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JACQUELINE J. DUCHÉ
(Parigi 24 Dicembre 1892 - 4 Maggio 1973)
Jacqueline Cranney, Mme Jacques-Duché
27S. I Giganti di Roccaforte 1946
Babiole
et ses géants 1937 , ill.
de l'auteur, (SdeS, 1936)
74S. Attenta! I leoni, 1950.
Petite Étoile, 1934 ill.
de l'auteur, (SdeS, 1933 )
Scrittrice e disegnatrice.
Jacqueline Cranney, Mme Jacques Duché
appartiene, da parte materna, a una famiglia di artisti le cui radici
italiane risalgono al XVIII secolo.
Il bisnonno Giovanni Battista Franceschi nato nel 1795 nel Ducato di
Lucca era un figurinaio in gesso che emigrò in Francia dove si stabilì nell'Aube
e sposò nel
1842 una ragazza francese, Anne Horriot, sarta, nata nel
1791.
Dal loro matrimonio nacquero tre figli,
il maggiore,
Louis Julien
(detto Jules)
Franceschi (Bar-sur-Aube 11 Gen.1825 - Paris 1 Sept. 1893),
naturalizzato francese, divenne un famosissimo scultore: i cui lavori si trovano
in numerose chiese e musei francesi e stranieri. Al cimitero di Montmartre
decoró la
tomba di Offenbach. Un suo bronzo si trova al Clark Art Institute, Williamstown,
MA, USA.
Nel 1862 Jules sposò Marguerite Emma Fleury (10 Mag 1836 -
18 Feb. 1917),
artista drammatica, dal
1856 al 1878 pensionnaire (un'attore/attrice
che riceve un salario fisso) della Comédie
Française,
(Lucile in Le Bourgeois Gentilhomme di Moliere,
24 juillet 1858 - partecipa nel 1879 a un concerto della
Société des Concerts du Conservatoire, v.
programma )
che fu ritratta da Eugène-Emmanuel
Amaury-Duval. La madre di Emma, Catherine Augustine Fleury (1810-1886) fu
pittrice e miniaturista.
Dal matrimonio
di Jules e Emma nacque Marie-Jeanne (1864-1944) che
divenne scultrice come il padre.
Jacqueline fu la terzogenita di quattro fratelli
(Jean-Pierre, Anne, Jacqueline, Hélène) nati da Marie-Jeanne
Franceschi e
Jean Athanase
Henry CRANNEY di professione ingegnere industriale. Il padre era al secondo matrimonio,
la prima moglie morta a soli 32 anni. Al contrario dell' artistica famiglia
di Marie-Jeanne, egli discendeva da una famiglia dedicata al commercio e alle
scienze.
Jacqueline passa con le sorelle una giovinezza
dorata offuscata dalla perdita nel 1909 del fratello Jean-Pierre morto prematuramente
a 21anni.
Come tutte le ragazze
della buona borghesia dell'epoca non segue studi
regolari, educata da istitutrici tedesche e inglesi. Si appassiona alla storia
di Henri IV , re di Navarra che diviene il suo idolo.
Nel 1900, l'anno della Exposition, Jacqueline ha nove anni; . vi compie
visite educative con fratelli e cugini
estasiata dalle scoperte del nuovo secolo, specialmente il cinema e i disegni
animati.
Appassionata di disegno fin da bambina illustra
i suoi compiti con disegnini e comincia precocemente la sua carriera
artistica vincendo un concorso di disegno bandito da La
Semaine de Suzette. Nel 1911 firma nella Semaine le illustrazioni di
Petits secrets col nome J.
Cranney.
Le ragazze Cranney crescono e fanno matrimoni
consoni alla loro posizione sociale: Anne sposa nel 1910 René Hachette, (nessuna
relazione con l'editore omonimo) armatore che diventera Senatore della Repubblica
e sotto segretario di Stato. Hélène sposa Pierre Marcel-Roland prefetto e Consigliere
di Stato. Jacqueline sposa nel 1914 Jacques Duché
di professione direttore commerciale. Nato nel 1889, Jacques prese parte alla
Grande Guerra e mori nel 1923 a soli 34 anni - secondo una fonte non confermata
- per i postumi di ferite ricevute durante il conflitto.
Dal suo matrimonio nascono tre figli
maschi (Didier, Bertrand e Gilles) su
cui Duché modellò alcuni
protagonisti delle sue storie: es. in Babiole et ses Géants appaiono
come Denis, Bernard e Gildas, in Alouettes rompez vos filets, Alsatia,
1960 sono le toubib (Didier), le matheux (Bertrand che divenne
