43. La teleferica misteriosa, 1937.
Giornalista e scrittore, Aldo Franco Pessina nacque a Milano
in via Mascheroni 5, da una facoltosa famiglia della buona borghesia, figlio
di Pietro e Elsa Zerboni. Per tutta la vita rimase molto legato alla madre per
cui provava una profonda ammirazione e affetto e a cui dedicò La
Teleferica Misteriosa. Tuttavia nei suoi rapporti sociali non fece mai
riferimento al padre.
Dopo aver frequentato il liceo, si
laureò in fisica al Politecnico di Milano nel 1929. Nel 1933 ottenne un
brevetto inglese (GB394199) per un conduttore elettrico con
applicazioni domestiche ( in pratica una multipresa )
Esordisce in letteratura nel 1930 con corrispondenze dei frequenti
viaggi intrapresi negli anni giovanili in Europa e con racconti che vengono
pubblicati su "L'Ambrosiano", "Le
Grandi Firme" di
Pitigrilli, "La Lettura", "Le vie d'Italia".
Nel 1935 l'EIAR trasmette il suo radiodramma di fantascienza I
nocchieri dell'etere,
vincitore del concorso EIAR 1935-36, lanciato per promuovere — oltre a
quelli musicali — nuovi generi di trasmissione radiofonica.
Negli anni giovanili nasce in Pessina un grande
interesse per lo sport, in particolare il canotaggio e lo sci, sports che fra
gli anni Venti-Trenta. cominciarono a diffondersi oltre iil ristretto gruppo
di pionieri che li avevano introdotti in Italia.
Il canottaggio diede una svolta decisiva alla sua vita: nel
1934, scendendo in canoa il Danubio scopri occasionalmente un ostello per la
gioventù a
Passau fra i primissimi in Germania ideati e organizzati dal maestro
elementare Richard Schirmann.
Affascinato da questa scoperta Pessina si adoperò per diffondere in Italia
questo tipo di iniziativa, organizzando nel 1937 una mostra internazionale degli
Ostelli presso la Triennale di Milano.
L'iniziativa interessò le autorità fasciste
preposte al benessere fisico e morale dei giovani italiani e Pessina ricevette
l'incarico di organizzare una rete di ostelli in Italia, ma avendo posto come
condizione che le strutture fossero apolitiche e non-denominazionali, il progetto
fu abbandonato, anzi Pessina si inimicò i dirigenti della
Gioventù Italiana del Littorio per la sua presa di posizione,
e questo, insieme alle sue frequentazioni romane, e ad una generale attitudine
antifascista, gli valsero più tardi il
confino e la prigione.
Intatti, trasferitosi a Roma, Pessina
fu amico personale di Enrico Fermi, Emilio Segré e dei cosidetti "ragazzi
di via Panisperna" un gruppo di fisici che studiava la nuova scienza della
fisica nucleare, al Regio Istıtuto di Fisica della Università di
Roma, in via Panisperna.
Il gruppo si disperse alla promulgazione delle leggi razziali.
Un interesse che accomunava i giovani studiosi di via Panisperna
era la passione per la montagna: oltre a regolari soggiorni estivi sulle Dolomiti
essi organizzavano frequenti gite ed escursioni sulle Alpi Apuane o il Gran
Sasso.
Come dichiara Pessina La Teleferica misteriosa nacque
come racconto fatto a un giovane compagno di viaggio durante il ritorno in torpedone
da una gita sciistica e "fu steso per mantenere una promessa fatta al
termine del racconto orale".
La storia, scritta in pieno periodo fascista, pubblicata
nel 1937 in prima edizione e ristampata nel 1941, dimostra una notevole indipendenza
di spirito politico poiché al contrario
degli altri autori Salani dell'epoca, Pessina non fa alcun omaggio né al
duce né al
fascismo.
