriale di 128 pagine di ogni volume della Bibliothèque, deve togliere 800 righe dal manoscritto.

Nel 1926 Bourcet firmerà due racconti nella Semaine col nome Edith de Ferlac (Reine Epiphanie, no49, 7 gen. 1926 et Sous le masque, no6, 11 marzo 1926).

Diventa una celebre conferenziera e continua la sua carriera con la pubblicazione di libri e di articoli su varie riviste francesi: aspira a collaborare alla prestigiosa rivista letteraria "La Revue des deux mondes" ma i suoi articoli sono respinti ben due volte. Scrive un libro sul Jura la sua regione natale.


J. de Gigord, Editeur
ed. 1950

Vive a lungo un amore non ricambiato per un giovane che frequenta il suo circolo familiare, identificato come D. nei suoi diari, interpretando come avances le sue dichiarazioni di rispetto e ammirazione, arrendendosi infine con amarezza all'evidente disinteresse sentimentale del giovane.
A causa dei suoi sentimenti per D., rifiuta la richiesta di matrimonio di un giovane aristocratico amico dei suoi cugini che frequenta a Parigi, dove i Bourcet si sono trasferiti definitivamente e dove Marguerite abiterà fino alla morte.

Lavora alla biografia della duchessa di Alençon, un progetto che la affascina e impegna sin dal 1917, quando ne ha avuto la prima ispirazione: frequenta la Biblioteca Nazionale per raccogliere materiale, viaggia con l'amica fedelissima Ella Bouet in Germania e Austria per visitare i luoghi in cui la duchessa ha vissuto; in Svizzera incontra (1929) la figlia della duchessa e riceve l'autorizzazione a scriverne la biografia ufficiale.

Molto coinvolta e attiva nelle organizzazioni cattoliche, nell'ottobre 1932 partecipa ad un ritiro di scrittrici cattoliche organizzato da Padre Bessières al Convento della Solitudine a Versailles, dove sono fondate le Giornate delle Donne Scrittrici Cattoliche (Journées des Femmes Ecrivains Catholiques) riunioni-ritiri regolari (tre all'anno) che si terranno per parecchi anni successivi. Fra le partecipanti vi è anche Berthe Bernage. Presidente dell'Associazione fu Geneviève Duhamelet, un'altra scrittrice che scrisse per la Bibliothèque de Suzette

Il 15 giugno 1937 a tempo di record (aveva presentato il manoscritto la sera prima) un suo articolo su Luigi II di Baviera viene accettato e pubblicato da "La Revue de Deux Mondes", coronando un'ambizione nutrita da anni.

Ma ormai Marguerite è alla fine: sofferente da tempo di un tumore diffuso, per cui si sottopone a penosi trattamenti al radium, essa muore con i conforti religiosi il 18 giugno 1938, assistita fino all'ultimo da Ella Bouet. Profondamente religiosa, aveva scritto il proprio obituario definendosi scrittrice "cattolica". Nel suo testamento siglato il 16 Giu. 1939, due giorni prima di morire, Bourcet fece dell'amica Ella, che divenne poi Mme Dufeil-Bouet, il suo esecutore testamentario.

La biografia storica della duchessa d'Alençon, a cui M. Bourcet ha dedicato la sua breve vita, viene pubblicata nel 1939: l'opera riceve un enorme successo di critica e di pubblico. Il rappresentante letterario francese della Metro Goldwyin Mayer, non rendendosi conto, come molti altri, che si tratta di un'opera postuma scrive a Marguerite Bourcet chiedendo di esaminare il testo per una eventuale versione cinematografica. Il libro era ancora in ristampa negli anni '80.

Nel 1963 in occasione del 25mo anniversario della morte, Dole, il paese natale le ha dedicato una strada che attraversa il vecchio dominio lottizzato des Capucins che aveva appartenuto ai Bourcet.

(with thanks to M. Roger Valeyre - Entraide FDA39)
TOUTE REPRODUCTION MEME PARTIELLE STRICTEMENT INTERDITE

"Un couple de tragédie: Le Duc et la Duchesse d'Alençon", Paris, Librairie académique Perrin, 1939, (ed. 1958 nella foto) storia della Duchessa di Alençon ovvero "... comment un époux peut donner l'équilibre à son épouse, par la foi vécue. Lui: homme du devoir d'état accompli coûte que coûte. Elle: élevée dans la bohême la plus totale - admirable et passionnant..." (source: http://tradition.free.fr)
Sophie Charlotte di Wittelsbach, (1847-1897) sorella di Elizabeth (Sissi), imperatrice d'Austria, dopo la rottura del suo fidanzamento con Luigi di Baviera, sposò nel 1868 per volere dei genitori Ferdinando duca di Alençon (1844-1910). Il mastrimoni si rivelò relativamente felice.
Le sue opere di carità le diedero la fama di "santa". Morì tragicamente nell'incendio del Bazar de la Charité a Parigi il 4 maggio 1897, in cui morirono numerose dame dell'aristocrazia francese e che fu commemorato con commozione per anni e anni. I pochi sopravissuti testimoniarono dei generosi tentativi della duchessa di salvare gli altri prima di sè stessa.

La Biografia di M. Bourcet:
Bouet (Lucienne-Ella): "La vie émouvante de Marguerite Bourcet", PARIS, Bloud & Gay, 1951.
Bouet-Dufeil, Ella (Ella Bouet): "Marguerite Bourcet, mon amie", Paris, Éditions du Centurion (Impr. Maison de la Bonne Presse), 1963. (Contient de nombreux extraits du journal et de lettres de Marguerite Bourcet).
* Foto: da: Bouet (Lucienne-Ella): "La vie émouvante de Marguerite Bourcet", PARIS, Bloud & Gay, 1951

see also M.me de Renal in Le testament des poètes

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