ingegnere) e le barbouilleur (Gilles, architetto).
Due dei suoi figli
collaborarono (una tantum) alla Semaine: Bertrand-Jacques nel 1934 con La
vocation de Guillaume et
Gilles nel 1953 con Tante Kroüg et les Kobolds , entrambe le storie
illustrate dalla madre.
Didier-Jacques, (n. Parigi, 1 Nov. 1916) divenne professore di medicina in psichiatria
infantile, autore di numerosi trattati di psicologia infantile,
direttore del servizio medico-psycho-pedagogico de La Salpetrière a Parigi
fra il 1970-1980 e membro de l'Académie
de Médecine. Uno dei figli di Didier (l'ultimo nipotino
di J. Duché) Emanuele
nato nel 1961 é attualmente Elemosiniere Militare.
Gilles, nato nel 1920,
allievo di Maurice Denis e di Georges Desvallières fece
una carriera di disegnatore, pittore astratto e sceneggiatore teatrale.
Rimasta vedova Duché, per mantenere i figli, si dedicò alla
scrittura e all'illustrazione a tempo pieno e dalla sua vasta produzione é chiaro
che fu in grande richiesta. Riappare nella Semaine come J. Duché agli
inizi degli anni Venti illustrando numerose novellette e strisce. Pur avendo
lavorato per altre riviste (es.: Lisette & Mon Journal)
lavorerà sopratutto con Gautier Languereau fino alla fine degli anni Cİnquanta.
Molti dei suoi libri sono semi-autobiografici: per
esempio nel personaggio di Angéline, la cugina di Pistache (La
cousine de Pistache)
romanza sue avventure infantili. Il libro "où elle
retrouvera des «histoires vraies»." é
dedicato alla nipotina Bénédicte.
Un intero capitolo di La cousine de Pistache che
si svolge nell'anno 1900, è dedicato alla festa di compleanno della bisnonna
a cui partecipano (tutti insieme) Edmond
Rostand coi figli adolescenti Maurice et Jean, Anatole France, i pittori Desvallières
e Maurice Denis, Marcel Proust ("un romanicer si délicat
que l'odeur de la campagne provoque chez lui des crises d'étouffement" spiega
la cugina Anémone a Angéline/Duché), Rodin, Anne de Noailles,
il pittore illustratore Jean Louis Forain e il poeta Francis Jammes. Quest'ultimo
scoprendo le doti artistiche di Pistache
e Angéline supplica : "....qu'on ne donne
pas des professeurs a ces enfants qui sont les élèves de Dieu "
Questa scena riflette ıl
milieu artistico e letterario in cui vivevano i Duché-Fleury. Jacqueline
era figlioccia del fratello dell'attore Coquelin, amico di famiglia, da bambina
.fu presentata a Forain e le parole attribuite a Jammes furono scritte per lei
da Sully Prudhomme.
I personaggi citati frequentavano (anche se non tutti e non necessariamente
allo stesso tempo) il salotto di Emma Fleury che mori nel 1917.
Duché deve essersi ispirata per questa scena ad uno degli "at
home". di Emma.
Duché decora il Padiglione Femme, Enfant, Famille all'Esposizione
di Parigi del 1937 e la sala
giochi dei bambini (1) della prima classe del piroscafo Normandie, varato
nel 1935, uno dei piu prestigiosi transatlantici mai costruiti, alla cui decorazione
contribuirono anche l'artista Art-Déco Jean Dunand (1877-1942) e
Jean de Brunhoff (18991937), creatore di Babar,
che decorò la sala da
pranzo dei bambini. (Duché non viaggiò mai sul Normandie. Fra
i passeggeri di prima classe del viaggio
inaugurale vi fu la scrittrice Colette)
Essa lo rievoca e
ne descrive la sala giochi in Les Fantasmes blonds de Soudrac (ed.1941)
che narra il ritorno dei protagonisti, i piccoli Desaulniers (Dottie, Jerome
e Rosemonde ), da New York alla casa ancestrale della madre in Francia.
"Le paquebot "Normandie" devant repartir pour la France une semaine plus tard M. et M.me Desaulniers eurent juste le temps [....] de retenir les places des leurs trois enfants [....].
