Avendo avuto in prestito da Simonetta Vaccari (TESORI DI CARTA, Bologna) l'annata 1929 della Semaine de Suzette,
ne abbiamo dato una lettura critica per scoprire qualcosa sui "misteriosi" autori dei volumi della Biblioteca dei Miei Ragazzi. Chiariamo subito che si tratta per la gran parte di autrici che spesso si nascondono dietro uno pseudonimo, maschile o femminile, appartenenti alla buona società e
chiaramente di buona cultura. Si conoscono tutte fra di loro, sono amiche, collaborano
tutte alla Semaine, vuoi con articoli, racconti, consigli
sembra un prodotto "fatto in casa", se non fosse nota la serietà dell'editore, Gautier Languereau, che ebbe così ampia
diffusione sia in Francia sia fuor di confine.
La Semaine: mirabile esempio di giornaletto per bambini (in realtà,
per bambine) che annovera di tutto un po': romanzi a puntate (fino a otto all'anno),
racconti, strisce, e poi consigli, rubriche, elzeviri, giuochi di parole, e tante
altre cose divertenti, e al contempo 'educative', per le future signorine bene.
I buoni consigli nella rubrica della posta li dà Tante Mad,
la famosa Mad H. Giraud, ovvero Madeleine
Gélinet, che diresse la Semaine dal '27 al '49, mentre alle
mamme i consigli li dà la Comtesse de Bersac: non sappiamo chi
si nasconda dietro questo nome accattivante, come d'uso all'epoca: in Italia
era famosissima la rubrica di saper vivere tenuta dalla Contessa Clara, più tardi sostituita dall'inimitabile Donna Letizia, pseudonimo di Colette Rosselli (francese, si capisce
).
Suzanne
Rivière (nom de plume Arlette de Maillane, con il quale firma anche qualche volume) tiene una Petite Poste dove le piccole lettrici propongono una corrispondenza (ecco un esempio: Dolly
Angleterre dem. à corres. avec Franç., Angl. ou Améric.
de 10 + 13 ans. Est elle-meme Anglaise. Aimerait faire échanges
timbres. Aime sports et lecture) e inoltre si occupa di moda con una rubrica
fissa dove veste Bleuette. Se già non sapessimo che Arlette è di
aristocratica famiglia, lo potremmo indovinare dal tipo di proposte e dall'evidente
buon gusto.
Nella pubblicità (che prende posto in varie pagine), accanto agli
albums di Bécassine troviamo Le Nouveau Livre de Cuisine di Blanche Caramel (e
vi pare un nome reale
?) (1) e un Le Savoir Vivre et les Usages du Monde di Berthe Bernage (non
dimentichiamoci della 'perfezione' di Brigitte!), entrambi proposti in 16° con copertina cartonata, al modico costo di 11 franchi e 50 il primo, 15 franchi il secondo. Di Berthe potremmo parlare a lungo, anche perché ebbe
buona fama: qui basti dire che era tanta l'affezione per la Semaine, che,
morendo senza eredi diretti, lasciò tutto il suo all'editore Gautier Languereau
Ovviamente spesso compare l'avviso per le più grandi: La Bibliothèque
de ma fille, ripresa forse come Biblioteca delle Giovinette (che peraltro
esce per Salani negli anni Cinquanta con romanzi soprattutto d'oltreoceano);
e poiché le nostre indefesse autrici scrivono anche romanzi per signorine, le troviamo anche tradotte nella sterminata serie dalla copertina bianca e oro della Biblioteca delle Signorine, che Salani cominciò a pubblicare fin dagli anni Dieci e terminò negli
anni Cinquanta, quando i feuilletons erano ormai divenuti proprio illeggibili.
Torniamo alle firme. Eccole, nella sola annata in questione: Alise Berry, Marguerite
Burnat-Provins, Gabrielle Cahérec, S. Dardigna, Jeanne Delcou, Colette Demetz, M.Th. Douvreleur, J. Dumas Milne-Edwards, Jehan d'Ivray, J. de Lambert, Jacques Logon, Anna Mévil, G. et P. Mornand, Germaine Mornand, Dominique Peyral, Yvonne Picabia, Jean Vallière,
A. Weithas.
E inoltre, una serie di evidenti pseudonimi che per la loro brevità dovevano rimanere impressi nell'immaginario delle piccole lettrici: Hellèle,
Janeiro, Luby, Maridic, Marie-France, Ramy, Yolyette.
E poi scopriamo cosettine
divertenti, come una Gisèle Vallerey che firma un raccontino (Le secret de Naoum),
ma la marchesina de Vallerey è la protagonista di un racconto di Marguerite
Bourcet (La romance d'autrefois)
scarsa fantasia?
Troviamo inoltre, in questa annata della Semaine, alcune tra le firme
più feconde, a noi ben note perché tradotte da Salani nella Biblioteca
dei Miei Ragazzi: S. Ducamp, M. de Carnac, Jacqueline Jean
Duché, M.me Charles Péronnet (pseud. di Louise Floquet), Germaine
Verdat, André Bruyère, pseud. di Claire Ducos, Jean Rosmer,
pseud. di Jeanne Alcanter de Brahm, Eric de Cys, pseud. di Valentine Benoit
d'Entrevaux, Myriam Catalany,
pseud. di Marie Barrère-Affre, Pierre Perrault, pseud. di Sophie
Victorine Fornel. Inoltre sappiamo che Roger Dombre si
chiama in realtà Mme André Sisson, e Claude Sylvain si
chiama Jeannine Harmand. I soli nomi che sembrano autentici dunque sono: Marguerite
Bourcet, Myriam de Carnac, S. Ducamp, Marguerite Goudareau, Jacqueline Duché (di
quest'ultima siamo ben sicuri dell'autenticità del nome perché essendo
anche una valente pittrice illustra da sé i
suoi libri, o illustra quelli delle altre, e firma alcune strisce sulla Semaine).
Come non cedere alla tentazione dunque di immaginare il nostro gruppo di amiche
(ristretto, si capisce, ad una dozzina più o meno uno: Madeleine, Arlette, Jeanne, Claire, Marie, Marguerite, Jacqueline, Louise, Myriam, Valentine
)
che si ritrova nel pomeriggio presso l'uno o l'altro di quei bei salottini fin
de siècle, con un sontuoso tè servito da una di quelle care affezionate governanti che compaiono nei loro racconti così spesso
da esser per forza veritiere, per chiacchierare, correggere una bozza, consultarsi
su questo o quel consiglio da dare alle lettrici, o ridere su una missiva ricevuta
in redazione? Come non vederle, quelle amiche, mente scrivono a due mani
(nell'annata in questione Valentine e Jeanne danno alle stampe La
petite fille de Sainte-Hélène, firmandolo insieme) o mentre
si gettano l'un l'altra idee divertenti per la trama di un nuovo romanzo? Come
non pensarle mentre, di ritorno dalla modista, si fermano un momento al n°18
di rue Jacob per lasciare un manoscritto?
E sì che di manoscritti devono averne lasciati parecchi, nel corso degli
anni, se nel solo anno 1929 vengono citati, oltre agli otto proposti a puntate
nei fascicoli settimanali, ben 38 romanzi: