La sera del 25 giugno 1888 si inaugurò a
Firenze la nuova sede Salani in Viale Militare.
Giornale della libreria, della tipografia e delle arti e industrie affini,
Volume 1, Fascicolo 33 (ago, 1888), p. 343
L'avvenimento fu celebrato in casa Salani con
un opuscolo ricordo di 20 pagine in folio, a cura di Giuseppe Baccini, che è conservato,
forse unico esemplare esistente, alla British Library.
L'opuscolo si apre con una introduzione di
due pagine firmata dal Baccini che percorre l'industriosa carriera di Adriano
Salani:
Seguono la lettera di invito a firma
Adriano Salani e le adesioni di varie personalità della cultura, colleghi
di lavoro e amici personali dell'editore.
Ci furono brindisi e discorsi in versi e prosa,
incluso quello di Carolina Invernizio, punteggiati da Applausi, Battimani,
Applausi fragorosi, Grandi acclamazioni, Evviva e grandi acclamazioni, Ilarità,
Grandi evviva al Salani....
quindi
tra l'ilarità di tutti, il chiarissimo
Prof. Piero Torrini, pittore, offrì al Salani un disegno maestrevolmente
acquerellato con quel tocco franco e spigliato che sempre suole adoprare
ne' suoi bellissimi bozzetti. In esso era effigiata la caricatura di Adriano
Salani il cui significato non ha bisogno di commenti; giacchè tutti
ricordano che lo stesso Salani iniziando la sua carriera col pubblicare una quantità di
Canzonette, molte delle quali del poeta Niccheri illetterato, potè alla
fine giungere al punto di dare alla luce il magnifico volume della DIVINA COMMEDIA
di Dante, voltata in prosa col testo a fronte da Mario Foresi, opera
benevolmente accolta da S.M. IL RE e da S. E. il Ministro della Pubblica
Istruzione Prof.Cav. Michele Coppino, i quali degnaronsi ringraziare l'editore
con lettere colme di frasi lusinghiere e di cordiale compiacimento".
Alzatosi, perchè pregato da tutti, il
Cav. Salvatore Landi, proprietario della Tipografia e del giornale: L'Arte della
Stampa, prese la parola improvvisando il seguente
Discorso:
“[........] Io conosco Adriano Salanifino
dal 1853, quand'egli era bardotto nella tipografia ov'io ero lavorante. A voi
tutti, dal più al meno, non sono ignoti i misteri della tipografia; il
Salani nell'anno sopra indicatoscomponeva i caratteri per i lavoranti colla scarsissima
retribuzione di un paolo al giorno, pari a 56 centesimi; per contentino poi riceveva
ogni tanto qualche scapaccione, che egli si prendeva senza fiatare.Eppure Adriano
Salani nonostante questo non variava il suo carattere, sempre vispo e allegro
come un usignuolo!” [.......]
Infine Adriano Salani, invitato da tutti a
parlare, commosso per tante dimostrazioni d'affetto e di simpatia, alzossi dicendo:
E per finire:

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