Charlotte Elisabeth
Jacinthe Boutet nacque a Bourges il 23 Maggio 1871 da Charles Thomas Boutet
e Marie Blanche Elisa Cuny.
Il padre
ingegnere civile (ingénieur des ponts et chaussées)
e inventore, visse a Londra
negli anni Sessanta (dell'Ottocento) abitando a vari indirizzi : a Camberwell, a
Wandsworth,
Greenwich. In questi anni brevettò numerose
invenzioni con il Patent Office inglese, fra cui il noto progetto per
un ponte sulla Manica, che gli procurò una
certa fama durante il Secondo Impero e che concepito nel 1864 fu brevettato
a Londra nel 1866.
- A new method of constructing bridges of a single span
from one bank to the other, that is without plies between the abutments (registered
15 Feb 1866)
Il progetto fu abbandonato perchè considerato
irrealizzabile e troppo costoso.
Alden's Illustrated Family Record - 1864
Elizabeth ebbe due
sorelle e un fratello minore, Charles Frédéric
Thomas Boutet (5
Sett. 1874-1941), giornalista, uomo di lettere e romanziere molto popolare
fra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento, sposò in seconde nozze
Lucienne Millon Kahn, figlia del primo matrimonio di Elisabeth (poi Rachel) Dayre,
erede della Maison de Couture Laferrière. moglie del poeta simbolista
inventore del verso libero,
Gustave Kahn.
Durante la 2nda guerra mondiale Lucienne con l'aiuto della
cognata, protesse coraggiosamente alcuni bambini ebrei di cui continuò ad
occuparsi a guerra finita adottandone uno nel 1952.
Frédéric debuttò sulla
scena letteraria a vent'anni fu amico fraterno di Apollinaire, e frequentò Gide,
de Regnier e altri intellettuali e scrittori francesi dell'epoca. Fu anche amico
di Oscar Wilde, uno dei pochi presenti al
suo funerale nei dicembre 1900. La sua fama si estese oltre Atlantico
pubblicato tre volte in Harper's Magazine (dal 1926 al 1931)
Verso il 1880
i Boutet, una famiglia agiata, si stabilirono a rue Varennes, Parigi
nell'elegante XVI arrondissement.
Elisabeth intraprese come il fratello la carriera
letteraria con lo pseudonimo di VALDOR, inizialmente con racconti su varie
riviste dell'epoca e poi come romanziera scrivendo per le edizioni
cattoliche La Bonne Presse et Mame&fils.
Fra il gennaio 1910 e giugno 1947 scrisse regolarmente per: LE
NOEL, L'ETOILE NOELISTE, BERNADETTE, BAYARD, La Semaine
de Suzette e
«Suzette en vacance» (Les vacances au temps jadis, l'envers du
Cinema, 1914). I suoi primi racconti sono firmati VALDOR R.
Su invito di Pinchon partecipò alla redazione di L'enfance de Bécassine,
il primo album di Bécassine, che uscì in novembre 1913.
Durante la Grande Guerra assistè come volontaria i
feriti gravi di guerra e fece la conoscenza di un ferito svizzero,
M. Eisenecher che la chiese in matrimonio. Elizabeth accettò, ma il
marito mori in breve tempo a causa dei postumi delle sue ferite. Non ebbe
figli.
Elisabeth Boutet mori a Parigi, quasi centenaria, nella casa di
riposo La Rochefoucauld (avenue du General Leclerc) circa 1963-1964 e
riposa insieme al fratello Frédéric al cimitero di
Maisons-Lafitte.
Fu una donna
di grande pietà religiosa quasi una santa d'una bontà e sincerità profondissime.
Fra i ricordi di
giovinezza che trasmise al nipote vi é quello di quando, passando davanti
alla casa di Victor Hugo, a Parigi, rimase impressionata nel veder
apparire ad una delle finestre il padrone di casa," ... elle me raconta avoir été très impressionnée par
l'apparition de Victor Hugo a sa fenêtre alors qu'elle passait près de
chez lui!..."
Il ricordo deve riferirsi al periodo fra il novembre 1878 al maggio 1885, quando Hugo
abitò al 130, AVENUE D'EYLAU (ora 120, Avenue Victor-Hugo, XVI Arrdt),
dove mori il 22 maggio 1885.
Curiosamente esiste una foto d'epoca della casa di Hugo, a
questo indirizzo, che documenta e convalida questo ricordo.
(source: courtesy
M. Bernard Jacques Karpman-Boutet &
photo from hugo-online.org other sources masked)