Il Collezionismo
La Biblioteca
dei Miei Ragazzi "storica" fu
pubblicata fra il 1931 e il 1959, in formato 13x19cm, copertina cartonata
telata colorata fronte e retro.
Il no1 della collana fu "Il
fanciullo che venne dal mare" di
M. Giannini.
Nel 1931 un volume costava Lire tre.
La collana finale consiste di
99 numeri, meno il numero 98 che non è mai
elencato e ha generato fra i collezionisti l'accanita "caccia al misterioso
98",
alcuni sostenendo, senza averlo provato, che avrebbe dovuto essere la versione
italiana di Le Mystère du Chateau d'Apre-Bise.
La realtà é molto
più prosaica:
aggiungendo l'ultimo volume (Il segreto di Marika) alla lista dei titoli nella
controcopertina, avvenne un semplice errore tipografico (99 invece di 98) che
non fu corretto.
Avendo Salani sostituito dopo la guerra certi titoli senza
cambiare la numerazione, i titoli sono 112 (considerando l'Erede di Ferlac e
l'Erede di Ferralba come lo stesso titolo). I volumi pero sono molti di piu a
causa delle varianti di testo, di copertina ed illustrazioni interne. (127 se
si contano solo le variazioni di copertina)
I primi 73 numeri furono pubblicati
entro il 1943; dopo la pausa causata dalla guerra nel biennio
1944-45, Salani riprese le pubblicazioni a partire dal 1945 proseguendo
con la numerazione dal 74 al 79, di cui tuttavia non si trovano in
circolazione molte copie a causa della generica povertà dell'immediato
dopoguerra che comportava anche la penuria di carta. Questi volumi
si distinguono dai precedenti per la loro sottigliezza perchè
la carta usata era di tipo "povero"; le copertine, sempre
cartonate, non erano tuttavia telate, e i volumi ne risentono in pesantezza.
La tiratura standard di ogni nuovo volume era di 5,000 copie. Se la prima
edizione si esauriva immediatamente, la ristampa era di 10,000 copie.
Negli anni Cinquanta Salani pubblicò i restanti numeri dall'80 fino al 99 (con l'eccezione del 98), comprese le ristampe dei vari titoli e i numeri sostitutivi degli otto titoli di stampo fascista. Questi sono i numeri 27, 30, 34, 39, 48, 53, 67, 69, che vennero tutti sostituiti con titoli ancora una volta attinti all'estero, prevalentemente di autori anglosassoni (Enright, Brazil, Beim, Otis, etc.).
L'ultimo titolo della collana "Il Segreto di Marika" fu pubblicato nel 1955.
L'ultimo volume, nel formato classico della BMR storica nel 1959.
Tuttavia Salani continuò
a pubblicare i titoli della Biblioteca dei Miei Ragazzi
anche dopo il 1959, in un formato leggermente
diverso, fino praticamente agli anni Novanta nella collana Salani
Nostalgia e ne ripubblicò alcuni in altre collezioni come
Biblioteca dei Miei Bambini, I Libri della Gioventù, Biblioteca
delle Giovinette, Le Ore d'Oro.
Salani iniziò la collana con un romanzo inglese adattato probabilmente da un'edizione anonima francese, proseguendo poi con quelli della Bibliothèque de Suzette della casa editrice francese Gautier-Languereau, che andavano per la maggiore in Francia sin dagli anni Venti e raccoglievano in volume molte storie pubblicate a puntate dall'inizio del secolo nella rivista La Semaine de Suzette.
Alcuni romanzi de La Semaine
de Suzette erano già stati pubblicati in Italia
dal 1923 dalla casa editrice Picco e Toselli (poi SERT) di Torino
nella serie I romanzi di Donnina, supplemento domenicale
di 16 pagine della poco conosciuta rivista italiana per bambini
Donnina, (che si vendeva a 30cents) es: Storia di tre
bambine ed un Pierrot di Bernage, Diavoletta (Farfadette
di J. Duché). Forse l'editore aveva intenzione di pubblicarli
anche in volume, perché nel 1929 annuncia la "prossima
uscita", a Lire2 ciascuno, di alcuni titoli della Bibliothèque
di Suzette, ma nella bibliografia ufficiale in volume non risultano.
