Nel 1886, quando Alberto ha nove anni, il padre, insegnante all'Istıtuto Tecnico
di Padova viene nominato insegnante di lettere al Magistero femminile di Firenze
e la famiglia vi si trasferisce, diventando fiorentina di adozione.
Alberto Zardo cresce dunque in ambiente erudito e segue studi classici, ma la
sua vocazione non è la letteratura bensì l'Arte. Frequenta
il Ginnasio e poi l'Accademia di Belle Arti studiando con il pittore Raffaello
Sorbi (1844-1931) e
lo scultore Augusto Rivalta (1837-1925), facendosi
notare sin da giovanissimo (v. Rivista
d'Italia, 1898). Il padre non ostacolò la
sua scelta al punto che nel 1913 Alberto illustra per
Le Monnier le Ballate ed altre poesie tradotte dal tedesco dal padre.
Nel 1900, Vittorio Alinari bandì un concorso rivolto agli artisti italiani
per lillustrazione della Divina Commedia da realizzare in termini artistici
innovativi nel nuovo secolo che stava iniziando. Gli artisti presentarono lillustrazione
di due canti dellInferno a loro scelta; le loro opere furono esposte alla
Società di Belle Arti in Firenze.
Emulando la fama dantesca del genitore nei campo figurativo, il vincitore
fu Alberto Zardo con illustrazioni per i Canti
VIII e IX dell' Inferno (con un premio di 500 Lire) seguito da Armando
Spadini
(Poggio a Caiano, FI, 1883-Roma 1925) (Lire 250)
e terzi ex-equo Cambellotti-Natale Faorzi. (vedi
Emporium
v. 13-14, 1901)
Con il materiale raccolto in questa mostra-concorso, e con alcune opere
appositamente richieste agli stessi artisti del concorso, Vittorio Alinari pubblicò nel
1902 una nuova edizione della Divina Commedia.
Oltre alla pittura, Zardo si dedica anche all'acquaforte e gli vengono commissionate
numerose tele a soggetto religioso. Fra i suoi prestigiosi clienti ebbe anche
il Re Umberto I che gli acquistò il quadro intitolato "Ore Tranquille" e
la Regina Margherita ("Case Cadorine al Chiaro di Luna"). Nel 1918
fu nominato Socio Residente della Accademia di Firenze.
Ha partecipato a varie esposizioni internazionali (Monaco di Baviera 1909, Bruxelles
1910, nel 1924 alla quinquennale mostra concorso Premio Ussi).
"La convalescente" un olio di Alberto Zardo, insieme a opere
di Gemito e Spadini ed altri rappresentanti dell'arte italiana al principio del
secolo XX, si trovano al Museo di Arte Italiana in Lima fondato nel 1923 dalla
colonia italiana in Perù.
Negli anni Trenta fu proprietario e direttore con il ritrattista Giuseppe Rossi
della "Scuola fiorentina di Pittura" ubicata nel famoso "Palazzo
dei Pittori" di viale Milton a Firenze. Fra i suoi allievi vi fu il pittore
Carlo Gallieni.
Illustra "Il Fratello di Pinocchio" di Egisto Ghiselli, una delle prime "pinocchiate" cioè parodie
e trasposizioni delle avventure del burattino. (vedi: Ugo Scotti Berni in AUTORI)
Per Salani si citano la copertina di "Il fanciullo che venne dal mare",
1931, "La santa Comunione dei fanciulli" 1937, del padre Cesare Gallina,
numerosi Piccoli Libri Santi. (Vedi Biblioteca delle Giovinette) e libri della
Biblioteca Rosa.
Disegna anche manifesti pubblicitari.
Scapolo, dopo la morte dei genitori visse con la sorella. Abitò in Piazza
Savonarola 21
(sources: Simone Neri, Firenze & other sources masked)
OPERE RELIGIOSE:
Parrocchia
di S. Teresa di Gesù Bambino, Palermo
Trittico: S. Cuore ed ai lati S. Francesco d'Assisi e S. Francesco di Paola
Chiesa di SAN MARCO VECCHIO a Firenze:
Saint Mark - Saint Antonio from Padua with the Child Jesus - Jesus as joiner
- Saint Gemma Galgani - The Sacred Heart of Jesus. Queste opere furono commissionate
da Monsignor Nannelli, parroco della chiesa, una figura molto in vista nella
curia fiorentina
Oratorio di SANTA MARIA AL PIGNONE a Firenze: Saint
Joseph (1934)