
Berthe Bernage
circa 1906
©Collection Limon Duparcmeur
from Guérin-Paulvé*
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BERTHE
BERNAGE figlia di
Siméon-Auguste-Barthélémy e Louise Marie
Jenny Deltour nacque a Parigi in una famiglia di accademici,
sia da parte materna che paterna.
Il
nonno paterno Prosper Bernage, professore al liceo di Castres ebbe fra i suoi
allievi Jean Jaurès e "scopri" il poeta Sully Prud'homme.
Il
nonno materno Nicolas-Félix Deltour (Paris 8.9.1822-
Paris 12.12.1904) "...
le savant
professeur
et littérateur.." fu Ispettore Generale della pubblica
istruzione.
Il padre Siméon (Draguignan
18 gen.1839-Paris 1902) allievo de l'École
normale supérieure (diplomato nel 1857), agregé
és Lettres nel 1860, ellenista e professore di retorica
al liceo Condorcet di Parigi e poi al Lycée Henry IV, il più
prestigioso liceo parigino, decorato della Légion d'Honneur.
Uno zio del padre, Pierre Bernage agregé és Lettres nel 1842.
Berthe era
l'ultima di sei sorelle: Adèle e Louise (che diventerano entrambe suore) Marie
(morta a 18 anni), Marguerite, Mme
Arséne Limon Duparcmeur, e Géneviève
che resterà nubile, dopo la morte del fidanzato alla battaglia
della Marna e diventerà insegnante.
I
Bernage abitavano nel sobborgo parigino di Saint-Philippe du Roule,
un quartiere in cui Berthe passerà tutta la sua vita, prima in
rue D'Artois, nella casa di famiglia poi al Faubourg Saint-Honoré.
Laureata
in Lettere alla Sorbonne, colta e brillante, cominciò la sua
carriera letteraria dopo la Grande Guerra.
Dotata per la scrittura sin da bambina, Bernage aveva tenuto una cronaca
familiare in cui narrava le vicende quotidiane della sua famiglia, arricchita
da annedoti e osservazioni sul suo ambiente borghese. In questo sfondo sociale
fatto di ordine, disciplina, dovere, sacrifici, amore per la patria e buoni sentimenti si
muoverà Brigitte l'eroina più che decennale dei
suoi romanzi più conosciuti.
Col
tempo Bernage trasformò queste note familiari in racconti brevi
che leggeva in famiglia o agli amici e che infine decise di inviare
alla rivista La mode Pratique e a La Semaine de Suzette
che li accettarono.

Les veillées des Chaumieres, Indice Annata 53ma, no1-104
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All'età di
trentacinque anni nel 1923, Bernage divenne cosi giornalista e scrittrice.
La
sua collaborazione, si estese a "Les veillées des
chaumières" dove oltre alla pubblicazione dei suoi
romanzi e racconti, teneva una rubrica (J'ai quelque chose à vous
dire) di consigli pratici con lo pseudonimo Bettine, e al Journal des
demoiselles dove
teneva la rubrica "Entre
nous"
Attivista
cattolica, nell'ottobre 1932 partecipa con Marguerite Bourcet, una vecchia e
cara conoscenza fatta alle "Veillées" ad un ritiro di scrittrici
cattoliche organizzato da Padre Bessières al Convento della Solitudine
a Versailles, dove sono fondate le Giornate delle Donne Scrittrici Cattoliche
(Journées des Femmes Ecrivains Catholiques) riunioni-ritiri regolari
(tre all'anno) che si terranno per parecchi anni successivi.
Nel 1937, alla morte della madre, che viveva con loro,
Berthe e Géneviève,
si trasferiscono al 201, Faubourg Saint-Honoré e vi abiteranno
insieme sino alla loro morte.
Géneviève che aveva funto da amica,
governante, segretaria e confidente della sorella morirà il
29 marzo 1972 all'ospedale Saint Louis. Berthe la segue 34 giorni dopo, il 2
maggio 1972.
Nel 1934,
presentata dallo scrittore Paul Chack, B. Bernage diventa sociétaire.
(uno scrittore che ha pubblicato almeno sei libri) della Societé de Gens
des Lettre.
Chack la presento con queste parole: "Comparés aux
livres de Mlle Berthe Bernage, ceux de la Bibliothèque Rose pourraient
passer pour licencieux et presque démoniaques"
Nel 1963, avendo
pagato le sue quote di associazione ne diventerà pensionnaire con
una pensione di 160 franchi all'anno.
Alla fine
degli anni '40 fu redattrice di FRANCE MAGAZINE e contribui a Les
Bonnes Soirées continuando a scrivere per Les Veillées
Fu sempre fedele ai suoi editori Gautier & Languereau e alla sua
morte senza eredi diretti lasciò loro tutti i suoi beni.
Vinse 3 volte il Grand Prix dell'Académie Française.
Scrisse oltre 50 libri che oltre
alla serie "Il Mondo di Brigitte"
e "Le Roman d'Elizabeth" includono anche manuali di saper
vivere, quasi tutti ancora in ristampa.