(vedi L'eredità
di Suzette.)
Dal 1932 al 1935 anche l'editore MARIETTI di Genova pubblicò contemporaneamente a Salani una ventina di volumi della Bibliothèque de Suzette.
All'inizio, Salani imitò quasi esattamente
le copertine francesi: la grafica delle copertine dei
primi quattro volumi della collana, Il fanciullo che venne
dal mare, La piccola pantofola d'argento, Otto
giorni in una soffitta e L'Erede di Ferlac è infatti
molto simile a quella dell'editore francese. Purtroppo Salani ne tirò
pochissime copie - prove di editore - e nei volumi successivi passò
subito alla copertina a colori illustrata da artisti che all'epoca
fossero famosi e "tirassero" le vendite. Le illustrazioni
interne dei testi rimasero quelle originali.
Le prime edizioni italiane dei
Suzette furono
abbastanza fedeli agli originali. Ma a partire dal 1940, le riedizioni
furono non già tradotte
ma italianizzate,
adattate per il pubblico italiano e modernizzate
per l'epoca, per cui i luoghi geografici sono cambiati in località
italiane certe volte di fantasia e i protagonisti originali, di solito
piccoli aristocratici francesi, diventano figli della borghesia professionale
italiana, lombardi, piemontesi o toscani, mai napoletani o calabresi!
Il motivo di questa scelta potrebbe essere molto semplice: dovendo adattare
il luoghi alla topografia locale, nell'adattamento i traduttori, toscani,
trasformarono i personaggi in abitanti di regioni che conoscevano bene.
Anche se, questi cambiamenti, istigati dalla
politica fascista della difesa della lingua, furono imposti dal Ministero
della Cultura Popolare e poi dall' allineamento militare dell'Italia
a partire dal 1940, essi servirono Ettore Salani
nel fare della BMR, una collana tipicamente italiana infatti,
senza dubbio, la più famosa collana italiana di libri per ragazzi.
Gli adattamenti temporali dei numerosi Suzette-Salani, che si svolgevano
originariamente al più tardi fino al 1920, erano inoltre necessari per
una collana che si presentava moderna al passo con la realtà quotidiana
dei bambiini italiani 1930.
Si noti che dei Suzette esistono due versioni italiane:
le prime - le edizioni fino al 1939 - sono relativamente fedeli al testo francese
e conservano alcuni nomi esotici, le altre, successive, completamente rimaneggiate
per ragioni politiche.
Esempi sono: "L'Erede di Ferlac" che dopo
la prima edizione subì vari cambiamenti topografici, tagli e
rimaneggiamenti, "La préférée" che fu
trasferita da circa il 1910 al 1936, "P'tit-Oiseau" (1a ed.
Suzette 1929) tradotto "Il Circo Barletta" che nell'edizione
BMR del 1938 si sposta da Saint Valère/Parigi a Fiesole/Firenze
e il cui protagonista Luc/Luca diventa un perfetto piccolo italiano
dell'epoca, con l'aggiunta discreta dell'apposizione "balilla"
e "futuro avanguardista". (vedi Le
Variazioni editoriali)
Le traduzioni/adattamenti dei
Suzette-Salani erano probabilmente fatte "in casa"
da vari collaboratori di Salani; probabilmente una traduttrice
era Rita Banti, che infatti risulta come traduttrice ufficiale di edizioni
Salani posteriori, un'altra Albertina Palau, la scrittrice collaboratrice
di Ettore e Mario che era un'esperta traduttrice dal francese avendo
tradotto Dumas, Paul Bourcet et Bazin.