[....] Rosemonde ne quittait guére la salle de récréation des enfants placée de façon si originale à la base d'une des monumentales cheminées du paquebot. La elle assistait à des séances passionants de Guignol, se balançait sur les chevaux igieniques, bombardait de projectiles les grosses poupées du jeu de massacre et faisait d'interminables tours de manège en chantant à pleine voix toutes les vieilles chansons de France répreséntées sur les murs par des cabriolants petits personnages".
La partecipazione di Duché
al Normandie fu notata anche in La Semaine da Tante Mad che
in un articolo apparso nel n° 22 del 29 Aprile 1937
firmato M. R. Petit annunciò orgogliosamente "Tout
d'abord vous aurez le plaisir d'admirer la décoration des cloisons de
cette magnifique salle de jeu. Ce sera, d'ailleurs, un peu comme si vous regardiez
des images de la Semaine de Suzette. De grands dessins, rehaussés de vives
couleurs, illustrent d'amusante façon vos airs préférés
: Il
pleut, il pleut, bergère,
Dansons la capucine, Bon voyage, monsieur Dumollet, Arlequin marie sa fille et
bien d'autres encore. Et ils sont, ces dessins, d'une de vos amies, une collaboratrice
de ce journal, Mme J. Duché. N'est-ce point là une heureuse surprise
?"
Disegnatrice teatrale crea costumi di scena per le produzioni
di La Chauve-Souris,
la compagnia vaudeville dell'impresario armeno-russo Nikita Balieff
(1876-1936), che arrivò a Parigi nel 1920.
Illustra libri, cartoline, manifesti e opuscoli pubblicitari. e.g. Bébé paraît pubblicato dalla casa di cioccolato Foucher [vers 1930]. Un libretto per genitori di neonati con tavole illustrate con consigli su prime uscite, igiene, battesimo, i primi denti
.
Duché nel 1939,
© E.D. — Pau
Collabora a "Benjamin", "L'Echo d'Alger" (pubbl. 1912-1962), "Les
enfants de France", "La
Revue Française " (1923)
.
Fu una delle illustratrici di Contes
d'or de ma mère grand di Charles Robert-Dumas
Nel
1934 illustra "Mlle Tarlatane au pays du cinéma" e nella
serie Silly Symphonies di Walt Disney, per l'editore Plon, soggetto di Simone
Ratel, Mlle Tartalane rencontre M. et Mme Mickey, Le Charlot de
la ruée vers l'Or, Félix le chat et un oran-outan dans
un pays de rève,
Mickeyville.
Dopo la 2a guerra mondiale insegnò illustrazione alla École des
Arts Décoratives
a Parigi. Negli ultimi anni della sua vita sofferente di
Alzheimer, morİ circondata
da una numerosa famiglia a Parigi, senza mai risposarsi, avendo dedicato la sua
esistenza ai figli e all'arte.
Premio "Semaine
de Suzette" per Les fantômes blonds de Soudrac nel 1939
Insignita della
Légion d'Honneur. (info: ADD)
(1) Vedi
la foto sul sito della French
Lines
(sources: Nic Diament & additional
material by ANNE DES DÉSERTS & other sources omitted)
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE :
Histoire de la princesse Isée, Pierre Mornand, ill. Duché, Jacqueline, Paris, J. Meynial, 1918, 32 p., illustré en couleurs, in-folio. Pierre Mornand et Jacqueline Duché lavoreranno insieme nel 1926, in "Le dernier amour de Madame de Marlborough", illustrato da Duché con
20 aquarelli)
Farfadette, Semaine de Suzette, 1923 & Bibliothèque de Suzette,
1926.
Dedicato a Claude Hachette figlia della sorella Anne
Tradotto in italiano
col titolo "Diavoletta",
ed. Sert, Soc. Ediz. Rotative, nella collezione I romanzi di Donnina (prezzo
CENT. 30), Torino, [1930].
Mademoiselle Tarlatane en Amérique, Ratel Simonne, Ill.
by Duché J., Album cartonné in-8, Plon, 1933.
Les Fantômes
blonds de Soudrac, ill. J Duché, in Semaine de Suzette 1939 &
Bibliothèque
de Suzette, 1946. Prix "Semaine de Suzette", 1939
Gilles de La Baume: "Les histoires de Mere Manette" Natan , 1929
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Jacqueline Duché
(foto: Nic Diament ©Hachette)

Emma Fleury in 1879
Photo Pierre Petit


Bigoudi ... Bigouda
Normandie nel famoso poster disegnato da
Adolphe Mouron Cassandre



1932

no98

Ed. H. Didier, 1936

ed. H. Didier, 1938

1923

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