Fu tradotta in numerose lingue incluso il turco::Gri
şapkali adam (L'Homme
au Chapeau gris),
DOGAN KARDES YAY. 1962 .
BIOGRAFIA : vedi
Nic Diament: Dictionnaire des écrivains français pour la jeunesse
1914-1991, École des loisirs, 1993 & *Guérin-Paulvé,
Le Roman du roman rose, Lattes, 1994
ALTRE OPERE:
Série
de Brigitte
Brigitte,
un emblema di femminilità cattolico-borghese, una perfetta rappresentante della
dottrina Kinder,
Küche, Kirche, apparve per la prima volta nel
1925 in Les Veillées des chaumières. Concepite
come racconti indipendenti, le storie di Brigitte si trasformarono poi in romanzi.
La lunga saga di Brigitte segue la protagonista dalla sua fanciullezza alla maturità,
con una serie di 35 titoli su un periodo di oltre quaranta anni — una cronaca
di vita sociale e storica della Francia — con cui il pubblico francese
si identificava facilmente come protagonista.
Brigitte valse a Bernage l'accusa di antifemminista di destra. Tuttavia
la sua vita fu quella di una donna indipendente di successo che si mantiene
col suo lavoro, una condizione rara per le donne della sua epoca, la
stessa a cui si preparano le tre protagoniste di Un Pierrot e tre
bambine.
Dopo la morte di Berthe Bernage la serie fu continuata dalla sua più stretta
collaboratrice, Simone Roger-Vercel, con lo pseudonimo
Marie-Agnès, anch'essa scrittrice pubblicata nella Bibliothèque
de Suzette. La serie fu tradotta in spagnolo, tedesco e italiano
e maltese. In Italia Brigitte (Brigida) fu pubblicata dalla Sas, Soc.
Apostolato Stampa, Roma.
Oltre
a Brigitte, Bernage creò il personaggio di Elisabeth
Morlainville nella serie di sei volumi "Le Roman
d'Elizabeth" che
fu premiata dalla Académie Française e quello di Giboulée tradotta
Marzolina in
italiano.
Famosi i suoi libri
di etichetta:
Le
Savoir-vivre et les Usages du
Monde: apparso
per la prima volta nel 1928, riedito aggiornato fino agli anni Ottanta, contiene
questa lapidaria regola di precedenza:
"... Entre l'évêque et le général,
c'est l'évêque qui prime ..."
Convenances
et bonnes manières ou Le code moderne du savoir-vivre, Gautier-Languereau,
1948, godette numerose ristampe e contiene consigli su: La
vie de tous les jours: la matinée (lever, premier déjeuner,
gens de maison, rôle de la maîtresse de maison, vie d'affaires,
grands déjeuners, déjeuners au restaurant); l'après-midi
(visites, gouter, ventes de charité, vie intellectuelle et artistique,
dans la rue); la soirée (dîners priés, théâres
et soupers, danse, matinées dansantes); la correspondance. La
vie des grands jours: la 1ère enfance; la 2e enfance et la jeunesse;
le mariage; la maladie et la mort; les jours de fêtes; relations
avec les membres du clergé; relations avec les personnages officiels.
La vie au grand air: voyage; villégiatures; sports; quelques
usages et quelques gestes de toujours et de partout. 396 p. 382 pp IN8 (riedito
negli anni Settanta — redazione di Géneviève
de Corbie)
Savoir Ecrire Des Lettres, Gautier-Languereau, 1953.
Savoir vieillir et sourire. Mame, 1967
* * *
La
giovanissima Brigitte Bardot, negli anni '50 indossatrice per bambini,
posò per le copertine dei romanzi della serie "Le
Roman d'Elizabeth" nella collezione Bibliothèque
de ma fille Gautier-Languereau
edizione 1955.
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L'antifemminismo di destra di Berthe
Bernage
in "Le monde de Brigitte":
"Dans
Un siècle d'antiféminisme, cette question est étudiée par exemple
dans l'article de Colette Cosnier sur la série des Brigitte
de Berthe Bernage. Cette romancière très populaire écrivait
des romans d'initiation pour jeunes filles et le modèle, c'était
Brigitte. Et bien dans le discours que tient Brigitte aux lectrices,
on peut lire des phrases entières du Maréchal Pétain. C'est
ainsi que le discours d'extrême droite se banalise à certains
moments et peut toucher les femmes" intervista radiofonica con
Christine Bard, 21 juin 2001 in "Scalp/Reflex" (Radio Libertaire
89.4, Paris) (source:
nopasaran.samizdat.net)
Un commento su Berthe Bernage
"..... Berthe Bernage
est à l’art épistolaire ce que Ginette Mathiot est à l’art culinaire:
la référence des années 50 et 60, époque fort ancienne où les
arts de la table et les règles de savoir-vivre étaient encore
strictement codifiés...."(source: www.biensincerement.com)
L'ENFER
DE LA BIBLIOTHEQUE de Mme de Renal
(in
Testament des Poètes, 12 octobre 2004)
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