Esistono anche traduzioni di un Nicolò della Rocca (vedi Il
Castello di ghiaccio & als in ICCU: della Rocca viene indicato
come autore ma è senza dubbi il traduttore). L'unico libro che
appare col nome del traduttore é La squadra dei sei
che Vittoria Kienerk tradusse da Les Robinsons de la Montagne.
Nonostante circa metà dei titoli della collezione siano francesi, le loro storie sono intercambiabili con l'epoca e la società italiane, del resto simile a quella d'oltralpe. Ecco dunque che le storie con un sottofondo storico o sociale realmente vissuto in Italia, la Grande Guerra, l'emigrazione, l'analfabetismo, l'espansione coloniale, la forte influenza della Chiesa nella vita quotidiana, le differenze fra classi sociali si metamorfizzano senza difficoltà in storie indigene.
Per esempio in Le cousin Patchouli (Avventura in colonia) l'Algeria diventa Tripolitania e tutto il paragrafo sulle ragioni della presenza francese in Algeria viene cambiato in quelle della presenza italiana in Tripolitania. Nell'epilogo de "Lo zio d'Affrica", bastò sostituire solo una parola per farlo diventare ad hoc. Il testo originale "Il faut mes enfants que les Français se rendent compte sur place de la magnifique oeuvre coloniale assumée par notre pays" nel 1939 in italiano divenne con grande realismo "Bisogna ragazzi miei che gli Italiani osservino sul posto la magnifica opera coloniale assunta dal nostro paese". In altri casi l'operazione inversa é necessaria: l'avido venditore di torrone in I ragazzi della via Pal, da italiano nel testo originale diventa greco nella versione Salani.
Altri testi francesi erano del tutto inadattabili per
il loro contenuto-ambiente-soggetto: questo, in particolare, é
il motivo per cui degli otto romanzi di Sir Jerry, solo quattro furono
inclusi nella collana. (v. Mad H. Giraud)
Interessante notare che in uno dei titoli "italiani", Due Ragazzi e una Scimmia, la trama è basata sulla usanza diffusa nelle classi povere di "affidare" i bambini a impresari che li portavano a lavorare o esibirsi in Francia e in Inghilterra come ballerini o suonatori di organetto (cfr. "Italy in London" by Count E. Armfelt in Living London edited by G. R. Sims,vol. I pag 183-189, Cassell & Co Ltd 1902).
La Biblioteca dei Miei Ragazzi è diventata già da parecchi anni oggetto di culto collezionistico.
Pochissimi collezionisti italiani, forse una decina, hanno la collana completa con tutte le varianti e sostituzioni; comunque la maggior parte di chi ricompra o conserva gelosamente i volumi della Biblioteca dei Miei Ragazzi lo fa per il piacere di rievocare i ricordi dell'infanzia, anche senza aspirare ad avere l'intera collezione.
Il collezionismo "professionale" della Biblioteca dei Miei Ragazzi distinto da quello sentimentale è di diversi tipi.
Ci sono quelli che collezionano l'intera serie con tutte le varianti. Altri collezionano solo prime edizioni o solo i numeri anteguerra e considerano certe varianti o sostituzioni del dopoguerra come ristampe.
Esiste poi il collezionismo dei volumi "fascisti" cioè volumi pubblicati alla fine degli anni Trenta, inizi anni Quaranta, in maggioranza commissionati a G. Chelazzi, ma anche Confidati, Scotti Berni, Maria Rossi Gentile, i cui protagonisti non sono più piccole borghesi o aristocratiche ma balilla patriottici quasi sempre di umili origini.
Nel collezionismo "fascista" sono molto rari il no27 Sim, ragazzo abissino e il no39 Saettino, puro sangue meneghino.
I libri interessano anche i collezionisti di dediche. Nei volumi della BMR se ne trovano molte in quanto essi costituivano il regalo ideale di genitori, parenti, madrine, padrini, amici, in occasione di promozioni, compleanni, onomastici, cresime, comunioni e feste religiose.