I cinque eroi della Teleferica avrebbero
dovuto essere in teoria cinque patriottici balilla come quelli di Confidati,
Biasotti o Chelazzi, ma evidentemente Pessina, all'apparenza economicamente
indipendente, poteva permettersi una libertà creativa
che agli altri era negata da necessità contingenti. (1)
La teleferica esiste veramente ed é una delle tante
costruite sulle Dolomiti durante la Grande Guerra sia dagli Italiani sia dagli
Austriaci per approvvigionare i fortini sulle linee di demarcazione.
Per quanto
Sondrio sia citata nel testo, é difficile individuarla e la località descritta
nel libro é probabilmente
un mélange di
più di una.
Nel 1936/7, ancora in buoni rapporti con i fascisti Pessina
potè fare
con la loro cooperazione un viaggio nel deserto libico che definì turismo
d'avanguardia (fra esplorazione e turismo) percorrendo 2000 km con mezzi
locali e convogli militari e albergando nei fortini dell'esercito italiano, che
descrisse in un articolo per Le Vie d'Italia.
In esso ribadì il suo amore per la montagna notando" [...] che
mai come in questo viaggio, ho compreso l'utilità fisica e morale del
vero sport di montagna, che schiva gl alberghi e cerca i rifugi, temprando."
Pessina, divenuto Presidente del
Gruppo Italiano della Canoa, é citato in un articolo illustrato in LE VIE
D'ITALIA RIVISTA MENSILE DELLA CONSOCIAZIONE TURISTICA ITALIANA (ovvero Touring
Club Italiano) giu. 1939, fra i partecipanti a una discesa del Tevere organizzata
il 21 aprile 1939 dalla sezione romana del Gruppo Italiano della Canoa.
Dopo essere stato deportato e come egli stesso
dichiarò "essere
stato alloggiato per mesi nelle prigioni" alla fine della guerra, rientrato
in Italia, finalmente Pessina potè realizzare
il suo progetto: il 19 dicembre 1945 fondò l'Associazione
Italiana Alberghi per la Gioventù (A.I.G.) che fu pertanto la prima Associazione
giovanile sorta nel dopoguerra. Il primo albergo apri a Bardonecchia nel 1946.
Fu nominato Segretario Nazionale dell'Associazione, carica che mantenne fino
al pensionamento, avvenuto il 25 aprile 1972; dopo tale data continuò a
far parte del Comitato Nazionale dell A.I.G. quale Segretario Nazionale Onorario,
fino alla morte.
Fondò il periodico Nomadi: rivista dell'Associazione
italiana alberghi per la gioventù che fu pubblicato dal 1948 al 1970
e contribui alla redazione di Guida degli ostelli italiani per la gioventu Roma,
AIG, 1953.
Al suo nome è stato dedicato l'Ostello per la Gioventù «Foro
Italico - A.F. Pessina» di Roma e sono stati creati i Premi AIG Aldo
Franco Pessina che vengono assegnati "a personalità delle
istituzioni, del giornalismo, della letteratura, dello spettacolo, dellarte,
dello sport, dellimpresa che si sono occupati con particolare impegno e
passione di temi significativi per lo spirito e gli ideali di AIG."
Sensibile ai problemi ecologici nel 1963 Aldo Franco Pessina
ha partecipato alla Fiera di Milano, dopo alcuni anni di strettissima collaborazione
con il Segretario Generale della Fiera, dott. Michele Guido Franci, con un progetto
di desalinizzazione dell'acqua marina.
Nonostante non abbia rotto i suoi contatti con Milano, dopo
la morte della madre nel 1937, Pessina risiedette permanentemente a Roma dove
abitava in via Asmara e dove mori il 20 feb.1984. Fu sepolto a Tradate nella
cappella di famiglia della madre.
Pessina,
che rimase scapolo, fu uomo di un'intelligenza vivace, mitteleuropeo per
eccellenza,
all'avanguardia in numerosi campi e attività inesplorati alla sua epoca.
(1) vedi: Cinque
macchine pensanti - Spaziando per la Teleferica misteriosa di
Stella Pagani