(n. Stia (Arezzo) 20 Nov. 1920 — Firenze 6 Agosto 1996)
Remo
Squillantini nasce a Stia, nel Casentino, il 20 Novembre 1920, figlio unico di
una famiglia semplice, operai al locale lanificio.
Desideroso fin da piccolo di dedicarsi alla sua più grande passione, la
pittura, non potè farlo per mancanza di mezzi e lui stesso disse:"Sono
nato con il pallino di dipingere ed il regalo più bello che mi sia stato
fatto, da ragazzo, è stata una scatola di colori che mi dava la
possibilità di aggeggiare, di fare scarabocchi."
Da ragazzo, dopo le
scuole dell'obbligo, lavora anche lui per un periodo al lanificio. Forse
da quell'armonia di colori che vede ogni giorno cresce la sua voglia di
esprimersi pittoricamente. Viene chiamato al servizio militare nell'arma
dell'Aviazione. In questo periodo, pur continuando sempre a dipingere
con mezzi di fortuna, acquerelli e pastelli, perchè più economici
rispetto ai colori ad olio, viene impiegato a Milano all'industria
Caproni come disegnatore tecnico.
Dopo una brevissima parentesi al paese
natio, torna a lavorare a Milano. Nel 1946 va definitivamente a Firenze
e lavora in uno studio pubblicitario. Prende in affitto una modesta
stanzina in Via della Pergola e passa momenti veramente difficili. Il
disegno pubblicitario non gli dà soddisfazione ma gli apre le porte
dell'illustrazione.
Intorno al 1950 conosce Salani attraverso amicizie
della futura moglie e inizia la sua attività di illustratore, nonchè
collaboratore di Fernando Baldi con il quale firma diverse copertine ed
illustrazioni interne sia della Biblioteca dei miei ragazzi che della
collana Biblioteca
delle Giovinette anche con lo pseudonimo RE.FE. dalle
iniziali dei loro nomi.
Ama ispirarsi a fumetti famosi, come il Principe
Valiant, da cui trae spunto per le armature ed i costumi di "Cadde la
piazzaforte". Uno schizzo di Amundsen al Polo Nord è il preludio per i
disegni di "Elisabetta alle terre polari".
Tra il 1948 e il 1949 frequenta la Scuola di Nudo dell'Accademia, che
sarà l'unica formazione didattica specifica ricevuta.
Nel 1956 sposa Lorenza Cendali da cui ha due figli, Paola e Riccardo.
I successi riportati nell'illustrazione non gli impediscono di dedicare
alla sua "grande passione" (come lui stesso la definisce) molte ore
della sua giornata. Durante i mesi estivi torna sempre a Stia e fa
lunghe passeggiate in compagnia del cugino e caro amico Vittorio Fani,
non tralasciando la cassetta con i pastelli a cera per fermarsi a
dipingere i paesaggi, suoi primi soggetti preferiti.
Più tardi passerà
alle Nature Morte e alle famose donne dall'aria ironica, crepuscolare e
alle volte grottesca, quasi inquietante. Illustra testi, oltre che per
Salani, anche per molte altre case editrici quali Marzocco, Vallecchi,
La Sorgente, Mondadori e La Scuola di Brescia.
Nel 1970 abbandona
definitivamente l'illustrazione nonchè il soggetto Fiori e Paesaggi.
Nel
1972 avviene la prima apparizione in pubblico, a Viareggio, con una
mostra alla galleria "La Versilia". Considera Antonio Bueno suo maestro
e viene da lui estremamente apprezzato. Nel 1976 espone opere importanti
alla galleria "Santacroce" di Firenze. Nel 1979 altre notevoli mostre a
Padova, Brescia e Prato. Prende uno studio in Viale Milton nel cosidetto
Palazzo dei Pittori.
Gli vengono attribuiti molti premi e le sue opere
attualmente si trovano in importanti musei e collezioni internazionali.
Nel 1994 si ammala e, pur con grande desiderio, riesce a malapena a
tenere in mano il pennello.
Si spegne il 6 Agosto 1996 e viene sepolto a
Stia che, più tardi, per rendergli onore, gli dedicherà una Piazzetta.
Il suo ultimo quadro,incompiuto, è ancora amorevolmente conservato
assieme ai suoi strumenti, così come li aveva lasciati, dai familiari
,
nella casa di Firenze.
Tommaso Paloscia, critico d'arte, lo definì "uomo mite dal linguaggio
castigato".
Text by Lia Madorsky with thanks to Mme Squillantini — October
2009

L'ultima foto di Remo Squillantini insieme al collezionista mercante Giovanbattista
Bianco
RASSEGNE , MOSTRE E PREMI
1977, Firenze, "Arte e Sport";
1979 "Premio Piombino", secondo premio;
1980 "Premio
Ciuffenna";
1981 "In presenza e in assenza" Rassina (Arezzo) ;
1982 "Premio S.
Ansano", primo premio;
1983 "Premio Panzano";
1985 "Premio Linosa e Lampedusa
isole della pace", primo premio ex-aequo.
MALOT ETTORE : IN FAMIGLIA "EN
FAMILLE", Versione di Rita Banti, Illustrazioni B/N e a colori di R. Squillantini,
Firenze, Salani, 1956