
Zier, Autoritratto 1908 |
Edouard Zier pittore e disegnatore francese,
nasce a Parigi, figlio di Victor-Casimir Zier e Alexandrine Jurié, il
7 maggio 1856.
Gli Zier erano una famiglia di artigiani
cisellatori di origine tedesca o alsaziana.
Valentin Casimir, il nonno di Edouard,
(parigino nato nel quartiere di Saint Nicolas des Champs)
sposò Rosine
Zwicker, una giovinetta di appena sedici anni, nella parrocchia di Saint-Eustache,
una delle piu vecchie di Parigi, ıl 5 marzo 1810.
Nel 1820 Valentin-Casimir
si recò in Polonia con la famiglia e trascorse alcuni anni
a Varsavia dove nacquero due suoi figli e dove lavorò come cisellatore
di argento e ottone (forse anche nella fabbrica che i fratelli francesi
Fraget aprirono a Varsavia nel 1824)
Al ritorno in Francia nel 1825/26 gli Zier abitano
in rue Couronnes 9, a Belleville, allora un sobborgo povero (ora un quartiere)
di Parigi. A Belleville gli Zier e la
loro vasta parentela nasceranno si sposeranno e moriranno per decenni a venire.
Valentin e Rosine ebbero numerosi
figli :
Paulin-Antoine (b.
Varsovie 1821-d. Paris Belleville 1894), Victor
Casimir ((b. Warsaw, Poland, 26 Sept. 1822-Paris 1884))
Alexandrine Delphine (b.
1817 Paris) , Jules
Valentin (b Belleville 1834) , Jean-Alexandre (b
Paris 1818), Marie Zélie Vanda (b.Paris
1817) , Anne Augustine (Paris
1826). Valentin morì il
14 ott. 1842
Nel 1844, i figli Paulin Antoine e
Jean-Alexandre che continuano l'attività paterna, sono citati nel Bulletin
des Lois du Royaume de France nella
lista dei decreti di concessione di brevetti d'invenzione per un
sistema di galvanoplastica dei metalli.
"164°— Le sieurs Zier (Paulin-Antoine et
Jean-Alexandre), ciseleur, et la dame veuve Zier (Valentin-Casimir) née Zwicker
(Rosine), demeurant boulevard Couronnes, n° 9, à Belleville,
près de Paris, auxquels a été délivré le 6
mars dernier, le certificat de leur demande d'un brevet d'invention de cinq ans
pour un genre de chandelier "
Victor-Casimir
il padre di Edouard, si orienta invece verso la scultura e la pittura. Studia
con Sébastien
Norblin (anche egli franco-polacco, nato in Polonia da padre francese) e diventa
un pittore notissimo di soggetti religiosi.
Victor Casimir, nato in Polonia e quindi considerato
straniero, riceve il permesso di residenza in Francia nel 1845 con decreto 19
Luglio , "Le
Sieur Victor Casimir Zier, né à Varsovie Royaume de Pologne, le
21 septembre 1822, peintre d'histoire, résident à Belleville (Seine)" é ammesso
insieme ad altri stranieri "à établir leur domicile
en France, pour y jouir des droits civils, tant qu'ils continueront d'y résider"
Nel 1846 espone al Musée Royal (cat: 1831- Daniel
dans la fosse aux Lions e 1832- La Foi). Ha lo studio al 20, rue
de Crussol.
Nel
1852 abitava ancora a Belleville («Neues allgemeines Künstler
Lexicon» : Zier,
Víctor Casimir, Maler, von Belleville...) e probabilmente vi rimase
fino al 1862.
Alexandrine (n. Paris
9 Ago.1817),
la zia di Edouard, ritrattista miniaturista e pittrice di nature morte, fu allieva
di Mme Louise Desnos (1807-1870) e
di Louis Hersent (1777-1860) (...il tient
chez lui un atelier d'élèves rue Cassette 22.... ).
Espose
al Salon dal 1853 al 1872.
Edouard apprende a disegnare e dipingere dal padre e alla
Scuola di Belle Arti nell'atelier del pittore Jean Léon Gérôme (1824-1904)
famosissimo
nella seconda metà dell'Ottocento, e fa anche tirocinio di litografo.
La vita d'atelier é molto disciplinata e rigorosa: le
mattine dalle otto a mezzogiorno sono occupate disegnando modelli, il pomeriggio
dall'una alle cinque è dedicato
allo studio individuale, facendo schizzi all'aria aperta o copiando vecchi maestri
al Louvre. Il "maestro" visita il suo atelier due volte alla settimana, assegna
i progetti, esamina i lavori. Tende a favorire gli allievi dotati
di talento poiché il loro successo gli porterà ulteriore fama.
Nel 1862 Zier padre abita/ha lo studio
in rue de Vaugirard 136, nel 1879, sia Edouard che il
padre abitano ed hanno lo studio a rue Saint-Amand, 10, sempre nella zona di
Montmartre. Più tardi Edouard ebbe il suo atelier/abitò a Blvd Clichy n°7
Anche
Delphine Alexandrine ha il suo proprio studio/ residenza , al Boulevard du Temple
2, Paris.
Edouard debutta al Salon des Beaux Arts del 1874 ("Caton d'Utique, d'après
Plutarque" che fu acquistato dallo Stato francese) dove continuerà ad
esibire regolarmente e dove anche il padre aveva esposto (1855-1864-1869).
Esibì anche al Salon des Artistes Francais,
(1884, menzione onorevole; 1900 medaglia di terza classe; 1904, medaglia seconda
classe, 1908, 1910, 1911, 1912, 1913, 1914). Nel 1894 ne fu anche segretario.
La sua fama varcò i confini della
Francia: İl
suo quadro Julia fu
esposto (cat. n° 349 nella sezione Dipinti ad olio) alla Centennial Exhibition
di Philadelphia del 1876
e vinse una medaglia d'oro con la menzione "Commended for excellence
in genre painting" A febbraio 1904 fu incluso in una mostra della
Continental Gallery, New Bond St, Londra.
Ritrattista dell'alta
aristocrazia, interprete pittorico del classicismo, Zier é diventato molto
ricco: nel
1908 ha il suo hôtel particulier a rue de Douai, giusto accanto
a quello di Gérôme al n°62. Vi si trova anche
il suo magnifico atelier. In uno dei saloni riccamente arredati è esposta
una rimarchevole collezione di peltri.
Artista molto versatile, rinomato e in grande
richiesta, dipinge e illustra forsennatamente tutto ciò che é illustrabile:
numerosi libri per la gioventù, cartoline postali, romanzi rosa, classici
(Rostand, Zola, Dumas), giornali, riviste (Le Rire, Assiette au Beurre,
Le Courier Français,
L'Illustration, Le Monde Illustré, Journal de la Jeunesse [dal 1883
al 1887], Le Tour du Monde Journal de Voyages, Hachette 1860-1914) e manifesti
pubblicitari; infaticabile non solo per numero di opere illustrate, ma anche
per quello di illustrazioni per opera: per LE ROMAN COMIQUE di
Scarron Paris, H. Launette et Cie, 1888, disegna 350 illustrazioni, per Aphrodite,
moeurs antiques di Pierre Louys, J.Tallandier, [1ma ed. 1896], ne disegna
92, incluse le copertine: 45 tavole e 45 illustrazioni nel testo.
Non stupisce che esista una sua lettera autografa nella quale, a proposito delle
illustrazioni a cui sta lavorando per La Bête humaine di Zola, Zier
commenti esausto e esasperato: "[...] nom de Dieu que c'est emmerdant à la
fin, voila votre sacré nom de dieu de bois, ouf !ouf! j'en transpire!!!
et cette rabâcheuse d'histoire qui nous parle du labeur des captifs est-ce
qu'il va y avoir beaucoup de bêtes humaines[...]"
Nonostante Zier fosse un pittore accademico non disdegnò l'illustrazione
popolare: appare nel Journal de la jeunesse nel 1885, lavora
per l'Imagerie Quantin nel 1900, collabora a Suzette dal n°3
(1905) fino alla morte, illustra due Bécassine
con Caumery in sostituzione del suo illustratore abituale Pinchon partito per
la guerra: Bécassine
mobilisée 1918 e
Bécassine chez les Alliées 1917.
Fu amico dello scrittore Pierre Loti: il
12 Aprile 1888 partecipò in casa di Loti a Rochefort (Charente
Maritime) alla memorabile festa medievale per cui disegnò gli inviti
e con un tocco umoristico i menus calligrafati e adornati di disegni a penna
ritoccati con aquarello: accanto ad ognuna delle 13 portate appare un convitato
che magrissimo all'inizio ingrassa ad ogni portata (una
copia del menu fu venduta all'asta nel 2003 a Saintes (17) per 420euro )

riprodotto da L.A.P.R.I.L. (1)
Nel giugno 1888 Zier fu condannato per oltraggio
al buon costume a un mese di prigione e ad una pesante ammenda per il suo disegno
che rappresentava "Les Parques" (senza veli) pubblicato sulla prima
pagina Le Courrier Français del 24 giugno 1888. Furono condannati
anche l'editore del giornale Jules Roques, il tipografo Lanier e il disegnatore
Louis Legrand per il disegno "Prostitution" nello stesso numero del Courrier.
Fu uno dei pionieri dell'automobile e nel
marzo 1903 fu nominato membro della commisisone delle esposizioni di pittura
e scultura dell' ACF (Automobile Club de France )
Firmava i suoi lavori "Ed.Zier" o "Edouard
Zier "
Il 29 0tt 1894 sposò a Parigi
(6me) Marie Noémie
Balleyguier vedova di Edouard de Cardaillac, e cugina dello scrittore Eugène
Balleyguier (Loudun) . Passò gli
ultimi anni della sua vita, nella pace del sobborgo parigino di Thiais,
lungo la Senna dove mori
av. de Versailles, 91, il 1° Genn. 1924. La moglie gli sopravisse fino al
1928.
(1) una
descrizione dettagliata della festa con foto e lista delle portate si trova nel
sito
EA 4198 L.A.P.R.I.L. dell'universita di Bordeaux
in "Une fête médiévale chez
Pierre Loti en 1888" di Alain QUELLA-VILLÉGER. Numerosi giornali
d'epoca incluso Le Figaro (14 Apr. 1888, pg 1&2) riportarono l'avvenimento
(source: The
Art Student in Paris, Boston Arts Students Assocation, 1887 (IntArch) &
other sources masked )